One Health
03 Novembre 2026SIMeVeP e SIVeMP presentano un opuscolo sul contributo della medicina veterinaria alla salute pubblica e invitano professionisti sanitari, farmacisti, istituzioni e cittadini a collaborare attraverso condivisione dei dati, formazione comune e interventi integrati.

Superare i confini delle singole professioni e costruire programmi di prevenzione condivisi, capaci di integrare competenze, conoscenze e responsabilità. È l’invito che la Società italiana di medicina veterinaria preventiva (SIMeVeP) e il Sindacato italiano veterinari di medicina pubblica (SIVeMP) rivolgono ai professionisti sanitari, inclusi i farmacisti, in occasione del One Health Day del 3 novembre. Le due organizzazioni presentano l’opuscolo «Il medico veterinario, One Health per natura», dedicato al contributo della professione alla tutela della salute umana, animale e ambientale.
Il documento ripercorre la storia della medicina veterinaria, dalla nascita della prima scuola nel 1761 alla lotta contro le zoonosi, dalla sicurezza degli alimenti all’eradicazione delle grandi malattie animali. Un percorso attraverso il quale le due organizzazioni evidenziano come l’integrazione tra salute delle persone, degli animali e dell’ambiente costituisca da sempre un fondamento dell’attività veterinaria.
Questa esperienza, sottolineano SIMeVeP e SIVeMP, comporta anche la responsabilità di mettere le competenze della professione al servizio di una prevenzione sempre più integrata e condivisa.
L’opuscolo richiama inoltre il valore del modello italiano di sanità pubblica veterinaria, con i servizi veterinari pienamente integrati nel Servizio sanitario nazionale e nei Dipartimenti di prevenzione delle aziende sanitarie. Un patrimonio che le due organizzazioni invitano a valorizzare e rafforzare di fronte a sfide quali malattie emergenti e zoonosi, cambiamenti climatici, sicurezza alimentare, benessere animale e antimicrobico-resistenza.
L’opuscolo declina questa integrazione in tre ambiti: sicurezza alimentare, sanità animale e benessere animale. I controlli su allevamenti, macelli e stabilimenti proteggono i consumatori da zoonosi alimentari, residui e contaminanti, mentre la sorveglianza e l’eradicazione di malattie come tubercolosi, brucellosi e influenza aviaria contribuiscono a tutelare gli animali, chi lavora a contatto con loro e l’intera comunità.
Un collegamento riguarda anche l’impiego dei medicinali: il documento sottolinea che animali allevati in migliori condizioni sono più sani, richiedono meno farmaci e contribuiscono a ridurre il rischio di antimicrobico-resistenza. L’uso responsabile del farmaco, insieme all’attenzione ai cambiamenti climatici, all’espansione dei vettori e alla fauna selvatica, rientra tra le attività quotidiane della medicina veterinaria.
Il messaggio della giornata si traduce in una proposta di collaborazione rivolta a medici, pediatri, igienisti, professionisti della prevenzione, biologi, chimici, agronomi, esperti ambientali e farmacisti, ma anche agli operatori delle filiere produttive, alle istituzioni, alle università e ai cittadini.
Condividere dati, sviluppare percorsi formativi comuni, programmare interventi integrati e assumere decisioni coordinate sono le azioni indicate per rendere l’approccio One Health una pratica concreta. L’obiettivo è rafforzare l’efficacia della prevenzione e la capacità del sistema sanitario di affrontare rischi che attraversano specie, settori e territori.
“One Health non è una disciplina. È un modo di lavorare insieme. I veterinari lo fanno da sempre: oggi vi invitiamo a farlo con noi”, concludono SIMeVeP e SIVeMP, riaffermando la disponibilità della medicina veterinaria a contribuire a un sistema di prevenzione interdisciplinare, nel quale la tutela della salute umana, animale e ambientale sia un obiettivo comune e una responsabilità condivisa.
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