Covid-19, nuovo test sierologico IgM disponibile in Italia
Un nuovo test sierologico di laboratorio che rileva IgM anti-SARS-CoV-2 ha ricevuto il marchio CE e sarà presto disponibile in Italia. Lo annuncia Abbott
Un nuovo test sierologico di laboratorio che rileva IgM anti-SARS-CoV-2 ha ricevuto il marchio CE e sarà presto disponibile in Italia. Lo annuncia Abbott che lo ha sviluppato e ha già iniziato a distribuirlo ai laboratori italiani per aumentare le possibilità di monitoraggio della diffusione dell'infezione.
Test anticorpali: ruolo nella comprensione della risposta immunitaria
L'anticorpo IgM, spiega la nota dell'azienda, è molto utile per determinare un'infezione recente poiché le IgM scompaiono dopo poche settimane. «Il test sierologico per la determinazione degli anticorpi IgM anti-SARS CoV-2 può rappresentare un importante dosaggio non solo per la corretta stadiazione dell'infezione, ma anche per l'interpretazione di possibili risultati falsi negativi con altri test diretti, sia antigenici sia molecolari» afferma Massimo Clementi, Professore Ordinario di Microbiologia e Virologia all'Università Vita-Salute San Raffaele.
Rispetto ai test PCR che rilevano infezioni attive, i test anticorpali identificano gli anticorpi, come IgM e IgG, utili a determinare un'infezione avvenuta. Studi recenti hanno dimostrato che gli anticorpi IgM e IgG possono comparire quasi simultaneamente nel sangue entro due o tre settimane dall'insorgenza dei sintomi.1 Abbott ha inizialmente sviluppato un test per gli anticorpi IgG, che spesso permangono più a lungo dopo l'infezione. Questo test è stato ampiamente adottato e continua a svolgere un ruolo chiave nella lotta al COVID-19, in particolare nel tracciamento dei contatti e negli studi epidemiologici
Il test degli anticorpi IgM può fornire informazioni importanti agli operatori sanitari, ai pazienti: · Indica una ripresa dalla malattia, un'infezione ancora in atto, la necessità o meno di ulteriori cure, isolamento o visite di controllo. · Evidenzia come il sistema immunitario reagisce al virus e indicando un'infezione recente. · Fornisce ai medici un'informazione aggiuntiva, utile per la stadiazione dell'infezione.
«Il test degli anticorpi continuerà a svolgere un ruolo importante per comprendere meglio il virus, la prevalenza di COVID-19 in un'area specifica, se un paziente è stato contagiato e in che fase dell'infezione si trova», dichiara Luigi Ambrosini, Direttore Generale e Amministratore Delegato Abbott. "Abbott ha sviluppato test IgM e IgG specifici utili agli operatori sanitari per analizzare in maniera più approfondita come il sistema immunitario di una persona stia rispondendo e in quale fase si trovi del processo di guarigione». I dati di Abbott hanno dimostrato una specificità del 99,56% e una sensibilità superiore al 96% per i pazienti testati 15 giorni dopo l'insorgenza dei sintomi. I risultati hanno anche dimostrato che il 50% dei pazienti mostrava positività alle IgM nella prima settimana dopo l'inizio dei sintomi e quasi il 90% era positivo nella seconda settimana dopo l'insorgenza dei sintomi.
La Regione Umbria introduce criteri più stringenti per l'uso degli antibiotici negli animali d'affezione nell'ambito del contrasto all'antimicrobico-resistenza. Previsti diagnosi microbiologica,...
La campagna di ispezioni Nas sulla vendita di alimenti per animali da compagnia ha evidenziato irregolarità nel 21% dei casi. Sequestrati oltre 60 tonnellate di prodotti, bloccate più di 200 mila...
Cvmp dell'Ema ha espresso parere positivo per l'autorizzazione all'immissione in commercio di Bexatil, indicato per ridurre l'iperglicemia nei gatti con diabete mellito non precedentemente trattati...
La Fnovi ha ricevuto numerose richieste da parte di veterinari alla ricerca di farmacie che realizzino preparazioni magistrali per animali. Il censimento nazionale della Fofi consente di individuare...
A cura di Redazione Farmacista33
Resta aggiornato con noi!
La tua risorsa per news mediche, riferimenti clinici e formazione.
Dichiaro di aver letto e accetto le condizioni di privacy
AZIENDE
Il nuovo tool per calcolare l’impatto della Nuova Remunerazione
Uno studio pubblicato su JAMA Cardiology, condotto su oltre 10.000 donne seguite per più di 50 anni, conferma che la menopausa prima dei 40 anni è associata a un aumento di circa il 40% del rischio...