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29 Febbraio 2024

Aggressioni a operatori sanitari, colpiti anche farmacisti. Necessario segnalare episodi

Le aggressioni al personale sanitario in crescita in tutti i comparti riguardano anche i farmacisti, spesso legati a mancanza di farmaci o della ricetta o durante rapine o furti. Fofi invita a segnalare gli episodi per mappare il fenomeno

di Francesca Giani


Aggressioni a operatori sanitari, colpiti anche farmacisti. Necessario segnalare episodi

Le aggressioni al personale sanitario sono in crescita in tutti i comparti e riguardano anche i farmacisti. Nel settore, i casi sono spesso legati a una difficoltà a rispondere alla richiesta del paziente – per mancanza del medicinale o in assenza di ricetta per esempio -, ma possono anche avvenire all’interno di episodi criminosi, quali rapine o furti. Intanto, è attiva una Survey lanciata dall’Osservatorio sulla sicurezza delle professioni sanitarie del Ministero della salute, che riguarda anche i farmacisti.

Aggressioni in aumento: dati su operatori sanitari del Ssn
Il fenomeno delle aggressioni al personale sanitario è in crescita e sta preoccupando vari ambiti della sanità, in particolare il mondo medico e infermieristico, ma casi di aggressioni, fisiche o verbali, di minacce, di attacchi a oggetti o alla proprietà, tuttavia vengono riferiti anche tra i liberi professionisti e nelle farmacie e parafarmacie. Un quadro recente del fenomeno all’interno di ospedali e pronto soccorso – ma utile per individuare le cause - è contenuto nel focus dedicato al tema di Inail di fine anno: “i casi di aggressione e violenza ai danni del personale sanitario accertati dall’Inail nel 2022 sono più di 1.600, in aumento sia rispetto al 2021 sia rispetto al 2020, quando l’accesso alle strutture ospedaliere e assistenziali è stato fortemente limitato a causa dell’emergenza Covid-19”. Si tratta di un dato parziale sia perché è in via di aggiornamento sia perché “non comprende i medici e gli infermieri liberi professionisti, medici di famiglia e le guardie mediche che non sono assicurati dall’Inail. A ogni modo, circa il 10% degli infortuni occorsi a chi lavora in corsia e riconosciuti positivamente dall’Istituto è riconducibile a un’aggressione, mentre nell’intera gestione assicurativa Industria e servizi la stessa quota si ferma al 3%. In massima parte, si tratta di violenze perpetrate da persone esterne all’impresa sanitaria, i pazienti e i loro parenti. Nel quinquennio 2018-2022, il 37% dei casi è concentrato nell’Assistenza sanitaria (ospedali, case di cura, studi medici), il 33% nei Servizi di assistenza sociale residenziale (case di riposo, strutture di assistenza infermieristica, centri di accoglienza) e il 30% nell’Assistenza sociale non residenziale. A essere aggredite sono soprattutto le donne, pari a oltre il 70% degli infortunati, in linea con la composizione per genere degli occupati nel settore rilevata dall’Istat. Tra le professioni più colpite, i tecnici della salute (infermieri, fisioterapisti, ecc.) con un terzo degli aggrediti, seguiti dagli operatori socio-sanitari con circa il 30% e da quelli socio-assistenziali con oltre il 16%, mentre i medici incidono per quasi il 3%”.

Per quanto riguarda l’ambito di farmacie, ospedaliere e territoriali, e parafarmacie, «dai dati a disposizione sinora» ha detto Andrea Mandelli, presidente Fofi, nell’ultimo intervento a Fofiweek «viene evidenziato che la stragrande maggioranza delle segnalazioni è riconducibile ad atti di violenza verbale; altri episodi invece si inseriscono all’interno di eventi criminosi, quali rapine».

Al riguardo, un fenomeno che emerge non solo in Italia e che è stato riportato anche nel Rapporto sulle carenze del Pgeu, è che talvolta aggressioni e minacce avvengono quando non è possibile soddisfare la richiesta del paziente – per esempio per la mancanza di un medicinale -, o in caso di rifiuto a dispensare un medicinale – in assenza di ricetta. Anche aumenti di prezzo sono stati segnalati in qualche caso come cause scatenanti e spesso i turni notturni sono visti dai farmacisti come i più difficili. Anche andando a scorrere il bilancio annuale effettuato periodicamente dall’ordine dei farmacisti francese – e attualmente in via di aggiornamento – emergono trend analoghi. Le 230 segnalazioni arrivate dagli ordini locali francesi non inerenti a furti/rapine sono riferibili a ingiurie, minacce, violenze fisiche, che possono sfociare - 1 su 20 casi - in danni a prodotti o alla farmacia, sino all'attacco personale: la maggior parte di queste segnalazioni (94) sono legate al rifiuto di dispensare un farmaco, 36 alla difficoltà nella presa in carico del paziente, 7 all'utilizzo di test diagnostici, 7 a tempi di attesa, 6 a carenza di farmaci, 5 a vaccini.

Necessario segnalare gli episodi. Osservatorio lancia survey per mappare fenomeno
Un elemento che un po’ da tutti è segnalato come critico riguarda la difficoltà ad avere un quadro numerico e una mappatura del fenomeno. Anche perché non sempre tali episodi vengono segnalati. Per esempio, in Francia, nel 2022, risulta che il 35% dei farmacisti ha sporto denuncia e il 20% ha solo espresso l’intenzione di farlo. Nel 44% dei casi, i farmacisti non intendono fare denuncia, per mancanza di tempo, paura di rappresaglie, o anche perché conoscono il paziente. Altre volte invece si tende a sminuire quanto successo, in assenza di danni effettivi.
Per questo, da Mandelli, è partito l’appello a «effettuare una segnalazione di tutti gli episodi».
Proprio in questa ottica, tra le misure di contrasto al fenomeno, dal 2020 va ricordato anche l’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie, istituito presso il Ministero della salute, al quale partecipano le varie professioni sanitarie. Iniziativa recente è proprio quella di aggiornare e rilevare i dati relativi a episodi di violenze e aggressioni attraverso una survey diffusa attraverso gli ordini professionali. Per quanto riguarda i farmacisti, dalla Fofi è stata richiamata l’attenzione sull’importanza di compilare il questionario, utile per avere un quadro specifico del comparto, che sarà disponibile sino all’8 marzo, in modo da dare il tempo di passare al Ministero i dati.


Per rispondere al questionario cliccare qui: https://forms.office.com/pages/responsepage.aspx?id=TG3sCF82DEKQNbIy4oJpqVT_atRZ4nVGrHIwQqktgC5UQ1BRSjNaMUs0SksyRlRJRkZaQUhTWlgzTy4u




TAG: CARENZA DI FARMACI, FURTO, RAPINE, VIOLENZA, AGGRESSIONI A FARMACISTI, FARMACISTI

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