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13 Giugno 2023

Fisco. Cgia Mestre: 158 giorni di lavoro nel 2023 per adempiere a tutti i versamenti fiscali previsti


L'8 di giugno è il "giorno di liberazione fiscale" del 2023, per Cgia di Mestre sono stati necessari 158 giorni di lavoro, sabati e domeniche inclusi, per adempiere a tutti i versamenti fiscali previsti


Se, in linea del tutto teorica, i cittadini contribuenti decidessero di anticipare al fisco tutto ciò che hanno da versare nel corso del 2023 (Irpef, Imu, Iva, Irap, Ires, addizionali varie, contributi previdenziali/assicurativi), l'8 giugno si potrebbe considerare concluso il periodo dell'anno in cui hanno "lavorato per il fisco". Il calcolo che "non costituisce un principio assoluto, ma un esercizio teorico" è stato effettuato dall'ufficio studi della Cgia di Mestre (L'Associazione Artigiani e Piccole Imprese di Mestre), secondo cui per l'anno in corso sono stati necessari 158 giorni di lavoro, sabati e domeniche inclusi, per adempiere a tutti i versamenti fiscali previsti. Quindi secondo questo calcolo nei 207 giorni che dall'8 giugno, nominato appunto il "tax freedom day" ("giorno di liberazione fiscale"), mancano al 31 dicembre, "lavoreremo per noi stessi".

Nel 2022 "la pressione fiscale ha raggiunto il record storico del 43,5%" il "giorno di liberazione fiscale" si è verificato il 9 giugno

Per stabilire che l'8 giugno è il "giorno di liberazione fiscale" del 2023 gli esperti della Cgia hanno suddiviso la stima del Pil nazionale prevista quest'anno (2.018.045 milioni di euro) per 365 giorni, ottenendo così un dato medio giornaliero (5.528,9 milioni di euro). Di seguito sono state "recuperate" le previsioni di gettito delle imposte, delle tasse e dei contributi sociali che i percettori di reddito verseranno quest'anno (874.132 milioni di euro) e sono state rapportate al Pil giornaliero. Il risultato di questa operazione ha consentito all'Ufficio studi della CGIA di calcolare il tax freedom day del 2023 dopo 158 giorni dall'inizio dell'anno, ovvero l'8 giugno. Da un'analisi che ha scattato una fotografia dal 1995 a oggi, è emerso che nel 2005, anno in cui la pressione fiscale si attestò al 39%, il "tax freedom day" si è verificato il 23 maggio, mentre nel 2022 quando "la pressione fiscale ha raggiunto il record storico del 43,5%" il "giorno di liberazione fiscale" si è verificato il 9 giugno".
Sul 2022 pesano fattori che si sono concentrati: "dall'impennata del costo dei prodotti energetici importati e dal deciso aumento dell'inflazione che hanno spinto all'insù il gettito dell'Iva; dall'incremento dell'occupazione che ha contribuito ad aumentare le imposte dirette e i contributi previdenziali. Contemporaneamente - nel rispetto dei dettami europei relativi alla contabilità pubblica - le risorse per finanziare i bonus edilizi e i crediti di imposta, questi ultimi introdotti per mitigare il caro bollette, sono state classificate come maggiore spesa pubblica e non come minori entrate". A livello europeo, si legge nel documento, nel 2022, "solo la Francia e il Belgio hanno registrato un peso fiscale superiore al nostro. Se a Parigi la pressione fiscale era al 47,7% del Pil, a Bruxelles si è attestata al 45,1%.

A giugno i contribuenti italiani hanno 115 "appuntamenti" fiscali, in media quasi 4 al giorno. Ecco il calendario

Lo studio della Cgia rappresenta "un puro caso di scuola, la realtà, purtroppo, presenta ancora livelli di complicazione/difficoltà molto elevati". E richiama le 115 scadenze fiscali, in media quasi 4 al giorno. Il calendario prevede: 50 scadenze (imposta sostitutiva, Iva, ritenute, Tobin tax, imposta intrattenimenti, etc.), entro il 16 giugno; 1 comunicazione del canone Tv entro il 20 giugno; 55 versamenti (Irpef, addizionali, cedolare secca, ritenute, Iva, Ires, Irap, imposte sostitutive, etc.), 4 dichiarazioni (Irpef, sostitutive, Intra, etc.), 4 comunicazioni (contratti di locazione, informazioni finanziarie a fini fiscali tra stati UE, etc.) e una istanza canone Tv entro il 30 giugno. "Sono scadenze, ovviamente, che non interesseranno tutti i contribuenti, tuttavia danno il senso della farraginosità e della complessità del nostro fisco".

TAG: CGIA MESTRE, FISCO

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