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Formazione

07 Giugno 2018

Pirosi gastrica: l'impatto sul benessere psico-fisico


In Italia 12 milioni di persone (circa il 20% della popolazione nazionale), soffrono di pirosi gastrica, fastidiosa sensazione di bruciore retrosternale che insorge nello stomaco e si irradia in alto verso il collo con considerevoli implicazioni sulla qualità della vita [1-6]. Sebbene rappresenti uno dei disturbi più frequentemente riscontrati nella popolazione generale, è tuttavia difficile stimare una casistica attendibile per via del fatto che molte persone non riferiscono necessariamente il sintomo al proprio medico curante o farmacista; sicuramente l'entità del fenomeno è quindi sottostimata.
Più frequentemente riscontrata nella popolazione adulta (>40 anni) e nel sesso femminile (il rapporto uomo-donna in Italia è di circa 1:2), il bruciore di stomaco può insorgere a qualsiasi età, colpendo sia adolescenti che over 65. È inoltre un sintomo molto comune in gravidanza (si manifesta nel 30-50% delle gestanti) presumibilmente per via dell'aumento della pressione addominale dovuta alla crescita dell'utero o da alterazioni dello svuotamento gastrico.
Se per alcuni pazienti la sensazione avvertita è abbastanza tollerabile, per molti altri il disturbo rappresenta una condizione estremamente invalidante che impatta negativamente sulla qualità della vita; in questi casi il dolore associato al bruciore di stomaco è così intenso da confonderlo con un attacco anginoso o addirittura un infarto miocardico. Tale condizione può influire sul riposo notturno, sul rendimento lavorativo, può comportare ristrettezze alimentari, provocare inappetenza e cattivo umore, con importanti sul benessere psico-fisico dell'individuo [7].
La pirosi gastrica è prevalentemente causata da condizioni non patologiche riconducibili a uno scorretto stile di vita o a condizioni comunque transitorie, tra cui pasti troppo abbondanti, alimenti difficilmente digeribili, stress, ansia, ciclo mestruale, obesità, farmaci e abuso di alcol e tabacco [8]. Tali fattori possono aumentare la produzione di acido da parte dello stomaco o ridurne i meccanismi di difesa; l'acido in eccesso può superare lo strato di muco che protegge la parete dello stomaco, danneggiando la mucosa protettiva e causando ferite caratterizzate da arrossamenti e piccole infiammazioni.

Carla Carnovale
Pharmacovigilance Service, Unit Clinical Pharmacology, Department of Biomedical and Clinical Sciences, University Hospital "Luigi Sacco", University of Milan

Fonti:
1. Szarka LA, Locke GR. Practical pointers for grappling with GERD: heartburn gnaws at quality of life for many patients. Postgrad Med 1999;105:88-90, 95, 103-6.
2. Mujica VR, Rao SSC. Recognizing atypical manifestations of GERD. Postgrad Med 1999;105:53-5, 60, 63-6.
3. Oliveria SA, Christos PJ, Talley NJ, Dannenberg AJ. Heratburn risk factors, knowledge, and prevention strategies: a population-based survey of individuals with heartburn. Arch Intern Med 1999;159:1592-8.
4. Linee Guida della Federazione AIGO-SIED-SIGE. Disponibile online: www.sied.it/files/LineeGuidadellaFederazioneAIGOSIEDSIGE.pdf.
5. Delaney BC. Review article: prevalence and epidemiology of gastro-oesophageal reflux disease. Aliment Pharmacol Ther 2004;20 Suppl 8:2-4.
7. Johnson DA, Orr WC, Crawley JA, et al. Effect of esomeprazole on nighttime heartburn and sleep quality in patients with GERD: a randomized, placebo-controlled trial. Am J Gastroenterol 2005;100:1914-22.
8. Società Italiana di Farmacia Clinica (SIFAC). Protocollo di indirizzo per il trattamento della dispepsia e della malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) in farmacia, ottobre 2014. Disponibile online: www.sifac.it/wp-content/uploads/2015/06/ED-SIFAC-Protocollo-trattamento-MRGE-e-dispepsia.pdf  

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