In caso di diagnosi di rinite allergica, il farmacista dovrebbe indagare sempre anche sulla concomitante presenza di congiuntivite allergica, una comune manifestazione oculare infiammatoria dovuta all'esposizione agli allergeni nei soggetti sensibilizzati. Segni e sintomi di questo disturbo possono diminuire la qualità della vita, interferire con la produttività e portare a un notevole onere economico.
La congiuntivite allergica è una delle condizioni allergiche più comuni nel mondo; la sua incidenza è in aumento a causa di cambiamenti climatici, inquinamento, aumento dei carichi di polline e accresciuta sensibilità immunologica delle persone in risposta a questi cambiamenti ambientali. L'incidenza delle malattie allergiche degli occhi sono sottostimate, in realtà possono interessare quasi tutti i pazienti con rinite allergica. Spie di congiuntivite allergica sono sintomatologia bilaterale, lacrimazione, prurito congiuntivale e iperemia.
Quando viene diagnosticata la rinite allergica, è opportuno che venga analizzato l'intero spettro delle possibilità, prima di consigliare una determinata terapia. Ci si potrebbe trovare infatti di fronte ad una forma intermittente o perenne, a una cheratocongiuntivite primaverile o atopica, oppure ad una congiuntivite papillare gigante, quest'ultima in particolare è una forma severa di intolleranza alle lenti a contatto, se trascurata può avere un importante impatto sulla qualità della vista e anche della vita.
Alcuni sintomi però devono mettere in guardia e far supporre una forma non allergica. Questo avviene soprattutto in presenza di congiuntivite (senza rinite) e con manifestazioni di sintomi monolaterali, fotofobia, bruciore o dolore oculare e secchezza della congiuntiva.
In questi casi è opportuno valutare con il paziente l'opportunità di andare da uno specialista per approfondire le cause che hanno portato alla sintomatologia.
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A cura di Sabina Mastrangelo
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