Formazione
12 Novembre 2020Lo sviluppo della farmacia come presidio integrato nel Servizio Sanitario Nazionale sul territorio è un progetto al quale si sta lavorando da tempo e che nasce con la Legge n.69 del 18 giugno 2009. Negli anni successivi è stato delineato un modello di farmacia in grado di fornire prestazioni che vadano oltre la dispensazione del farmaco, quali la prenotazione di visite specialistiche ed esami con pagamento del ticket e ritiro del referto in farmacia, l'effettuazione di screening di prima istanza per la prevenzione di patologie dal forte impatto sociale, il monitoraggio dei pazienti cronici, l'assistenza domiciliare e la telemedicina.
Il percorso ha visto una tappa importante con la legge 27 dicembre 2017 (n. 205, Legge di Bilancio 2018), che ha posto le basi concrete alla sperimentazione, in nove Regioni, per la remunerazione dei servizi erogati dalle farmacie a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Sperimentazione estesa oggi a tutte le Regioni a statuto ordinario per il biennio 2021-2022, dalla legge di Bilancio 2020. Tale sperimentazione è resa attuabile dalle "Linee di indirizzo per la sperimentazione dei nuovi servizi nella farmacia di comunità" definite dalla Conferenza Stato Regioni, in data 17 ottobre 2019.
L'idea di una farmacia, organizzata e riconosciuta, quale erogatrice di servizi sul territorio, parte dal riconoscimento delle mutate esigenze di una popolazione sempre più anziana e dell'aumento continuo di patologie croniche. Inoltre, si inserisce nell'esigenza di una maggiore implementazione della medicina sul territorio per ridurre i costi dell'ospedalizzazione e consentire ai malati cronici di curarsi vicino al proprio luogo di vita, la necessità di garantire a tutti i cittadini eque opportunità di cura e di accesso ai servizi sanitari.
Questi aspetti sono più volte ribaditi nei documenti di programmazione sanitaria ed economica a livello nazionale e regionale. Il Patto per la salute e, successivamente, il Piano Nazionale della Cronicità (PNC) hanno rafforzato questa impostazione ed evidenziato il ruolo della farmacia sul fronte della prevenzione primaria e secondaria e dell'aderenza terapeutica.
È importante, inoltre, sottolineare che il nuovo scenario che si sta profilando in Italia coincide con quello europeo: recentemente Il Pharmaceutical Group of the European Union (PGEU), associazione che raggruppa l'intera comunità farmaceutica dell'Unione Europea, ha diffuso un documento programmatico, che delinea dieci raccomandazioni chiave utili per riconoscere il contributo vitale della professione farmaceutica alla salute delle persone nei prossimi decenni.
Con la Farmacia dei Servizi, la farmacia assume un ruolo nuovo: diventa non solo luogo specifico e privilegiato di erogazione dei farmaci, ma centro sociosanitario polifunzionale di prestazioni al servizio della comunità. Il nuovo modello di intervento del farmacista che è stato delineato in questo contesto non prevede l'abbandono della dispensazione del farmaco ma, anzi, costituisce una premessa indispensabile per il ritorno dell'innovazione farmacologica in farmacia. Il farmacista è e sarà sempre lo specialista del farmaco, della cui preparazione e dispensazione è responsabile e garante, ma è proprio questo atto fondamentale che, con il mutare dello scenario complessivo, diviene una prestazione sempre più complessa e articolata. È chiaro che in questo scenario si rende essenziale una formazione specifica che si integri in un approccio multidisciplinare e interprofessionale della medicina del territorio, che pur salvaguardando le competenze di ciascun professionista, converga al raggiungimento del risultato clinico di efficacia, efficienza e sostenibilità del SSN.
01/05/2026
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30/04/2026
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