Integratori alimentari
25 Ottobre 2023 Attenzioni e criticità nell’uso dei novel food come materia prima nelle preparazioni galeniche. La Sifap affronta il tema nel simposio di FarmacistaPiù

L’utilizzo dei novel food nei preparati galenici è stato uno dei temi affrontati nel simposio “Aspetti critici delle materie prime utilizzate nell’allestimento di preparati magistrali ed officinali” a FarmacistaPiù, il congresso dei farmacisti italiani, curato da Sifap, (Società italiana dei farmacisti preparatori). Sono intervenuti Paola Minghetti presidente Sifap, Davide Zanon farmacista dirigente Irccs Burlo Garofalo di Trieste e coordinatore Asc galenica clinica SIFO, Giovanni Filippo Palmieri Scuola di scienze del farmaco e dei prodotti della salute Università di Camerino, Tiziana Pecora Project Innovation manager di labomar.
Minghetti (Sifap): er un galenico di qualità servono competenza, procedure convalidate e materie prime
Minghetti sottolinea innanzitutto che “Per fare un galenico di buona qualità servono la competenza del farmacista e delle procedure convalidate, ma ci vogliono prima di tutto delle materie prime di buona qualità e saper gestire le problematiche connesse alle materie. Non è solo una qualità chimica quella che ci attendiamo, ma è qualità nel senso di correttezza e materia prima idonea per quello che è lo scopo della preparazione magistrale finale”. Aggiunge: “Noi non allestiamo solamente prodotti che hanno sempre un'attività curativa ma potremmo allestire anche prodotti che sono sempre utili e necessari al paziente o comunque alla persona che hanno un’attività, per esempio, di prevenire o di mantenere l'omeostasi”.
I novel food nella pratica galenica
Per questo è necessario affrontare un aspetto complesso anche in ambito galenico per quello che riguarda i novel food dove è fondamentale la sicurezza nell'alimento e la sicurezza secondo le normative europee. “
La sicurezza dell'alimento deriva o dalla tradizione, ovvero sono alimenti che fanno parte della nostra abitudine alimentare da prima del ‘97, quando è entrato in vigore il primo regolamento. Qualora non sia derivante da tradizione deve essere sicuro per dimostrazione. Questo è il concetto di novel food. Cioè, se qualcuno vuole mettere sul mercato un nuovo alimento, una nuova sostanza che per uso orale che non era nella tradizione alimentare, bisogna che ne dimostri la sua sicurezza, cioè la sua innocuità”. Infatti, se si vuole utilizzare una pianta nel preparato, e tale pianta è utilizzata nell’alimentazione comune “non vuol dire tout court che magari un estratto estremamente concentrato in uno dei componenti possa essere considerato allo stesso modo accettabile e invece non debba essere considerato un novel food”.
L’esperta ricorda “il caso del kavakava, una pianta che in certi continenti veniva usata senza nessun problema. Portata in Europa e modificato il metodo di estrazione da acquoso a un'estrazione alcolico ha creato dei danni epatici importanti. Tant'è vero che è stata tolta dal mercato.
Ha affermato Pecora: “Per quanto riguarda gli estratti ad alto titolo Nel dubbio che può avere il farmacista nell'inserire determinati estratti all'interno di una determinata formulazione che realizza in farmacia il consiglio che mi sento di dare, al di là del fatto che sia o meno un novel food, è in primo luogo di cercare di essere farmacisti”. Principalmente, l’esperta consiglia di richiedere la scheda tecnica del prodotto al fornitore della materia prima, per avere il dato del rapporto droga estratto.
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