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Formazione

16 Dicembre 2016

Rinite allergica: le comorbidità e le situazioni di rischio


La rinite allergica può associarsi a diverse altre problematiche come otite, sinusite, disturbi del sonno, allergie alimentari e dermatite atopica. Il farmacista dovrebbe domandare al paziente se presenta sintomi suggestivi di una di queste comorbidità, per aiutarlo, se necessario, a tamponare il disturbo con farmaci da banco.

La rinite allergica rappresenta soprattutto un fattore certo di rischio per l'asma, in quanto la sensibilizzazione ad allergeni perenni comporta un pericolo maggiore rispetto a quella ad allergeni stagionali. Le due patologie sono correlate, è necessario quindi riuscire a gestirle entrambe in modo ottimale: trascurare la terapia di una delle due inficia la cura anche dell'altra. La rinite allergica si può inoltre associare a iperreattività bronchiale aspecifica; in queste e in tutte le altre situazioni di rischio, la figura del farmacista diventa importante nel riconoscere i campanelli di allarme e inviare al medico il paziente.

In presenza di sintomi severi o persistenti, può suggerire un trattamento iniziale, da seguire però soltanto in attesa della visita medica. Quest'ultima si rende necessaria anche nel caso in cui i disturbi non rispondano alla terapia data entro 2-4 settimane o se compaiono effetti collaterali importanti dovuti ai farmaci.

«Il farmacista deve sempre ricordare al paziente che se il trattamento non è in grado di controllare la situazione, o ritorna subito in farmacia o deve essere indirizzato al medico» spiega Walter Canonica, presidente della Società italiana di allergologia asma e immunologia Clinica.

In generale il farmacista deve consigliare una visita medica in presenza di sintomi concomitanti di altre patologie, come asma non diagnosticata precedentemente, o diagnosticata ma non sotto controllo, infezione (come rinorrea purulenta, faringodinia, dolori muscolari, febbre e astenia), o di effetti collaterali ai farmaci. Infatti, in caso di comorbidità è sempre importante il controllo medico. Infine, richiede particolare attenzione la gestione di donne in stato di gravidanza e di bambini sotto i 12 anni, per queste categorie in genere si opta per il consulto con lo specialista.

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