Tamponi in parafarmacia, da Cassazione concetti chiari
La Federazione Nazionale Parafarmacie Italiane esprime soddisfazione per la sentenza della Cassazione che esclude ipotesi di reato nel caso un farmacista di parafarmacia effettui tamponi
«La sentenza della Corte Suprema di Cassazione sull'insussistenza del reato di abuso di professione per i farmacisti che effettuano tamponi in parafarmacia costituisce un punto di approdo molto importante per tutti i farmacisti. La sentenza in questione, ovviamente, non risolve in toto la questione dei tamponi e degli altri servizi in parafarmacia, perché si limita a escludere la fattispecie di reato in contestazione; tuttavia, esprime dei concetti estremamente importanti e significativi». La Federazione Nazionale Parafarmacie Italiane esprime, in una nota ufficiale, tutta la sua soddisfazione per i contenuti della recente pronuncia della Corte di Cassazione in merito alla eventuale pratica di tamponi in parafarmacia, qualora effettuati da un farmacista.
La professionalità non dipende dal luogo
«L'orientamento seguito dal Giudice di legittimità», sottolinea il comunicato, «è di estremo conforto laddove chiarisce ciò che noi ormai da mesi urliamo in ogni modo e in ogni sede: la garanzia della professionalità è data dal farmacista e non esclusivamente dal luogo ove il farmacista opera. Il farmacista, in parafarmacia, dovrebbe poter effettuare servizi per il cittadino come in farmacia. In sostanza, il Giudice di legittimità ha sostenuto che il professionista abilitato non è chiamato a rispondere del reato in questione per aver esercitato una propria prerogativa sebbene al di fuori di un luogo specifico (nello specifico ha effettuato tamponi in parafarmacia anziché in farmacia). Ovviamente la Corte di cassazione non ha escluso in estrema sintesi l'eventuale illegittimità del tampone così effettuato sotto altri profili; tuttavia, ha specificamente ribadito che non si tratta di abuso di professione perché a prescindere dal luogo ove esercita il farmacista è sempre un professionista abilitato». Infine un appello a Fofi e istituzioni, affinché «i farmacisti in parafarmacia possano esercitare maggiormente e in modo più completo la professione».
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A cura di Redazione Farmacista33
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