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08 Luglio 2026

Disturbi degli occhi: prevenzione e scelta di colliri, omeopatici e rimedi fitoterapici

Dai fattori di rischio alla scelta dei colliri, le indicazioni per proteggere la superficie oculare, gestire i sintomi e prevenire i disturbi più frequenti durante la stagione estiva.

di Paola Vettori e Michela Bercigli


Disturbi degli occhi: prevenzione e scelta di colliri, omeopatici e rimedi fitoterapici

Irritazione, arrossamento, secchezza degli occhi, congiuntiviti e fotofobia sono tra i disturbi più frequenti, per i quali prevenzione, protezione della superficie oculare e individuazione degli interventi più appropriati rappresentano aspetti centrali nella gestione dei sintomi. Inoltre, durante la stagione estiva sole, caldo persistente, aria condizionata, vento, sabbia, salsedine e cloro possono mettere a dura prova la salute degli occhi. A questi fattori si aggiungono l’uso prolungato delle lenti a contatto, l’esposizione ai videoterminali, alla polvere e agli allergeni.

I disturbi oculari più frequenti nella stagione estiva

Tra i principali disturbi oculari che ci troviamo a dover gestire rientrano irritazione e bruciore.
L’arrossamento è conseguenza della dilatazione dei vasi sanguigni superficiali presenti nella sclera, cioè la parte bianca dell’occhio. Ricordiamo, come avviene per altri organi, la comunicazione che sussiste tra occhi e fegato: quando il fegato non riesce a eliminare le tossine, l’occhio ne risente mostrando rossore oppure un colorito giallognolo, ittero, nella sclera. Inoltre, il fegato è l’organo deputato a immagazzinare e rilasciare vitamina A, indispensabile per la salute dell’occhio. In presenza di danni epatici l’organismo può subirne un deficit, con conseguenze per gli occhi. Importante anche la correlazione tra occhio e sistema cardiovascolare, con possibile dilatazione dei vasi retinici e aumento pressorio.

Durante la stagione più calda è molto frequente anche il Dry Eye Evaporativo, una situazione di deficit lacrimale che, a causa dell’alterazione dell’equilibrio tra le tre componenti principali della lacrima – lipidica, acquosa e muco-mimetica – rende la superficie oculare più vulnerabile e a maggior rischio di sviluppare un’infiammazione cronica.
Tra le condizioni che possono presentarsi rientrano inoltre le congiuntiviti allergiche e/o infettive. Anche l’esposizione a forte irradiazione UV, in assenza di adeguata protezione, produce una rapida ustione del piano corneo-congiuntivale con sofferenza dell’epitelio corneale, che causa forte dolore, lacrimazione, blefarospasmo e fotofobia.

La fotofobia è un’ipersensibilità alla luce correlata a situazioni momentanee e non rappresenta una condizione patologica, a meno che non siano persistenti altri sintomi ad essa collegati.

La gestione dei disturbi oculari estivi passa innanzitutto dalla prevenzione e dalla protezione della superficie oculare, ma può richiedere interventi diversi in relazione alla natura e all’intensità dei sintomi. Alimentazione, integrazione, colliri e preparazioni specifiche rappresentano i principali ambiti di intervento.

Nutrienti e integrazione per la salute degli occhi

Alla base della salute degli occhi c’è un giusto apporto di vitamine, minerali e Omega 3 che, grazie al loro potere antiossidante e protettivo, permettono alle cellule di resistere allo stress ossidativo legato all’invecchiamento e alla loro degenerazione, percorsi che portano inevitabilmente, come per qualsiasi altro organo, al deperimento e alla perdita progressiva della funzionalità ottimale.

A livello pratico possiamo quindi consigliare un’alimentazione ricca di frutta e verdura e l’integrazione di antiossidanti specifici per la funzione visiva, come luteina, astaxantina e zeaxantina, utili a proteggere la retina dalle radiazioni ultraviolette, ridurre le reazioni di fotosensibilizzazione e proteggere gli occhi dal danno ossidativo.

Tra le vitamine rientra in particolare il retinolo, vitamina A, che favorisce la visione crepuscolare e una corretta visione in situazioni di scarsa luminosità. La riboflavina, vitamina B2, la cui carenza può comportare bruciore, prurito, lacrimazione e sensibilità alla luce; la vitamina C, valido aiuto per contrastare l’effetto dei radicali liberi, prevenire le infezioni e rinforzare la parete dei vasi sanguigni; il tocoferolo, vitamina E, con un alto potere antiossidante utile nella prevenzione della cataratta e della degenerazione della macula.

Importanti anche i minerali essenziali per la vista, in primo luogo lo zinco, che protegge la retina dagli attacchi esterni e aumenta l’assorbimento della vitamina A, mentre il selenio si occupa dell'ossigenazione dei tessuti e del mantenimento della loro elasticità. Potassio e magnesio contribuiscono a mantenere idratato il gel vitreale all’interno dell’occhio.

Colliri: caratteristiche e criteri di scelta

I colliri rappresentano alleati fondamentali per la gestione dei disturbi oculari, ma quale consigliare? Esistono diversi tipi di collirio, da scegliere accuratamente a seconda dei componenti, dato che alcuni possono rivelarsi ulteriormente irritanti, come, per esempio, i conservanti.

I colliri che curano il rossore, contrastano la secchezza oculare, idratano la superficie dell’occhio e ripristinano l’equilibrio idrolipidico del film sono dedicati ai fastidi spesso legati ad abitudini scorrette o a fattori ambientali, come luci forti, vento, salsedine, cloro e stanchezza.

Può essere utile utilizzare colliri e gel oftalmici a base di acido ialuronico e trealosio, che contribuiscono a idratare e proteggere l’occhio e a migliorare la qualità del film lacrimale.
I colliri medicamentosi, spesso con obbligo di prescrizione, contengono invece una preparazione farmacologica e sono utilizzati in presenza di determinate patologie. La congiuntivite, ad esempio, può essere trattata con colliri adeguati a seconda della natura dell’infezione oppure con colliri antistaminici o cortisonici, se la congiuntivite è di natura allergica. Le lacrime artificiali saranno comunque utili per migliorare la protezione dagli agenti atmosferici e dare sollievo in caso di prurito e bruciore.

Un’altra differenza riguarda la confezione, distinguendo i colliri monodose da quelli richiudibili per un utilizzo reiterato. In quest’ultimo caso bisognerà prestare particolare attenzione alla data di scadenza, al metodo di conservazione e alla durata una volta aperta la confezione.

Le moderne tecnologie hanno portato alcune preparazioni senza conservanti a essere utilizzate, una volta aperte, per tre o sei mesi senza rischio di contaminazione.

Medicinali omeopatici e disturbi oculari

I medicinali omeopatici possono essere presenti all’interno di colliri oppure assunti in forma sublinguale a diluizioni medio-basse.

  • Ruta graveolens, tradizionalmente indicata per trattare l'affaticamento visivo e la stanchezza oculare.
  • Euphrasia officinalis è il rimedio d'elezione in omeopatia e fitoterapia per trattare bruciore, arrossamento, secchezza, lacrimazione; Euphrasia ha gli occhi irritati, spesso con edema palpebrale. La secrezione lacrimale è chiara,  abbondante ed escoriante. Gli occhi sono appiccicati al mattino e bruciano come se ci fosse della sabbia al loro interno. Bisogno continuo di sfregarsi gli occhi “come se ci fosse un velo davanti”.
  • Chamomilla, utile per occhi infiammati e rossi con fitte, bruciore e sensazione di calore. Il dolore che si avverte è comprimente soprattutto muovendo gli occhi e scuotendo la testa. Le palpebre sono secche ai margini e nella parte inferiore sono gonfie. È presente secrezione mucosa.
  • Allium cepa, occhi che lacrimano moltissimo, irritati, gonfi, bruciano e non sopportano la luce. Ricorda un po’ l’effetto che il taglio delle cipolle provoca sugli occhi. Spesso accompagnato da rinite con muco trasparente irritante, tosse spasmodica. 
  • Magnesia carbonica, occhi infiammati ed arrossati, fitte, sensazione di bruciore e vista confusa. Occhi secchi alternati a lacrimazione violenta.
  • Calendula officinalis, occhi infiammati che tendono a suppurare.
  • Argentum nitricum, congiuntivite con escrezioni gialle, sensazione di avere una scheggia nell’occhio, intolleranza alla luce e lacrimazione abbondante. 
  • Mercurius solubilis, palpebre gonfie, secrezione verdastra, bruciante ed irritante, fotofobia.

Fitoterapia e formulazioni per il benessere oculare

  • Camomilla (Matricaria chamomilla) La camomilla è probabilmente la pianta più conosciuta per il benessere oculare grazie al contenuto di flavonoidi, α-bisabololo e azuleni, dotati di attività antinfiammatoria e lenitiva. Nella pratica clinica trova impiego soprattutto in colliri e salviette sterili per l'igiene perioculare. È tuttavia importante ricordare che gli impacchi preparati con infusi domestici non devono essere consigliati per uso oculare: non sono sterili e possono contenere particelle vegetali o contaminanti microbiologici. Inoltre, nei soggetti allergici alle Asteraceae possono verificarsi reazioni di ipersensibilità.
  • Eufrasia (Euphrasia officinalis) L'eufrasia rappresenta la pianta tradizionalmente più associata ai disturbi oculari. Contiene tannini e flavonoidi cui vengono attribuite proprietà antinfiammatorie, decongestionanti e astringenti. Le evidenze cliniche disponibili sono ancora limitate, ma l'impiego in formulazioni oftalmiche sterili risulta ampiamente consolidato nella pratica fitoterapica europea per il sollievo delle irritazioni lievi della superficie oculare.
  • Calendula (Calendula officinalis) I triterpeni e i flavonoidi della calendula esercitano un'attività lenitiva, antinfiammatoria e antisettico, che può risultare utile nell'igiene palpebrale e nella cute perioculare. Il suo impiego riguarda prevalentemente prodotti destinati alla detersione delle palpebre piuttosto che instillazioni dirette nel sacco congiuntivale.
  • Hamamelis (Hamamelis virginiana) L'hamamelis è ricca di tannini e procianidine con proprietà astringenti e antiossidanti. Trova impiego soprattutto nelle formulazioni dedicate al comfort oculare e perioculare, contribuendo a ridurre la sensazione di irritazione e affaticamento.
  • Aloe vera Il gel purificato di aloe possiede proprietà idratanti e filmogene che possono contribuire al mantenimento dell'integrità della superficie oculare. In alcuni dispositivi medici viene associato ad acido ialuronico o ad altri polimeri lubrificanti per migliorare il comfort nei pazienti con secchezza oculare lieve.

I colliri a base di rimedi fitoterapici sono classificati spesso come dispositivi medici.

Prevenzione e comportamenti da consigliare

Tra gli accorgimenti utili per preservare il benessere oculare rientra una corretta idratazione, bevendo molta acqua, insieme alla protezione degli occhi con occhiali da sole con lenti fotocromatiche. È consigliabile abbinare all’uso degli occhiali anche un cappello con visiera, indicazione che vale in particolar modo per i bambini. Gli occhiali da sole dovrebbero essere indossati anche se il cielo è coperto, poiché le radiazioni ultraviolette penetrano nell’atmosfera anche attraverso le nuvole, così come in montagna e in prossimità di specchi d’acqua, dove l’effetto riverbero amplifica l’intensità dei raggi UV. 
In piscina, al mare o in fiumi e laghi è consigliabile indossare appositi occhialini o maschere.
Infine, non bisogna toccare né strofinare gli occhi, ma asciugarli tamponando, per evitare di danneggiare la superficie oculare.

Siomi (Società Italiana di Omeopatia e Medicina Integrata)

TAG: COLLIRIO, OCCHI, SECCHEZZA OCULARE, MEDICINALI OMEOPATICI

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