In ambito terapeutico, gli obiettivi principali del trattamento della patologia infettiva nasosinusale devono essere l'eradicazione dell'infezione, la riduzione della durata della malattia e la prevenzione delle recidive.
L'antibioticoterapia, che rappresenta il fulcro dell'approccio, il più delle volte è empirica in quanto guidata da una scelta basata soltanto da studi epidemiologici: essa consiste nella somministrazione di un antibiotico il cui spettro d'azione sia capace di garantire l'eliminazione dei batteri patogeni più comunemente ritenuti responsabili della malattia, riservando l'esame colturale soltanto nelle forme più gravi e/o complicate. Tra gli antibiotici di prima scelta ritroviamo l'amoxicillina clavulanato, le cefalosporine orali di seconda o terza generazione e i chinolonici; essi vanno assunti dal paziente per una durata non inferiore ai 10 giorni. In generale, la terapia andrebbe prolungata ogni qualvolta il grado di severità dell'infezione e le condizioni generali del paziente lo richiedessero.
Oltre l'antibioticoterapia: ridurre la sintomatologiaOltre all'antibioticoterapia, che deve essere prescritta la medico, vanno effettuati trattamenti finalizzati a facilitare la riduzione dell'edema mucoso e il drenaggio delle secrezioni dalle cavità paranasali. A tal proposito, trovano il loro impiego
lavaggi nasali con soluzione fisiologica,
decongestionanti,
mucolitici ed eventualmente gli
antistaminici (pazienti allergici), che il farmacista può consigliare al paziente che si presenta con la patologia infettiva nasosinusale.
Per quanto concerne i
decongestionanti nasali, occorre puntualizzare alcuni aspetti.
Grazie alla loro specifica azione sulla congestione, rappresentano un importante presidio terapeutico in quanto capaci di intervenire nel meccanismo eziopatogenetico della rinosinusite, grazie alla capacità di aprire gli osti di comunicazione naso-sinusale e favorire il drenaggio delle secrezioni mucopurulente.
Inoltre, è bene utilizzarli in tutte le rinopatie "congestizie" che solitamente complicano in rinosinusite (riniti virali, vasomotorie allergiche e non allergiche ecc). Non vanno prescritti a pazienti con età inferiore ai 12 anni e vanno utilizzati in maniera appropriata, sia nel dosaggio, sia nella durata del trattamento, che non deve essere superiore ai 10 giorni. L'utilizzo dei decongestionanti per più di dieci giorni, specie se utilizzati contemporaneamente nelle due cavità nasali, possono alterare il ciclo nasale fisiologico, predisponendo i pazienti alla rinite "medicamentosa".
Anche
corticosteroidi topici, così come dimostrato numerosi studi clinici, rappresentano sicuramente una classe di farmaci utili nella gestione delle rinosinusiti; è stato difatti dimostrato che la somministrazione di un antibiotico associato a un corticosteroide topico è in grado di ridurre i tempi di malattia. Attualmente in commercio sono disponibili numerosi preparati (mometasone e fluticasone furoato, beclometasone diproprionato, budesonide): essi agiscono riducendo l'edema della mucosa nasosinusale con un potente effetto antiflogistico locale attraverso l'inibizione del rilascio di istamina e dei mediatori della infiammazione.
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