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01 Luglio 2025

Arbovirosi, Iss: 68 casi di dengue e 22 di Chikungunya nel 2025. I consiglio per limitare i rischi

L’Istituto Superiore di Sanità invita a prestare particolare attenzione alla prevenzione delle arbovirosi, malattie trasmesse da zanzare, zecche e altri vettori, in aumento anche in Europa, soprattutto per chi viaggia in aree a rischio. Ecco le indicazioni 

di Redazione Farmacista33


Arbovirosi, Iss: 68 casi di dengue e 22 di Chikungunya nel 2025. I consiglio per limitare i rischi

Il rischio di sviluppo di focolai di malattie che prima erano solo importate, come quelle causate da virus Dengue e Chikungunya, è in aumento a causa dei viaggi internazionali, della diffusione degli insetti vettori (zanzara tigre), dell’aumento delle epidemie in paesi a clima tropicale. Sono 68 i casi confermati di infezione umana da virus Dengue (tutti associati a viaggi all’estero) e 22 quelli di infezione umana da virus Chikungunya (tutti associati a viaggi all’estero, in aumento rispetto allo scorso anno). Ma si può fare prevenzione e proteggersi dalle punture degli insetti e l’Istituto superiore di sanità, in occasione del convegno “Preparazione e Contrasto alle arbovirosi endemiche ed epidemiche in Italia” in corso a Roma ha fornito dati aggiornati e consigli per chi viaggia.

La mappa europea delle arbovirosi 

A livello internazionale, secondo le mappe messe a disposizione dall’Ecdc, i casi di dengue (oltre tre milioni da inizio anno, con 1400 morti) si concentrano prevalentemente in America, soprattutto del Sud, Asia, Oceania e in alcuni paesi africani. 
La mappa per la Chikungunya (220mila casi con 80 morti) vede invece i casi concentrati in America del Sud, specialmente in Brasile, e in India. Sono invece stati segnalati dall’inizio dell’anno al 25 giugno 2025 otto casi autoctoni di infezione umana da virus Chikungunya in sei regioni della Francia continentale. Tra le arbovirosi emergenti è stata inoltre segnalato a ECDC nel 2025 un caso di infezione umana autoctona causata dal virus della febbre emorragica Crimea Congo, trasmesso da zecche del genere Hyalomma, in Spagna (nella Regione della Salamanca).

I consigli per limitare i rischi

Per limitare i rischi legati alle arbovirosi, l’Istituto Superiore di Sanità raccomanda di adottare comportamenti quotidiani che riducano l’esposizione ai vettori, in particolare durante i mesi più caldi, quando le zanzare e altri insetti sono più attivi. La prevenzione parte dalla protezione individuale: è importante utilizzare repellenti cutanei adeguati, indossare abiti che coprano braccia e gambe, soprattutto all’alba e al tramonto, e soggiornare in ambienti protetti da zanzariere o climatizzati. Fondamentale è anche intervenire sull’ambiente domestico e circostante, eliminando o svuotando regolarmente tutti i contenitori che possono raccogliere acqua stagnante, come sottovasi, secchi o bidoni, cambiando spesso l’acqua nelle ciotole per animali, svuotando le piscinette dei bambini quando non sono in uso e trattando tombini e griglie con larvicidi, seguendo le indicazioni dei prodotti. Limitare l’esposizione nei momenti della giornata in cui le zanzare sono più attive, evitando di sostare all’aperto o rafforzando le misure di protezione personale, è un’altra accortezza utile.

Per chi viaggia in Paesi dove le arbovirosi sono endemiche o in fase epidemica, è essenziale informarsi in anticipo sui rischi sanitari, consultando fonti ufficiali come il sito dell’Istituto Superiore di Sanità o del Ministero della Salute. In caso di dubbi, soprattutto per persone vulnerabili come bambini, anziani, donne in gravidanza o soggetti con patologie croniche, è consigliabile rivolgersi al medico curante per valutare eventuali precauzioni aggiuntive, incluse le vaccinazioni, che possono essere raccomandate o obbligatorie in base alla destinazione.

Al ritorno da un viaggio in zone a rischio, è importante prestare attenzione alla comparsa di sintomi come febbre, dolori articolari o eruzioni cutanee, e in caso di malessere rivolgersi tempestivamente al medico, fornendo dettagli sul viaggio e sull’eventuale esposizione a punture di insetti. Una diagnosi precoce e una corretta segnalazione sono fondamentali per la salute individuale e per evitare la diffusione locale delle infezioni.

Fonte

https://www.iss.it/-/da-inizio-anno-68-casi-di-dengue-e-22-di-chikungunya-all-iss-un-convegno-sui-rischi-di-focolai 

TAG: CONTROLLO DELLE ZANZARE, DENGUE, ARBOVIROSI

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