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Medicina

11 Ottobre 2023

Oncologia, sempre più pazienti verso cronicizzazione. La sfida sono i percorsi di presa in carico e l’assistenza

In oncologia diagnostica avanzata e nuove terapie aiutano la cronicizzazione, ma non mancano le criticità come nella presa in carico e l’assistenza. I temi all’evento “Roche Connections”

di Simona Zazzetta


Oncologia, sempre più pazienti verso cronicizzazione. La sfida sono i percorsi di presa in carico e l’assistenza

In Italia nel 2022 ci sono state 390.700 nuove diagnosi di tumore con un incremento in due anni di 14.100 casi, per molte forme oggi, grazie a diagnostica avanzata e nuove terapie si può parlare di lungo-sopravvivenza o cronicizzazione, ma le sfide ci sono ancora soprattutto nei percorsi di presa in carico e assistenza. Questi i temi emersi nella prima giornata dell’evento “Roche Connections: new pathways for oncology” in corso a Milano. All’evento partecipano clinici oncologi e con competenze multidisciplinari, rappresentanti delle principali Società Scientifiche, delle Associazioni Pazienti e del mondo accademico, dando vita a dibattiti, tavole rotonde e momenti di approfondimento, per tracciare una visione condivisa dell’oncologia del prossimo futuro.

Cinieri (Aiom): Ampliare le fasce di età degli screening oncologici e sensibilizzare i cittadini

 “Il Piano Oncologico Nazionale (PON) delinea le priorità dell’oncologia facendo leva su una maggiore integrazione tra prevenzione, diagnosi precoce e presa in carico, compreso il miglioramento delle cure e la riduzione delle recidive della malattia, individuando obiettivi e linee strategiche in coerenza con il Piano europeo contro il cancro – ha detto Saverio Cinieri, Presidente AIOM. – Un punto di attenzione importante è rappresentato dagli screening oncologici, sui quali è cruciale agire a più livelli: l’ampliamento delle fasce di età dei programmi già esistenti, l’estensione a nuove patologie oncologiche come il tumore al polmone e la sensibilizzazione dei cittadini, per riavvicinarli alla prevenzione post-pandemia, come con la Campagna Screening Routine, a cui abbiamo offerto il nostro patrocinio. Crediamo molto nel potenziale delle nuove tecnologie applicate alla ricerca e all’analisi dei dati dei pazienti. Da qui è nata una survey promossa da AIOM, e realizzata in collaborazione con l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS e il supporto di Roche, per indagare il livello di conoscenza e l’attitudine all’uso di strumenti di digital health negli oncologi italiani”.  

Per i pazienti la diagnosi è cruciale, oggi a disposizione test che valutano alterazione dei tessuti

 Proseguendo lungo il percorso del paziente, dopo la prevenzione e lo screening, l’eccellenza della diagnosi è un altro step cruciale. “Negli ultimi dieci anni l’evoluzione dell’anatomia patologica all’interno del laboratorio, che oggi influenza le decisioni cliniche nell’80% dei casi, e lo studio della morfologia e del DNA hanno permesso di approfondire la conoscenza dei tumori mettendo a disposizione diverse opzioni per valutare le alterazioni genetiche dei tessuti - ha dichiarato Filippo Fraggetta, Presidente SIAPeC – Principalmente si tratta dei cosiddetti pannelli multigenici, ovvero test genetici basati sul sequenziamento massivo parallelo conosciuto anche come Next generation sequencing (NGS). È necessario un ampliamento e una maggiore uniformità di accesso ai test di profilazione NGS, capaci di analizzare più geni contemporaneamente e indirizzare ad eventuali terapie target. Il valore dell’oncologia di precisione sta in una diagnosi di qualità unita a un approccio multidisciplinare, a cui hanno diritto tutti i pazienti con neoplasia, in qualsiasi parte del Paese si trovino”.  

Smart care: prendere in carico il percorso di cura anche assistenza extra-ospedaliera

Per migliorare gli attuali percorsi di presa in carico del paziente, un altro fronte di intervento prioritario è rappresentato dalle ROR, le Reti Oncologiche Regionali. “Il nostro Servizio Sanitario Nazionale lavora costantemente per garantire un equo accesso all’assistenza. Oggi molti pazienti con neoplasia riescono a guarire o a vivere più a lungo, con un livello di qualità di vita più alto rispetto a un tempo – ha ricordato Luigi Cavanna, Past-President CIPOMO (Collegio italiano dei primari oncologi medici ospedalieri) – Bisogna diversificare le risposte ai bisogni in base alle diverse esigenze dei pazienti e sensibilizzare tutti gli interlocutori del sistema sull’importanza dell’oncologia territoriale. Va in questa direzione il progetto SMART CARE, acronimo di “Soluzioni e metodi avanzati di riorganizzazione in sanità” che, messo a punto da Periplo (rete delle reti oncologiche) insieme a SIMM (Società Medici Manager), propone un cambio di paradigma nel sistema di presa in carico di tutto il percorso di cura, partendo proprio dall’assistenza oncologia extra ospedaliera. La pandemia ha dimostrato che i tempi sono maturi per una gestione del paziente fuori dall’ospedale, ma nel concreto è necessario definire i requisiti minimi e sfruttare al massimo gli strumenti tecnologici a nostra disposizione che hanno il potenziale di facilitare sia gli oncologi che i pazienti”.  

Oncologia del futuro: paziente al centro e uso di strumenti come PROs

 Tra le sfide per l’oncologia del futuro, all’interno del dibattito è stato affrontato anche il tema della centralità del paziente e del valore di strumenti come i Patient reported outcome (PROs), utili a raccogliere informazioni sulle condizioni cliniche e sull’esperienza di cura, attraverso dei questionari elettronici standardizzati. “Ascoltare la voce del paziente e raccoglierne le istanze con misurazioni validate come quelle dei Patient reported outcomes (PROs), può portare benefici importanti per la salute. Il dato riportato dal paziente permette, tra i vari benefici, di considerare gli aspetti relativi al benessere della persona, monitorare l’andamento di un trattamento (potenzialmente migliorando l’aderenza terapeutica), facilitare l’interpretazione dei risultati di studi clinici e misurare la qualità dei servizi sanitari – ha spiegato Francesco De Lorenzo, Presidente FAVO. – Per questo auspichiamo che, in un’ottica di futura evoluzione dei percorsi in oncologia, i PROs possano essere sempre più utilizzati, anche in ambito regolatorio, così da migliorare l’esperienza di cura del paziente e la capacità del medico di ascoltarlo, capirlo, assisterlo”.  

Porrini (Roche): La nostra road map, tra priorità per l’oncologia e soluzioni concrete

 "Roche è tra le prime aziende nel mondo e in Italia per l’impegno in ricerca clinica. Solo nel 2022 sono stati investiti nel nostro Paese 46 milioni. Nel campo dell’onco-ematologia, contiamo 174 studi attivi su 253 complessivi, pari quasi al 70% – ha commentato Anna Maria Porrini, Direttore Medico di Roche Italia. – Essere partner del Sistema Salute significa per noi mettere in campo un impegno che unisce all’innovazione diagnostico-terapeutica un obiettivo più ampio: favorire un miglioramento dell’intero patient journey. Nasce da questa ambizione l’evento di oggi, con cui abbiamo voluto tracciare una roadmap condivisa delle priorità per l’oncologia del futuro, sfidandoci nell’identificare soluzioni concrete, in continuità con quanto si sta già facendo. Sono oltre 40 i progetti promossi da Roche in questa direzione, che includono partnership con il Sistema Salute, collaborazioni per il miglioramento dei PDTA e a supporto della ricerca. A questi si aggiungono campagne ed iniziative realizzate con le Associazioni di pazienti e in risposta ai loro bisogni, per arrivare a progettualità sperimentali sull’attualissimo fronte dell’oncologia territoriale”.
  

TAG: FARMACI INNOVATIVI, ROCHE, ASSOCIAZIONE ITALIANA DI ONCOLOGIA MEDICA (AIOM), ONCOLOGIA, MEDICINA, FARMACEUTICA

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