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09 Aprile 2024 Un nuovo studio, pubblicato su NPJ Digital Medicine, mostra che l’utilizzo di test di memoria tramite smartphone permette di individuare i primi segni della malattia di Alzheimer

Nel costante sforzo di combattere le malattie neurodegenerative, la ricerca scientifica si è spesso concentrata sulla diagnosi precoce, un elemento cruciale per migliorare le prospettive di trattamento e la gestione. Recentemente, i ricercatori hanno sviluppato un’innovativa tecnologia che consente di rilevare con elevata precisione il "decadimento cognitivo lieve", un possibile precursore della malattia di Alzheimer.
I problemi di memoria rappresentano uno dei sintomi fondamentali associati alla malattia di Alzheimer. La loro gravità e l'evoluzione nel tempo giocano un ruolo cruciale sia nella diagnosi che nella ricerca della patologia stessa. Attualmente, la valutazione della memoria avviene in ambiente clinico, supervisionata da un medico. I pazienti sottoposti a questi test devono completare compiti standardizzati, sia verbalmente che per iscritto, come ad esempio la ripetizione di parole, nominare spontaneamente quanti più termini possibili su un determinato argomento o disegnare figure geometriche secondo le istruzioni.
Un approccio innovativo nel rivelare problemi di memoria
Emrah Düzel, neuroscienziata e autore dello studio, nonché imprenditrice nel campo della tecnologia medica, sostiene un approccio innovativo: "Esistono vantaggi significativi nel poter eseguire tali test autonomamente, con la successiva valutazione dei risultati da parte del medico. Questa pratica potrebbe consentire di individuare precocemente i disturbi della memoria clinicamente rilevanti e monitorare più da vicino la progressione della malattia ". I ricercatori hanno così sviluppato una app con la quale è possibile effettuare test di memoria in autonomia. Tali test, che includono attività interattive di ricordo di immagini e riconoscimento di differenze, sono stati validati scientificamente attraverso uno studio che ha incluso 199 soggetti con un’età superiore ai 60 anni.
Risultati promettenti della ricerca scientifica e dell’utilizzo dell’m-health (mobile-health)
Il campione dello studio rifletteva le diverse condizioni cognitive che si verificano in una situazione del mondo reale: comprendeva individui cognitivamente sani, pazienti con deterioramento cognitivo lieve (MCI) e altri con problemi di memoria percepiti soggettivamente ma non misurabili. L'accuratezza diagnostica della piattaforma nel discriminare il deterioramento della memoria da nessun deterioramento è elevata con una sensibilità di 0,82 e una specificità di 0,72. Pertanto, i risultati dimostrano che è possibile integrare la valutazione neuropsicologica della memoria episodica con valutazioni remote e non supervisionate su dispositivi mobili.
Implicazioni dei risultati e prospettive future
In futuro il nuovo approccio sarà testato su gruppi di studio ancora più ampi e si verificherà se può essere utilizzato per un lungo periodo per monitorare la progressione della malattia di Alzheimer. “Le informazioni su quanto velocemente la memoria diminuisce nel tempo sono fondamentali per medici e pazienti. È importante anche per gli studi clinici poiché i nuovi trattamenti mirano a rallentare il tasso di declino cognitivo. Per far avanzar la ricerca, i dati clinici di un paziente dovranno sempre più essere collegati ai dati del mondo reale attraverso autotest al di fuori della clinica” concludono gli autori.
https://www.nature.com/articles/s41746-024-00999-9
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