Vaccini antinfluenzali in farmacia, Fofi: lavoriamo insieme per aumentare le quote
La Fofi: destinare alle farmacie soltanto l'1,5% delle dosi di vaccini antinfluenzali è insufficiente rispetto alle necessità, "non possiamo permetterci un'altra emergenza come quella delle mascherine"
È indispensabile che si aumenti la quota di vaccini antinfluenzali destinati alle farmacie a livelli adeguati alle necessità: non possiamo permetterci un'altra emergenza come quella delle mascherine ne va della tenuta del Ssn e della protezione di milioni di persone. È questo l'appello del presidente della Fofi Andrea Mandelli che esprime apprezzamento per la prima apertura sul tema in Conferenza Stato Regioni ma, aggiunge, «destinare al canale territoriale soltanto l'1,5% delle dosi nella disponibilità delle Regioni è assolutamente insufficiente rispetto alle necessità».
L'1,5% delle dosi è insufficiente rispetto alle necessità
Normalmente le persone non comprese nelle categorie a rischio e le aziende che acquistano direttamente il vaccino per i loro collaboratori, assorbono un numero di dosi che oscilla tra 800.000 e un milione. Quest'anno, dopo che tutta la comunità medica ha raccomandato di ampliare il più possibile la copertura, anche rivolgendosi direttamente al pubblico, è logico attendersi che questa cifra aumenti significativamente. «Clinici ed epidemiologi - afferma Mandelli - hanno sottolineato l'importanza di vaccinarsi contro l'influenza sia per evitare coinfezioni con Sars-CoV2 e semplificare la diagnosi dei casi sospetti, sia per impedire che le strutture ospedaliere possano trovarsi a fronteggiare un'epidemia di influenza stagionale contemporaneamente a un'eventuale impennata dei casi Covid». «Ringraziamo il Ministro della Salute, Roberto Speranza, per la disponibilità e l'impegno dimostrati nell'affrontare la questione della disponibilità dei vaccini antinfluenzali nelle farmacie - prosegue. - E apprezziamo che vi sia stata una prima apertura sul tema in Conferenza Stato Regioni. Però è evidente che destinare al canale territoriale soltanto l'1,5% delle dosi nella disponibilità delle Regioni è assolutamente insufficiente rispetto alle necessità».
No a un'altra emergenza come quella delle mascherine
«Vaccinare le persone attive significa ridurre in misura importante la circolazione del virus nei luoghi di lavoro, sui mezzi di trasporto, nelle famiglie e non possiamo proprio quest'anno negarci questa possibilità. È quindi indispensabile - conclude il presidente della Federazione - che si aumenti la quota di vaccini destinati alle farmacie a livelli adeguati alle necessità. Sui vaccini non possiamo permetterci un'altra emergenza come quella delle mascherine: ne va della protezione di milioni di persone e della tenuta del Servizio sanitario, già duramente messo alla prova in questi mesi. Ci auguriamo che nell'incontro di domani, organizzato dal Ministero della salute, si raggiunga questo obiettivo fondamentale per la tutela della salute».
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A cura di Redazione Farmacista33
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