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Medicina

11 Marzo 2024

Diabete, da nuovo test-rapido diagnosi precoce e pre-diabete con 2 anni di anticipo

  Il test rapido abbinato a valori soglia per la diagnosi di pre-diabete e diabete consentirebbe di scoprire la patologia con almeno 2 anni di anticipo. Ai nuovi criteri ha contribuito anche la ricerca italiana

di Redazione Farmacista33


Diabete, da nuovo test-rapido diagnosi precoce e pre-diabete con 2 anni di anticipo

Una ‘mini-curva’ da carico di glucosio consentirebbe di fare una diagnosi precocissima di diabete e pre-diabete, almeno un paio d’anni prima rispetto ai test attuali. Rispettivamente sopra 155 mg/dl per la diagnosi di pre-diabete, e sopra i 209 mg/dl di diabete di tipo 2, valori a cui ha contribuito la ricerca italiana. Lo ha annunciato l’IDF (International Diabetes Federation), la federazione mondiale che include tutte le società di diabetologia internazionali e le associazionidei pazienti, attraverso un recente position statement. Inoltre, ha deciso di proporre la mini-curva da carico come nuovo criterio diagnostico, basandosi sulla glicemia alla prima ora della curva da carico di glucosio. Lo annuncia l’IDF.

I valori soglia per diagnosticare e predire la progressione del diabete
Attraverso il nuovo Position Statement dell’IDF ha dunque adottato, dopo un’attenta revisione di tutta la letteratura scientifica esistente, il valore soglia di  > 155 mg/dL alla prima ora della curva da carico di glucosio per la diagnosi di ‘pre-diabete’ (iperglicemia intermedia’) nei soggetti con normale glicemia a digiuno. Questo valore è altamente predittivo di progressione verso il diabete tipo 2, di complicanze micro e macro-vascolari, di apnee da sonno, di steatosi epatica associato a disfunzione metabolica e di mortalità nei soggetti con fattori di rischio. Viene inoltre introdotto un nuovo criterio diagnostico di diabete tipo 2, cioè una glicemia superiore a 209 mg/dl sempre alla prima ora della curva da carico.

“I nuovi criteri diagnostici alla prima ora della curva da carico – commenta il professor Giorgio Sesti, ordinario di Medicina Interna alla Sapienza Università di Roma e presidente della Società di Medicina Interna SIMI – consentono di individuare precocemente i soggetti ad aumentato rischio di diabete o già diabetici, che sfuggono a questa diagnosi con gli attuali criteri diagnostici (glicemia a digiuno < 100 mg/dl, glicemia a due ore dall’OGTT < 140mg/dl, HbA1c < 5,7%). Questo significa che sarà possibile formulare la diagnosi di diabete e di prediabete attraverso una ‘mini-curva’ da carico glucidico di appena un’ora (anziché le due ore attuali). Ma soprattutto, consentirà di intercettare una serie di soggetti che i criteri attuali non permettono di individuare né come pre-diabetici, né come diabetici. La ‘mini-curva’ rappresenta un metodo più pratico e sensibile per ‘catturare’ un maggior numero di soggetti a rischio di sviluppare diabete franco e di riconoscere più precocemente i soggetti con diabete già conclamato”.

Diagnosi precoce, ma il cambio dello stile di vita è fondamentale
Grazie all’adozione di questi nuovi criteri diagnostici le persone avranno la possibilità di arrivare ad una diagnosi più precoce di pre-diabete o di diabete. La società ricorda che è possibile prevenire la progressione dal pre-diabete al diabete mettendo in atto un drastico cambiamento dello stile di vita: dieta equilibrata e perdita di peso se necessaria, attività fisica, lotta alla sedentarietà, cura dell’igiene del sonno, stop al fumo e in alcuni casi terapia farmacologica.
“La ‘mini-curva’ – sottolinea Sesti – consente di individuare soggetti con pre-diabete che sarebbero sfuggiti, con i criteri diagnostici attualmente in uso, alla diagnosi e dunque alla messa in atto di una prevenzione efficace. Inoltre, studi longitudinali hanno dimostrato che l’innalzamento della glicemia alla prima ora della curva da carico di glucosio avviene più precocemente nel corso naturale della malattia diabetica ovvero quasi due anni prima dell’innalzamento della glicemia alla seconda ora”.

Ha contributo la ricerca italiana ai nuovi criteri diagnostici
L’IDF è arrivato al documento di consenso sui nuovi criteri diagnostici, dopo aver esaminato i risultati di numerosi studi internazionali sul significato della glicemia alla prima ora della curva da carico, ai quali ha dato un notevole contributo la ricerca italiana. In particolare, il gruppo della Medicina Interna dell’Università ‘Magna Graecia’ di Catanzaro e dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Sant’Andrea-Sapienza Università di Roma ha pubblicato oltre 40 articoli sull’argomento.

“La glicemia alla prima ora della curva da carico – ricorda il professor Sesti - è già da tempo usata per la diagnosi di diabete gestazionale, quindi rappresenta un elemento fisiopatologico importante, finora trascurato. L’iperglicemia precoce, infatti, è già un marcatore di diabete o di aumentato rischio di malattia. Quindi – conclude il presidente della SIMI - se è vero che i nuovi criteri diagnostici dell’IDF rappresentano una ‘novità’ nella diagnosi di diabete, l’importanza della glicemia alla prima ora dell’OGTT è già consolidata da tempo, dal punto di vista fisiopatologico”.

Per saperne di più:
https://idf.org/
https://www.simi.it/news/test-rapido-diagnosi-diabete




TAG: DIAGNOSI, DIABETE, GLICEMIA, TEST, GLUCOSIO

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