Manovra 2027
30 Ottobre 2026Previsto in Manovra 2027 voucher di 300 euo per le persone con più di 75 anni e una pensione fino a 28.000 euro annui. Destinato alle spese non coperte dal Ssn, interesserà secondo le stime annunciate dal Governo circa 5,5 milioni di persone, con un costo di 1,6 miliardi.
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Un buono di 300 euro per le persone con più di 75 anni e una pensione fino a 28.000 euro annui, da utilizzare per le spese sanitarie non coperte dal Servizio sanitario nazionale. È una delle misure previste dal disegno di legge di Bilancio approvato dal Consiglio dei ministri, che inizierà il suo iter parlamentare alla Camera. Nella conferenza stampa di presentazione della manovra, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha citato, tra gli utilizzi del voucher, la spesa farmaceutica e le visite specialistiche.
La scheda di Palazzo Chigi indica l’importo del buono, il requisito anagrafico e la soglia pensionistica, precisando che il contributo sarà destinato alle spese sanitarie non coperte dal Ssn. Meloni ha illustrato la platea e le risorse previste per l’intervento.
“Introduciamo con questa Legge di Bilancio un voucher sociale di 300 euro per gli italiani over 75 con una pensione fino a 28 mila euro l'anno. Parliamo di 5 milioni e mezzo di persone. Il costo complessivo del provvedimento è di 1,6 miliardi di euro. Il voucher può essere utilizzato per spese sanitarie che non sono coperte dal Servizio Sanitario Nazionale, per la spesa farmaceutica, per le visite specialistiche. Quindi sono un aiuto concreto, ma sono anche un modo per dire a milioni di anziani che non sono soli. Chiaramente anche queste sono risorse per la sanità. Quindi, tra i 3,4 miliardi di euro che mettiamo nel Fondo sanitario nazionale e 1,6 miliardi che costa questa misura, parliamo di 5 miliardi di euro in questa manovra spesi per la salute dei cittadini”.
"Proseguiamo lungo un percorso che punta a consolidare il Servizio sanitario nazionale e a garantire un'attenzione particolare alle persone più fragili, a partire dagli anziani - ha commentato l sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato - e a chi ogni giorno è in prima linea nell'assistenza, come i medici dei pronto soccorso. Investire nella sanità significa sostenere i professionisti, valorizzare il loro lavoro e garantire cure sempre più accessibili e appropriate".
Chiara Tenerini, capogruppo di Forza Italia in Commissione Lavoro alla Camera, colloca il voucher tra i risultati rivendicati dal partito nella manovra. “La riduzione della pressione fiscale sul ceto medio, il sostegno ai giovani, l’attenzione agli anziani e le misure a favore delle imprese sono il frutto di battaglie politiche che conduciamo da tempo e che hanno trovato spazio nelle scelte del Governo”, dichiara. Sul contributo per le spese sanitarie aggiunge: “Anche il voucher sanitario da 300 euro per gli over 75 è una misura che nasce dall’attenzione che Forza Italia ha sempre riservato alle persone anziane”.
Critica Beatrice Lorenzin, senatrice del Partito democratico e già ministra della Salute, che contesta sia l’impostazione dell’intervento sia le risorse per il servizio pubblico. “La sanità non si fa con i bonus. Una manovra di mance elettorali non affronta i problemi degli italiani e di chi è malato, ma rinvia le scelte necessarie e consegna al prossimo governo un Paese più sofferente, nella salute e nell’economia”, afferma.
“I 5 miliardi annunciati non sono tutti destinati al Servizio sanitario nazionale: l’incremento del Fondo comprende 1 miliardo già previsto, mentre 1,6 miliardi vanno ai voucher. Aiutare a pagare una prestazione non equivale a garantire che il servizio pubblico la eroghi nei tempi necessari”, prosegue Lorenzin. La senatrice richiama la richiesta delle Regioni di 6,8 miliardi aggiuntivi per il 2027 e sottolinea: “Servono personale, prevenzione, assistenza territoriale e investimenti pluriennali. Un bonus non assume un infermiere e non prende in carico un malato cronico”.
Anche il presidente della Toscana Eugenio Giani contesta la scelta di destinare 1,6 miliardi ai voucher, sostenendo che possa favorire il ricorso alla sanità privata. “Al Fondo sanitario vengono destinati appena 3,4 miliardi di euro, meno della metà dei 6,8 miliardi indicati dalle Regioni come tetto minimo indispensabile per garantire la tenuta del sistema”, afferma. Secondo Giani, le risorse saranno assorbite prevalentemente dai rinnovi contrattuali e, in misura minore, dai costi per i dispositivi medici, lasciando senza finanziamenti adeguati la gestione dei servizi e la riduzione delle liste d’attesa.
“Anziché investire per rafforzare le strutture pubbliche, assumere medici e infermieri e potenziare la rete di assistenza territoriale, il governo sceglie di trasferire risorse pubbliche verso il mercato privato della salute”, dichiara il presidente toscano. “Dico no a questo modello: difendere la sanità pubblica non è una bandiera ideologica, ma una questione di dignità costituzionale e uguaglianza tra cittadini”. Giani chiede quindi un cambio di rotta durante l’esame parlamentare della manovra.
La “voucherizzazione non dà una risposta strutturale e sposta denaro pubblico dal circuito della sanità pubblica al mercato delle prestazioni private. Più si va avanti così, più il privato diventa l'unica strada per chi ha bisogno di curarsi in tempi rapidi. La destra non difende la sanità pubblica: la lascia senza risorse e poi gira ai cittadini un assegno per pagarsi le cure" aggiunge Enrico Ioculano, vicepresidente della commissione Salute della Regione Liguria.
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