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Salute benessere

12 Marzo 2024

Apnee notturne: sintomi per riconoscerle e i consigli per prevenirle

La sindrome dell’apnea ostruttiva notturna ha diversi sintomi ed è possibile trattarla e prevenirla per evitare che influisca negativamente sulla salute globale del paziente


di Redazione Farmacista33


Apnee notturne: sintomi per riconoscerle e i consigli per prevenirle

Stanchezza o mal di testa mattutina o gola secca al risveglio e russare forte di notte con momenti di interruzione della respirazione sono alcuni dei segnali che possono indicare di soffrire di apnee ostruttive del sonno. Questa patologia non impatta solo la qualità del riposo ma, ad esempio, può aumentare i rischi cardiovascolari e di diabete. È importante, quindi, che i farmacisti abbiano presente come si presenta questa patologia e quali indicazioni suggerire ai pazienti per migliorare il benessere generale e la qualità del sonno.

Cos'è l'Apnea Ostruttiva del Sonno e da cosa è causata
Secondo la Food and drug administration (FDA) americana, il termine deriva dalla parola greca "apnea" che significa "senza respiro". Un'apnea è definita come una pausa nella respirazione di almeno 10 secondi. La sindrome da apnea ostruttiva del sonno (OSAS) fa smettere di respirare nel sonno per diversi secondi, fino a molte volte all'ora.

Le persone diagnosticate con OSAS hanno almeno cinque pause respiratorie all'ora oppure quando si ha almeno un numero di eventi uguale o superiore a 15 accompagnati da evidenti sforzi respiratori. Durante queste pause, il cervello, cuore, reni e altri organi essenziali non ricevono abbastanza ossigeno. Ci si sveglia a sufficienza per fare alcuni respiri, ma non abbastanza da ricordarlo la mattina seguente e questo ciclo si ripete molte volte ogni notte, portando a stanchezza già al mattino.

L'apnea è causata da una ostruzione, parziale o totale, delle vie aeree superiori. Di solito l'ostacolo è costituito dai muscoli della lingua, dal palato molle o da parti della gola che si rilassano troppo durante il sonno e ostruiscono le vie aeree.

Quali sono i campanelli di allarme dell’OSAS
Chi soffre di OSAS di notte tende a russare forte e interrompere la respirazione per poi riprenderla. Ma ci sono anche altri sintomi meno evidenti o che possono passare inosservati in particolare nelle donne, come fa presente L’Ospedale Humanitas. Ecco quali sono:

•Sonnolenza diurna più del solito
•Colpi di sonno
•Sudorazioni notturne
•Gola secca o mal di testa al risveglio
•Risvegli improvvisi con sensazione di soffocamento
•Svegliarsi spesso durante la notte per urinare
•Difficoltà a concentrarsi o cambiamenti d'umore durante il giorno
•Impotenza

Polisonnografia e poligrafia respiratoria per diagnosticare l’OSAS
In caso siano presenti questi sintomi è bene parlare con il proprio medico per approfondire ed eventualmente sottoporsi ad alcuni esami specifici. Per diagnosticare l’OSAS, che può essere lieve, moderata o grave in base al numero medio di volte in cui si interrompe la respirazione ogni ora durante il sonno, ci si basa prima di tutto sui sintomi riferiti dal paziente e dal partner. Il medico può sottoporre il paziente anche a:
•polisonnografia: consiste nella misurazione, durante alcune ore di sonno notturno di alcuni parametri vitali come il livello di ossigeno nel sangue, la frequenza cardiaca, la mobilità respiratoria toracica e addominale e la postura
•poligrafia respiratoria (o monitoraggio cardio-respiratorio notturno): l'esame consiste nel monitoraggio dei principali segnali cardio-respiratori durante il sonno.

Altri esami possono essere prescritti:
•elettroencefalogramma
•elettromiografia degli arti.


Prevenzione e trattamenti possibili

Trattare l’OSAS è fondamentale perché non influisce solo sulla qualità del sonno, ma può aumentare anche il rischio di gravi problemi di salute. Infatti, l’OSAS cronica e non trattata, può aumentare il rischio di infarto, ictus, diabete di tipo 2, glaucoma e alcuni tipi di cancro insieme ad altre gravi condizioni di salute. I cambiamenti nello stile di vita come perdere peso, bere meno alcol, smettere di fumare e utilizzare dispositivi che aiutano a dormire in una certa posizione (ad esempio meglio dormire su un fianco), trattare i disturbi eventualmente presenti a carico delle vie aeree superiori, possono aiutare, ma potrebbero non farla scomparire del tutto. L'assunzione di determinati medicinali, come sedativi o sonniferi, che rallentano o riducono la respirazione possono anche contribuire all'apnea. È bene quindi parlare con il proprio medico prima di interrompere o iniziare qualsiasi medicinale.

Ci sono poi le terapie medicali come l'uso del Cpap (Continuous positive air way pressure): una maschera che si applica su naso e bocca e che forza il passaggio dell'aria, facilitando il respiro.

E infine l’impiego della terapia chirurgia che può consistere nella correzione del setto nasale deviato o nell’asportazione delle tonsille ipertrofiche, a seconda del livello e del tipo di ostruzione riscontrato nelle vie aeree superiori.

I trattamenti per l'OSAS possono funzionare bene, ma non ogni trattamento è adatto a tutti. Qualsiasi tipo di intervento chirurgico comporta rischi, quindi è bene valutare col proprio medico tutte le tue opzioni.

Per saperne di più:
https://www.humanitas.it/malattie/apnea-ostruttiva-del-sonno/
https://www.fda.gov/consumers/consumer-updates/always-tired-you-may-have-sleep-apnea



TAG: FDA, DISTURBI DEL SONNO, SONNO, SINDROMI DI APNEA DEL SONNO, SALUTE, BENESSERE, FARMACISTI

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