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Formazione

03 Novembre 2022

Paracetamolo: indicazioni d’uso nel bambino


Pur essendo disponibili linee guida nazionali e internazionali sulla gestione della febbre in età pediatrica e adolescenziale, ancora oggi a volte si assiste ad approcci sbagliati nella gestione della febbre da parte dei genitori o degli operatori sanitari. Ciò accade perché l'obiettivo primario nella gestione della febbre resta l'abbassamento della temperatura, portando a scegliere terapie inappropriate per la gestione del sintomo (es. cortisonici), oppure alla combinazione o alternanza di trattamenti antipiretici non necessari. (1)

Le linee guida sulla gestione della febbre in età evolutiva suggeriscono di trattare il paziente febbrile con antipiretici soltanto in caso di discomfort (malessere). Gli unici antipiretici raccomandati in pediatria sono il paracetamolo e ibuprofene. Il paracetamolo, tuttavia, è il solo antipiretico che può essere utilizzato anche nei bambini sotto i 3 mesi di età e quando sono presenti insieme alla febbre alcune condizioni critiche quali disidratazione, diarrea, varicella, polmonite e malattia di Kawasaki (1,2). Il paracetamolo può essere somministrato nei bambini alla dose di 10-15 mg/kg, quest'ultima sembra tenere la temperatura bassa più a lungo ed è più efficace nel ridurre la temperatura media dal basale. (2)

Sebbene esistano pochi dati in letteratura sul trattamento dello stato di discomfort del bambino con febbre, il paracetamolo sembra il farmaco più indicato, oltre che per la sua sicurezza ed efficacia, anche per la sua capacità di ridurre il disagio generale del bambino, portando a un miglioramento sintomatico precoce in corso di malattia febbrile.

In uno studio randomizzato condotto in doppio cieco e controllato verso placebo, sono stati trattati con paracetamolo 210 bambini di età compresa tra 6 mesi e 6 anni che presentavano febbre associata a infezione non complicata delle vie aeree superiori. Paracetamolo alla dose di 15 mg/kg ha determinato un miglioramento significativo del comfort del paziente con un miglioramento dello stato di attività (60%), di allerta (58%), dell'umore (36%), dell'appetito (20%) e dell'assunzione di liquidi (22%). (1)

Diversi studi indicano che la somministrazione di paracetamolo con lo scopo di controllare il discomfort del bambino dovrebbe essere per via orale, limitando la somministrazione rettale in caso di vomito. (2,3) L'uso di paracetamolo come antipiretico di prima scelta nei bambini, anche nel caso di febbre da COVID-19, ha raggiunto un alto livello di consenso anche in una indagine Delphi tra i pediatri italiani, grazie alla sua nota efficacia antipiretica e alla sua elevata tollerabilità alle dosi raccomandate (15mg/kg ogni 6 ore). (4)


Bibliografia

  1. Doria M, et al. Comprendere il discomfort per il trattamento appropriato della febbre. Il Medico Pediatra 2019;28(3):11-23. https://www.ilmedicopediatra-rivistafimp.it/article/comprendere-il-discomfort-per-il-trattamento-appropriato-della-febbre/
  2. Chiappini E, et al. 2016 Update of the Italian Pediatric Society Guidelines for Management of Fever in Children. J Pediatr 2017 Jan;180:177-183.e1.
  3. Scaglione F. Razionale farmacologico per l'uso clinico del paracetamolo. Clinical Practice n. 01 - 2022. https://clinicalpractice.it/storage/app/media/pdf/20220324_ClinicalPractice_articolo-paracetamolo-web.pdf
  4. Chiappini E, et al. The Effective Management of Fever in Pediatrics and Insights on Remote Management: Experts' Consensus Using a Delphi Approach. Front Pediatr 2022 Apr 26;10:834673.

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