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11 Settembre 2026

Rinnovo Ccnl dipendenti, Guaglianone: riconoscere la specificità sanitaria del farmacista

Il presidente dell'Ordine dei farmacisti di Roma Giuseppe Guaglianone risponde alla lettera aperta di una collega: nel rinnovo del Ccnl delle farmacie private inseriamo una indennità di specificità sanitaria 

di Redazione Farmacista33


Guaglianone

Riportiamo qui integralmente la risposta del presidente dell'Ordine dei farmacisti di Roma Giuseppe Guaglianone alla lettera aperta di una collega da noi pubblicata (Rinnovo Ccnl. Lettera aperta di una farmacista dipendente: le richieste su salari, ruolo e condizioni di lavoro | Farmacista33)

L'impegno dell'Ordine per il riconoscimento professionale

"Le considerazioni della collega Eleonora Teti sono del tutto condivisibili e perfettamente in linea con l’azione che l’Ordine di Roma sta conducendo, con convinzione e tenacia, per risolvere in radice la questione per il riconoscimento professionale, decisiva per il futuro dell’intera professione farmaceutica.

Decine di documenti, interventi, lettere, proposte (tutti resi pubblici e dunque agevolmente rintracciabili) testimoniano come l’Ordine della Capitale abbia dedicato al tema gran parte del suo impegno e delle sue energie, pur nella piena consapevolezza che la materia sindacale non è compresa nel perimetro delle sue competenze. Ma il Ccnl non è solo un ragionieristico accordo tra le parti per definire la regolazione dei trattamenti economici e delle prestazioni di lavoro. O almeno, non lo è certamente - perché non può esserlo - per una professione che “mette le mani”, la testa e il cuore nel bene più prezioso delle persone: la salute. In ballo ci sono altri contenuti, altre funzioni, altri valori che debbano essere obbligatoriamente tenuti nel massimo conto in sede di contrattazione.

Ed è proprio su quegli altri valori, che rimandano ai profili professionali, che legittimamente si concentra il nostro impegno. Perché è del tutto evidente che - per quanto proprio gli aspetti professionali dovrebbero fare premio su tutto il resto - essi siano in realtà i più negletti: proprio il ruolo professionale del farmacista, almeno fin qui, non è stato riconosciuto né tanto meno valorizzato adeguatamente dagli accordi contrattuali fin qui sottoscritti, nonostante vi sia chi non è d’accordo con questa valutazione".

Un cortocircuito pericoloso

"La criticità, negli anni, è sempre diventata più evidente, fino a diventare insostenibile: a fronte di una realtà di straordinaria evoluzione della professione farmaceutica - diventata ormai strutturale con la “farmacia dei servizi” e tanto evidente da non dover essere ogni volta ricordata - il contratto di lavoro dei farmacisti collaboratori delle farmacie è rimasto esattamente dove era: ancorato alle logiche del settore del commercio in cui è incardinato, in una cornice concepita per regolare altre attività, non certamente gli atti di cura.

Da qui il cortocircuito e tutte le conseguenze ben note sia sul piano valoriale, professionale ed etico sia su quello del trattamento economico, ricordate una volta di più dalla lettera aperta della collega. Ma ogni cortocircuito, come è noto, finisce per paralizzare il sistema all’interno del quale si verifica, impedendone il funzionamento. Pericolosi segnali che ciò possa avvenire anche nel comparto delle farmacie si registrano già da tempo, come testimoniano i fenomeni della sempre più consistente “diserzione” dei colleghi farmacisti delle farmacie aperte al pubblico, per scegliere altri percorsi professionali (segno evidente di una profonda crisi di senso e di identità), e il sempre minore appeal esercitato dalla Facoltà di Farmacia, dove le iscrizioni (dati AlmaLaurea) sono in calo progressivo dal 2018.

Insomma, cambiare non solo è urgente ma - se davvero si vuole un futuro - è vitale. Ma non è semplice perché quello che è in gioco è un cambio di paradigma che è oggettivamente molto difficile e problematico realizzare, soprattutto per le resistenze molto forti che cercherebbero di impedirlo.

Nelle more di auspicabili interventi che chiariscano definitivamente se e fino a quando professionisti della salute con un percorso accademico di eccellenza, che rispondono in prima persona della sicurezza di ogni terapia e prestazione sanitaria erogata assumendo le connesse responsabilità da codice sanitario, debbano essere ancora costretti in una dimensione contrattuale che non appare davvero azzardato definire perlomeno impropria, l’Ordine di Roma ha avanzato ormai da più di un anno una proposta, certamente non risolutiva ma sicuramente utile a tracciare una direzione e a portare avanti la battaglia deontologica per fare giustizia dell’errore ontologico di “ingabbiare” l'atto intellettuale del professionista in un contesto inadeguato.

Si tratta dell’inserimento nel Ccnl delle farmacie private di un’indennità di specificità sanitaria, voce retributiva per i farmacisti del Ssn recentemente codificata nel Ccnl dell’Area della Sanità pubblica. Un’etichetta che esiste già e che va chiamata esattamente così, senza esercizi linguistici o perifrasi di alcun tipo, in quanto il nome si riferisce a una funzione ben precisa e inequivocabile: quella propriamente sanitaria del farmacista, quale esplicito e concreto riconoscimento che l’atto sanitario comporta rischi e responsabilità unici. Il ragionamento diventa semplice: se l’indennità di specificità sanitaria esiste già ed è realtà legittimata e finanziata dallo Stato nel settore pubblico, su quali basi e in ragione di quali equilibrismi può essere negata nel privato?

Il quesito è una breccia che, a giudizio dell’Ordine di Roma, la professione tutta dovrebbe provare ad allargare, anche per dare una prima e importante risposta al sentimento di delusione, stanchezza, insofferenza e comprensibile rabbia che numeri crescenti di colleghi manifestano in riferimento all'attuale situazione, come lucidamente e consapevolmente testimonia la lettera aperta della collega Eleonora Teti".

Nuove tecnologie, formazione e progressione di carriera

"Per dare concretezza a questa visione e vicinanza reale ai colleghi, l’impegno dell’Ordine affianca alla battaglia per il riconoscimento professionale risposte pratiche e quotidiane: dai sistemi di intelligenza artificiale per l'organizzazione dei turni - per migliorare l'equilibrio vita-lavoro e la sostenibilità economica delle farmacie - fino alla formazione continua e alla riforma universitaria focalizzata sul ruolo clinico.

La specificità sanitaria rappresenta il primo, imprescindibile passo per aprire la strada ai nuovi ruoli della sanità territoriale: dall'inserimento del farmacista referente nelle Case di comunità - in sinergia con medici di medicina generale e pediatri per la presa in carico dei pazienti fragili - fino alla previsione di incarichi specialistici per i farmacisti, alla progressione di carriera e alla figura del farmacista prescrittore forte del proprio timbro professionale, restituendo così piena attrattività al lavoro dietro al banco.

Si tratta, insomma, di aprire la porta a una prima perseguibile evoluzione contrattuale (che è però anche una esplicita sanzione di status professionale), che avrebbe il merito di cominciare a spazzare via le ragnatele dell'ipocrisia, rendendo manifestamente inequivocabile che il banco di una farmacia non coincide con la cassa, che il farmaco non è una merce e che il professionista della salute in camice e caduceo che lo dispensa non è un commesso, ma un pilastro insostituibile del diritto costituzionale alla salute".

TAG: ORDINE DEI FARMACISTI DI ROMA, GIUSEPPE GUAGLIANONE, FARMACIE

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