Politica e Sanità
17 Settembre 2026Avviata la predisposizione del Piano nazionale per la sicurezza del paziente, coordinata dall’Osservatorio di Agenas. Schillaci annuncia anche l’aggiornamento delle raccomandazioni per l’assistenza alle persone con malattie non trasmissibili.

È iniziato il lavoro per la predisposizione del Piano nazionale per la sicurezza del paziente, che dovrebbe arrivare alla Conferenza delle Regioni entro la fine dell’anno. Lo ha annunciato il ministro della Salute Orazio Schillaci durante l’evento “Sicurezza delle cure per le malattie non trasmissibili – Cure sicure per tutta la vita!”, organizzato a Roma in occasione dell’ottava Giornata nazionale per la sicurezza delle cure e della persona assistita.
“Insieme alle Regioni e agli esperti di risk management, stiamo costruendo un sistema di prevenzione e gestione del rischio solido, moderno, capace di apprendere e migliorare. In questa direzione va l’avvio delle attività di predisposizione del Piano nazionale per la sicurezza del paziente che sono condotte dall’Osservatorio nazionale per le buone pratiche sulla sicurezza nella sanità di Agenas”, ha dichiarato Schillaci.
“Il Piano – ha spiegato – si ispira al Global Patient Safety Action Plan dell’Organizzazione mondiale della sanità tutt’ora in vigore, contestualizzandolo nella realtà italiana. Abbiamo già fatto molta strada e molta altra ne faremo, con la convinzione che la sicurezza delle cure è un impegno che si rinnova ogni giorno”. Secondo quanto riferito da fonti ministeriali, i lavori sono già in corso e l’obiettivo è portare il Piano alla Conferenza delle Regioni entro la fine del 2026.
Il tema scelto per la Giornata 2026 riguarda la sicurezza delle cure per le malattie non trasmissibili, come patologie cardiovascolari, tumori, diabete e malattie respiratorie croniche, che richiedono spesso assistenza continuativa e terapie di lunga durata.
“Riguardo alle malattie non trasmissibili, che rappresentano oggi la principale causa di morte e disabilità nel mondo, essendo responsabili di circa il 74% dei decessi, stiamo lavorando all’aggiornamento di raccomandazioni ministeriali che possono realmente rendere più sicura l’assistenza a questi pazienti”, ha affermato il ministro.
Schillaci ha richiamato anche il monitoraggio degli eventi sentinella, che comprendono errori o ritardi diagnostici, errori nella terapia farmacologica ed eventi legati al malfunzionamento dei dispositivi. Questa attività, ha spiegato, “si sta rivelando strumento importante e strategico per rafforzare la sicurezza delle cure”, anche grazie a un cambiamento culturale per cui la segnalazione dell’errore “non è più vista come un’ammissione di colpa, ma come uno strumento di miglioramento del sistema”.
La campagna 2026 dell’Organizzazione mondiale della sanità, accompagnata dallo slogan “Safe care for life!”, invita a rafforzare la sicurezza lungo tutto il percorso di cura delle malattie non trasmissibili, dalla prevenzione e dalla diagnosi fino al trattamento e alla gestione quotidiana della patologia.
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