Parafarmacie, Unaftisp: riaprire confronto con Federfarma al Tavolo Fofi
Le elezioni dei neopresidenti di Federfarma e Sunifar hanno riportato a galla il tema delle parafarmacie, che durante l'emergenza Covid era passato in secondo piano. Le proposte di Unaftisp
Le elezioni dei neopresidenti di Federfarma e Sunifar hanno riportato a galla il tema delle parafarmacie, che durante l'emergenza Covid era passato in secondo piano e si "azzardano persino delle proposte, che più o meno condivisibili, sono comunque un segnale di reazione e di consapevolezza rispetto al problema". Così Daniele Viti presidente Unaftisp commenta il rinnovo dei vertici dei sindacati dei titolari e le prime dichiarazioni in merito al tema delle parafarmacie.
La posizione dell'Unaftisp. Ecco i punti
Viti mette in evidenza due posizioni che emergono: "da una parte chi ricalca proposte e concetti che in passato Unaftisp ha sostenuto, dall'altra chi vuole definitivamente eliminare le parafarmacie attraverso un ddl (Sileri) confezionato ad hoc. Rispetto a queste posizioni, è necessario un confronto immediato e da farsi in tempi rapidi, anche facendo ripartire, laddove possa essere lo strumento idoneo, il tavolo congiunto della Fofi. La nostra posizione non cambia" e la sintetizza nei seguenti punti: • Soluzione di un'emergenza sindacale causata dalla mancata conclusione di un percorso politico avviato nel 2007 che ha portato una crisi incontrovertibile che coinvolge ancora oggi i titolari di sola Parafarmacia. • No a concorsi strutturati sul vecchio concept (Monti). Si ad una graduatoria mobile studiata e pensata sul modello dei medici di medicina generale. • Presenza del farmacista in tutte quelle sedi dove è richiesto il supporto del professionista (F.sta di Corsia, F.sta prescrittore etc...), sedi che andrebbero a creare nuovi sbocchi anche per i farmacisti di domani. • Istituzione immediata di limiti nelle partecipazioni di quote da parte di società, multinazionali o di soggetti non Farmacisti. La professione è una missione, non un mercato dove speculare sulla salute dei cittadini. • Limitare il numero di Farmacie facenti capo a società o a Farmacisti già titolari, per aprire a più colleghi la possibilità di accesso alla professione. • Stop ai nuovi codici univoci, per evitare che colleghi, illusi da false prospettive, diventino preda di Gdo e catene. "Come Fnpi ripudiamo il concetto di ereditarietà su una concessione statale, e siamo fermamente convinti che le nuove nomine non cambiano e non cambieranno gli equilibri su cui si basa la nostra lotta. Chiediamo come ieri al Ministro Speranza di occuparsi dell'emergenza sindacale per la quale questa associazione è nata, chiediamo un atto di coraggio, di riforma di un sistema di dispensazione arcaico".
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A cura di Redazione Farmacista33
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