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08 Settembre 2026

Farmaci stupefacenti, nuove misure di sicurezza. Anmvi: escludere le strutture veterinarie

Lo schema del “decreto fentanyl” introduce nuovi standard per custodia e tracciabilità dei medicinali stupefacenti, dalle casseforti certificate ai controlli delle giacenze ogni 48 ore. Anmvi chiede lo stralcio delle strutture veterinarie e richiama le garanzie di tracciabilità già previste nel settore.

di Redazione Farmacista33


fentanyl

Le strutture veterinarie non vanno coinvolte nelle nuove misure di sicurezza per la custodia e la tracciabilità dei medicinali stupefacenti previste dal cosiddetto "decreto Fentanyl", che introduce standard minimi uniformi nelle strutture sanitarie pubbliche e private. È la richiesta dell’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (Anmvi) sullo schema di decreto del Ministero della Salute che, dopo un primo confronto con le Regioni il 4 settembre, non compare nell’ordine del giorno della Conferenza Stato-Regioni del 10 settembre, dove era atteso per il prosieguo dell’iter. 
“Un eccesso regolatorio per falle di sicurezza che non si sono verificate nelle strutture veterinarie - è la posizione dei veterinari Anmvi che chiede lo stralcio delle strutture veterinarie dal decreto. - I medici veterinari non accettano eccessi regolatori”

Casseforti, gestione chiavi e controlli delle giacenze ogni 48 ore

Lo schema di decreto definisce misure minime uniformi per la sicurezza, la custodia, la tracciabilità e la gestione dei medicinali contenenti sostanze stupefacenti o psicotrope ad uso umano e veterinario, compresi nelle sezioni A, B e C della Tabella dei medicinali del Testo unico sugli stupefacenti. Le disposizioni riguardano, tra le altre, farmacie ospedaliere e territoriali delle aziende sanitarie, ospedali e case di cura, strutture territoriali e penitenziarie, magazzini delle aziende sanitarie e strutture veterinarie.

Tra le misure previste figurano casseforti certificate, sistemi di allarme, videosorveglianza e accessi controllati e tracciabili, con l’identificazione dei soggetti autorizzati e la registrazione dei passaggi di chiavi, badge e credenziali. Lo schema introduce inoltre la verifica della corrispondenza tra giacenze reali e contabili almeno ogni 48 ore e prevede, per il trasporto interno dei medicinali, contenitori chiusi con sigilli di sicurezza antieffrazione. In caso di furti, manomissioni o ammanchi è prevista la comunicazione entro 12 ore al responsabile, con il conteggio straordinario delle scorte e le successive segnalazioni alle autorità competenti e ad Aifa. Le strutture avranno 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto per adeguare le proprie procedure.

Anmvi: strutture veterinarie fuori dal decreto

In una comunicazione inviata a Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero della Salute, Conferenza Stato Regioni e agli assessorati coinvolti nell'iter di emanazione dello schema di decreto, Anmvi chiede lo stralcio delle strutture veterinarie dal perimetro di applicazione dello schema di decreto e una consultazione con le rappresentanze veterinarie.   
Per l’associazione le norme sono “inapplicabili al settore delle cure veterinarie per inopportunità, incoerenza con l'esercizio professionale veterinario e con la normativa di riferimento veterinario, compreso l'Accordo Stato Regioni sui requisiti minimi delle strutture veterinarie”.

Si tratterebbe, cioè, di un “eccesso regolatorio” per il settore perché le falle di sicurezza “sono altrove”. Secondo l’Anmvi il decreto “mette sullo stesso le grandi strutture ospedaliere con le strutture veterinarie, dove gli approvvigionamenti di stupefacenti ad uso veterinario sono sensibilmente più contenuti, dove non è presente una farmacia interna e dove sono già offerte elevate garanzie di tracciabilità”. Il rischio è di "interruzioni di continuità delle prestazioni ai pazienti animali, chirurgiche, post-operatorie e per la terapia del dolore”. 

Le misure previste dal decreto "esplicitano vulnerabilità di sicurezza che non si sono verificate nelle strutture veterinarie" ma “il provvedimento ignora che garanzie di base come l’autenticità della ricetta, la veridicità della prescrizione e la congruità del quantitativo prescritto - sono già assicurate dal sistema di tracciabilità dei medicinali ad uso veterinario attraverso il Sistema Informativo dei Medicinali Veterinari VetInfo" scrive l'Associazione che richiama le raccomandazioni emanate a gennaio dal Ministero della Salute e le precauzioni di custodia della circolare ministeriale di luglio.

Stupefacenti per uso veterinario: dal fentanyl alla ketamina

In ambito veterinario è autorizzato un solo medicinale veterinario a base di Fentanyl, Fentadon 50 μg/ml, soluzione iniettabile per cani indicata per l’analgesia intraoperatoria durante gli interventi chirurgici e per il controllo del dolore post-operatorio. Per il fentanyl, ricorda Anmvi, il Ministero della Salute aveva già definito specifiche misure di prevenzione per il settore veterinario nell’ambito del Piano nazionale contro l’uso improprio di Fentanyl e di altri oppioidi sintetici.

Lo schema di decreto, tuttavia, non riguarda soltanto il fentanyl, ma si estende alle sostanze stupefacenti e psicotrope comprese nelle sezioni A, B e C della Tabella dei medicinali, tra cui la ketamina. Secondo Anmvi, una stretta generalizzata su tutte queste sostanze e su tutte le strutture di cura, comprese quelle veterinarie private, rischia di "compromettere il benessere degli animali e la sostenibilità organizzativa delle strutture veterinarie". L’associazione richiama in particolare l’impatto degli adeguamenti strutturali previsti, come telecamere, sistemi di controllo degli accessi e sigilli, per i quali lamenta l’assenza di una valutazione dell’impatto economico e organizzativo sui professionisti veterinari privati.

Fonte

https://www.anmvioggi.it/in-evidenza/79375-fentanyl-inaccettabile-impedire-le-cure-veterinarie.html

Opuscolo Fentanyl

ph.cr.magnific

TAG: STUPEFACENTI, FENTANIL, FARMACI VETERINARI

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