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07 Maggio 2024

Streptococco: stagionalità e fasce età più a rischio. Le indicazioni su test rapidi e tamponi in farmacia

Un lavoro pubblicato su Lancet Microbe da ricercatori della Pediatria e della Microbiologia della Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS e Università Cattolica fa i punto sulle infezioni da streptococco con particolare attenzione agli strumenti diagnostici a disposizione, dai test rapidi in farmacia alle analisi di tipizzazione

di Francesca Giani


Streptococco: stagionalità e fasce età più a rischio. Le indicazioni su test rapidi e tamponi in farmacia

Nel 2023 l’infezione da streptococco ha mostrato uno spostamento nella stagionalità e nella fascia d’età maggiormente colpita, interessando in particolare i bambini di età pre-scolare. Accusato principale è il debito immunologico maturato negli anni del Covid, legato a una diminuita esposizione agli agenti patogeni per via delle misure di contenimento e per l’uso di mascherine. Il trend emerge da un lavoro pubblicato su Lancet Microbe da ricercatori della Pediatria e della Microbiologia della Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS e Università Cattolica, e rilanciato oggi. E, alla luce di un aumento anche delle infezioni invasive, viene posta particolare attenzione agli strumenti diagnostici a disposizione, dai test rapidi in farmacia alla necessità, in alcuni casi, di una tipizzazione dei ceppi più virulenti, come l’M1. 

Streptococco: da ricerca su campioni e colture positive confermata recrudescenza nel 2023
Il lavoro - pubblicato il 21 aprile 2024 su Lancet Microbe con il titolo “Epidemiologia dell'infezione da streptococco di gruppo A: siamo pronti per un nuovo scenario?” - ha preso in considerazione “l'epidemiologia delle infezioni GAS per un periodo di 6 anni (2018-23) presso il centro terziario (Policlinico Agostino Gemelli, Roma, Italia)” attraverso l’osservatorio del Pronto soccorso pediatrico. “Sono stati raccolti retrospettivamente dati riguardanti il numero di campioni analizzati e le colture positive su tamponi faringei ottenuti da pazienti di età compresa tra 0 e 18 anni che mostravano tonsillofaringite, scarlattina e altri segni di infezione GAS. Durante il periodo di studio sono stati ottenuti un totale di 2.230 tamponi da 1.839 pazienti. Il numero totale di tamponi faringei è rimasto sostanzialmente stabile nel 2018 e nel 2019 (rispettivamente 428 e 425 campioni) e successivamente è diminuito di circa il 50% nel 2020 (225 campioni), con un’ulteriore riduzione di quasi il 30% nel 2021-22 (137 e 425 campioni, rispettivamente). Questa tendenza è stata seguita da un’esplosione nel 2023, con 501 esemplari raccolti in quell’anno. Il tasso di positività GAS è sceso dal 13% del periodo pre-pandemico (dati del 2019) al 2% del 2022 per poi aumentare nuovamente al 13% nel 2023, quando è stata osservata un’ondata di campioni positivi in inverno e primavera. Al contrario, i casi GAS sono stati più diffusi nel tempo nel periodo pre-pandemia che nel periodo post-pandemia”.
Questi dati, come spiega il professor Maurizio Sanguinetti, ordinario di Microbiologia all’Università Cattolica, direttore del Dipartimento Scienze di Laboratorio e infettivologiche, direttore della UOC Microbiologia, Policlinico Universitario Gemelli IRCCS, in una nota, mostrano come «negli anni della pandemia Covid, cioè dal 2020 al 2022, abbiamo osservato una significativa riduzione di infezioni da Streptococco, sia in termini di quantità dei campioni pervenuti (per un ridotto accesso al nostro ambulatorio ospedaliero), ma anche una significativa riduzione della percentuale dei campioni positivi. Le misure di protezione non farmacologiche, come la mascherina, hanno, in questi anni, ridotto il contatto con il microrganismo e l’infezione. Quando invece queste protezioni nel 2023 sono state rimosse, abbiamo osservato una ripartenza dell’infezione, con un’incidenza tornata rapidamente ai livelli del periodo pre-pandemico». In generale, viene osservato nello studio, “la maggiore attenzione alle infezioni respiratorie ha portato a un aumento del numero di tamponi prelevati nel 2023 e, di conseguenza, a partire dal 2022, è stato segnalato un aumento dell’incidenza di infezioni GAS”.

I trend emergenti: cambia la stagionalità e fascia d’età pediatrica più colpita
Ma a emergere sono in particolare due risultati. I pazienti, continua lo studio, “sono stati suddivisi in cinque categorie: neonati-bambini piccoli (età 0-2 anni), bambini in età prescolare (età 3-5 anni), bambini in età media (gruppo 1, età 6-8 anni e gruppo 2, di età compresa tra 9 e 11 anni), giovani adolescenti (di età compresa tra 12 e 15 anni) e adolescenti (di età compresa tra 16 e 18 anni)”. La ricerca mostra che “l’incidenza dell’infezione GAS nei soggetti di età compresa tra 6 e 8 anni è rimasta pari a circa il 20% dal 2018 al 2020, è aumentata al 40% nel 2021 ed è gradualmente diminuita al 33% nel 2022 e al 26% nel 2023. I bambini in età prescolare (di età compresa tra 3 e 5 anni) hanno mostrato un trend sovrapposto dal 2018 al 2022; tuttavia, l’incidenza dell’infezione GAS in questo gruppo è aumentata al 46% nel 2023. La popolazione colpita pertanto comprendeva individui più giovani (bambini in età prescolare) rispetto a quelli colpiti negli anni precedenti (bambini di mezza età e giovani adolescenti)”. 

Si sospetta “debito immunologico” dovuto alle restrizioni della pandemia e alle mascherine
Questo dato è di particolare rilievo: «Il sospetto» spiega ancora Sanguinetti «è che i bambini, essendo stati protetti in modo importante restando a casa e con le mascherine, non abbiano sviluppato la normale immunità parzialmente protettiva nei confronti dell’infezione. Si tratta di un concetto molto importante che riguarda i benefici del venire a contatto con i microrganismi; il contatto con i microrganismi è fondamentale per ‘allenare’ il nostro sistema immunitario a rispondere alle infezioni. L’ipotesi è dunque che il ridotto contatto con questo microrganismo abbia determinato nei bambini più piccoli un cosiddetto ‘debito immunologico’ che ha impedito loro di sviluppare una protezione, anche parziale, nei confronti del microrganismo e questo ha comportato una maggiore incidenza di infezioni. Il contatto con i microrganismi funge anch’esso da ‘prevenzione’, perché un contatto a basso livello determina lo sviluppo di una certa protezione, l’instaurarsi di una certa immunità, che poi viene riattivata più efficacemente quando si viene a contatto con il microrganismo».
Il secondo dato di interesse che emerge è che “un improvviso picco di infezioni, superiore a quello osservato negli anni precedenti, è stato segnalato in inverno e primavera. In particolare, dopo la pandemia è stato segnalato uno spostamento nella stagionalità del virus respiratorio”. 

Occhio alle diagnosi. Dai test rapidi, ai tamponi faringo-tonsillari alle tipizzazioni: le indicazioni
Secondo quanto viene evidenziato dallo studio, “le infezioni GAS, comuni tra i bambini, possono andare da infezioni asintomatiche e infezioni lievi (come impetigine, faringite e scarlattina) alle infezioni iGAS (come polmonite, sindrome da shock tossico streptococcico e fascite necrotizzante) e malattie autoimmuni”. «Rispetto all’evoluzione epidemiologica, la nostra ricerca e varie altre evidenze pubblicate in letteratura segnalano un po’ ovunque tanti piccoli outbreak da Streptococco piogeno, con un aumento delle patologie invasive, legate in particolare all’immunotipo M1 che è il più virulento. Questo ci porta a un'altra importante riflessione – prosegue l’esperto - e cioè che la diagnostica di queste infezioni deve essere effettuata secondo indicazioni chiare. I test antigenici rapidi effettuati in farmacia possono essere un valido strumento di screening, anche se va ricordato che possono presentare risultati falsi positivi e falsi negativi». In questo quadro, «se un bambino è fortemente sintomatico (febbre alta, tonsille aumentate di volume e infiammate) e risulta negativo al test rapido, potrebbe essere opportuno valutare» da parte del pediatra «la ripetizione del test in un laboratorio per confermare la diagnosi. Lo stesso ragionamento vale anche in caso di positività al test rapido. Il tampone faringo-tonsillare effettuato in laboratorio, seguito da esame colturale (e da un eventuale saggio in vitro di sensibilità ai farmaci, cioè un antibiogramma) permette di caratterizzare il microrganismo, con ricadute sia diagnostiche che epidemiologiche per valutare l’eventuale circolazione di ceppi iper-virulenti. In alcuni casi, cioè, può essere valutato di integrare il test rapido con una conferma/approfondimento in laboratorio». 
Siamo di fronte a «una malattia che conosciamo bene, ma al contempo occorre considerare che nel 2023 c’è stata una recrudescenza importante e questo microrganismo può dare infezioni invasive, anche in individui sani e importanti sequele a distanza di anni, a livello dei reni (glomerulonefrite post-streptococcica), delle valvole cardiache e delle articolazioni, in particolare nel caso del ceppo M1».

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2666524724000715?via%3Dihub
https://www.policlinicogemelli.it/news-eventi/streptococco-istruzioni-per-luso-quanto-e-pericoloso-e-come-diagnosticarlo-correttamente/

TAG: TAMPONI RAPIDI, INFEZIONI DA STREPTOCOCCUS, STREPTOCOCCO, FARMACIE

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