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Medicina

12 Settembre 2023

Ipertensione arteriosa, il rischio aumenta nel semestre post infezione Covid-19

L’infezione da Sars-Cov2 fa aumentare il rischio di di sviluppare ipertensione arteriosa (HTA) nei successivi 6 mesi. Nuovi dati sono stati raccolti da un recente studio

di Cristoforo Zervos


 Ipertensione arteriosa, il rischio aumenta nel semestre post infezione Covid-19

Un recente studio dell'Albert Einstein College of Medicine situato a New York, città negli Stati Uniti, ha rivelato che un'infezione da Covid-19 potrebbe significativamente aumentare il rischio di sviluppare ipertensione arteriosa (HTA) nei successivi 6 mesi. Gli studiosi hanno esaminato i dati di oltre 45.398 persone senza precedenti casi noti di HTA che avevano contratto il Covid tra marzo 2020 e agosto 2022 e che erano tornate in ospedale per motivi medici nel corso dei successivi sei mesi.

Rischio più alto con Covid vs influenza
Questi dati sono stati poi confrontati con quelli di 13.864 pazienti affetti da influenza ma non da Covid-19, ricoverati tra gennaio 2018 e febbraio 2022. Tutti i pazienti sono stati trattati presso il Montefiore Health System nel Bronx, quartiere di New York. I risultati hanno mostrato che il 20,6% dei partecipanti ricoverati a causa del Covid-19 e il 10,85% di quelli non ricoverati hanno sviluppato HTA nei sei mesi successivi all'infezione. Come termine di paragone, solo il 16% delle persone ricoverate per l'influenza e il 4% di quelle non ricoverate hanno registrato un aumento della pressione arteriosa nello stesso periodo. Inoltre, i ricercatori hanno stabilito il rischio di ipertensione cronica circa una volta e mezzo in più per gli infetti da Covid rispetto ai pazienti affetti da influenza e più del doppio per i pazienti ricoverati a causa del Covid rispetto a quelli ricoverati per influenza.

I pazienti più a rischio: over 40 con comorbidità
I più a rischio sono risultati gli uomini dai 40 anni in su con comorbidità (broncopneumopatia cronica ostruttiva, cardiopatie o le nefropatie croniche). I ricercatori segnalano anche criticità maggiori tra le persone appartenenti a minoranze etniche e residenti in aree socio-economicamente svantaggiate. Tim Q. Duong, professore di radiologia all’Albert Einstein College of Medicine e autore principale dello studio, ha commentato: "Vista la vastità di persone colpite dal Covid-19 rispetto all'influenza, questi dati sono preoccupanti. È da sottolineare – ha continuato il professore - che molti pazienti potrebbero sviluppare ipertensione in futuro, con un notevole peso sui sistemi sanitari." Alla luce di questi risultati, gli scienziati raccomandano una diagnosi precoce dell'ipertensione arteriosa nei pazienti a rischio dopo un'infezione da Covid-19. Tuttavia, si evidenzia la necessità di ulteriori ricerche, poiché lo studio si concentra solo su pazienti che hanno avuto contatti con il sistema sanitario, tralasciando quelli con ipertensione non ancora diagnosticata. 


https://www.ahajournals.org/doi/10.1161/HYPERTENSIONAHA.123.21174

TAG: COVID-19, IPERTENSIONE ARTERIOSA, LONG COVID, MONITOR DELLA PRESSIONE ARTERIOSA

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