Medicina
18 Ottobre 2023 Con infezione causata dalla variante Omicron il rischio di sviluppare Long Covid è inferiore, in particolare in chi ha avuto una precedente infezione. L’indagine da un ampio database tedesco

Il rischio di andare incontro a Long COVID, la sequela di sintomi che perdura per mesi dopo l’infezione da virus SARS-CoV-2, sarebbe significativamente inferiore a seguito dell’infezione da variante virale Omicron. A mostrarlo è una ricerca condotta da un team dell’University Medicine Halle in Germania, i cui risultati sono stati pubblicati sull’International Journal of Infectious Diseases.
Il progetto tedesco DigiHero
Per l’indagine, le informazioni sono state raccolte nell’ambito del progetto DigiHero, un database che, ad oggi, vede registrate oltre 90mila. I partecipanti al progetto completano un sondaggio online per valutare le problematiche intorno allo sviluppo di patologie croniche, invecchiamento, comportamenti di salute e coronavirus.
Per la ricerca sul Long COVID, il team dell’Università di Halle ha valutato più di 48mila persone, di cui circa 11mila aveva riferito almeno una infezione da virus SARS-CoV-2. I ricercatori hanno valutato la storia dell’infezione di queste persone, il loro stato vaccinale e i sintomi post infezione.
Le evidenze emerse
Attraverso l’analisi dei dati raccolti, i ricercatori hanno evidenziato che il rischio di effetti a lungo termine dopo una reinfezione di coronavirus sono più bassi se il paziente non ha sviluppato Long COVID a seguito della prima infezione.
La classificazione dei casi, inoltre, si è basata sulla variante predominante al tempo in cui veniva registrata l’infezione e ai partecipanti sono state fatte domande su 24 sintomi tipici del long COVID. Complessivamente, 2.822 individui hanno riferito di aver manifestato i sintomi indicati. Di questi, 406, il 14%, hanno riportato stanchezza grave, 237, l’8%, hanno riferito mal di testa grave e 202, il 7%, ha avvertito respiro corto. L’intensità dei sintomi, in ogni caso, non sembra essere correlata alla variante di coronavirus.
Attualmente, è in corso il follow-up dello studio, per valutare la persistenza dei sintomi di Long Covid. Inoltre, l’università tedesca ha lanciato il Long COVID Registry, che raccoglie varie informazioni sulla patologia come i sintomi del long Covid, la progressione della malattia, la gravità e la possibilità di trovare sollievo da specifiche terapie.
Fonte:
Diexer S. et al., Association between virus variants, vaccination, previous infections and post COVID-19 risk. International Journal of Infectious Diseases (2023); doi: 10.1016/j.ijid.2023.08.019
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