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29 Luglio 2014

Gotta, decorso e terapia


È un processo infiammatorio reumatico molto doloroso provocato dalla deposizione di cristalli di urato monosodico nelle articolazioni periferiche e nei tessuti poco vascolarizzati.

Cause
La gotta è associata all'aumento nel plasma dei valori di acido urico (iperuricemia), prodotto finale della digestione delle purine endogene, originate dalla degradazione degli acidi nucleici, e delle proteine introdotte con la dieta. L'acido urico, quando supera il livello di saturazione (6,8 mg/dL), non riesce più sciogliersi e precipita in cristalli di urato monosodico di forma appuntita che si accumulano intorno alle cartilagini, ai tendini, ai legamenti, ai tessuti molli. I depositi sottopelle di acido urico, dalla consistenza dura e visibili a occhio nudo, si definiscono tofi e possono localizzarsi anche sui lobi delle orecchie.
L'attacco di gotta può essere favorito da stress, sforzi fisici, microtraumi o da un pasto o una bevuta abbondante. In rari casi l'accumulo dei cristalli di urato di sodio dipende da un deficit enzimatico ereditario, in altri è secondario alla presenza di malattie del sangue come leucemie, linfoma, mieloma multiplo, altre forme di tumore e psoriasi, condizioni che incrementano il catabolismo delle purine.

Valori normali di uricemia
La concentrazione degli urati nel plasma dipende da età, funzione renale, peso, sesso e terapia farmacologica (i diuretici, per esempio, riducono l'escrezione di questi sali): nei maschi è generalmente più alta rispetto alle donne fertili nelle quali gli estrogeni favoriscono l'eliminazione degli urati per via renale. Negli uomini i valori medi di acido urico nel plasma sono di 6,8 mg/dL, nelle donne di 6 mg/dL. L'iperuricemia può dipendere da un'aumentata produzione di acido urico o, più spesso, da una diminuita escrezione per via renale. Non tutte le persone con iperuricemia soffrono di gotta.

Sintomi e decorso
Il segno più tipico è la comparsa improvvisa di un dolore lancinante a livello di una sola articolazione, spesso si tratta dell'alluce, ma può essere anche il dorso del piede, le ginocchia, i talloni, i gomiti, le dita della mano e i polsi. L'articolazione interessata dalla gotta appare gonfia, arrossata, calda, più raramente deformata (artrite gottosa acuta). La cute sovrastante è tesa, lucida e di color rosso porpora. Quando la gotta colpisce il piede è spesso impossibile portare le scarpe.
L'attacco acuto di gotta dura da 3 a 10 giorni, può prolungarsi per una settimana, risolversi e poi ripresentarsi dopo un periodo variabile. In mancanza di trattamento la gotta colpisce più articolazioni simultaneamente con il rischio di deformazioni permanenti e limitazione dei movimenti. E' possibile anche la formazione di calcoli con il rischio di blocco renale.

Diagnosi
In circa il 30 per cento dei pazienti che ha avuto un attacco di gotta, i valori di uricemia risultano normali perché l'acido urico è depositato nei cristalli. E' perciò consigliabile attendere qualche settimana dopo l'attacco acuto per ripetere l'analisi del sangue. L'esame obiettivo delle articolazioni, un'anamnesi accurata e la comparsa di tofi sono spesso elementi sufficienti a formulare una diagnosi anche in assenza di iperuricemia. Per avere la conferma definitiva si può prelevare del liquido sinoviale dalle articolazioni verificando la presenza dei cristalli di urato di sodio.

Terapia
L'attacco acuto di gotta si cura con gli antinfiammatori non steroidei e con impacchi freddi sulle articolazioni interessate. Invece, per riportare i livelli di uricemia nella norma e in un'ottica di prevenzione, si può intervenire sullo stile di vita e con una terapia con farmaci ipouricemizzanti, tenendo conto che il riassorbimento dei cristalli può durare anche diversi mesi. Si consiglia un'alimentazione sana ed equilibrata, evitando a tavola carni rosse, crostacei, fagioli secchi, piselli, acciughe, pomodori, asparagi, spinaci, patate fritte, alcol e di bere in abbondanza.

Domande essenziali

• Quanto è durato il dolore durante l'attacco di gotta?
• Ha colpito più di un'articolazione?
• Consuma quantità elevate di carne rossa?

Bibliografia

AA.VV., Il manuale Merck di diagnosi e terapia. Quarta edizione italiana, Medicom

a cura di Marvi Tonus

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