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15 Gennaio 2026

Rhodiola rosea, benefici negli sportivi con effetti dose-dipendenti

La supplementazione con estratto standardizzato di Rhodiola rosea sembra migliorare la forza, la capacità di sostenere serie impegnative e la lucidità mentale negli atleti

di Paolo Levantino - Farmacista clinico


Rhodiola rosea, benefici negli sportivi con effetti dose-dipendenti

Lo studio, randomizzato e in doppio cieco, ha coinvolto 27 giovani adulti che praticavano regolarmente allenamento con sovraccarichi da almeno due anni. Ogni partecipante ha completato quattro condizioni sperimentali: assenza di supplementazione, placebo, bassa dose di Rhodiola (200 mg/die) e dose elevata (1500 mg/die). Il disegno crossover ha permesso un confronto diretto degli effetti sulle stesse persone, riducendo la variabilità interindividuale. Le valutazioni comprendevano test di forza massimale, serie ad alta fatica, misure di potenza, test anaerobici e Stroop test per la funzione cognitiva.

Miglioramento della forza e del volume di lavoro

I risultati mostrano un incremento significativo della forza massimale degli arti inferiori, con un aumento della leg press 1RM dell’11–15% dopo una settimana di Rhodiola rispetto alla condizione senza supplementi. È emersa inoltre una distinzione tra le due dosi, in quanto i 200 mg/die hanno favorito un maggior numero di ripetizioni nell’ultimo set e un aumento del volume totale di lavoro superiore al 30% rispetto al controllo, mentre la dose più alta ha avuto un impatto maggiore sui picchi di potenza e sulla forza massimale. Non sono stati osservati, invece, miglioramenti nei test anaerobici di tipo sprint (Wingate), suggerendo una specificità degli effetti nei compiti di forza.

Funzioni cognitive e percezione della fatica

Oltre ai miglioramenti fisici, la Rhodiola ha mostrato un beneficio cognitivo, con un incremento del 13–17% nelle risposte corrette allo Stroop test rispetto al controllo, indicativo di una maggiore efficienza dell’attenzione selettiva e del controllo inibitorio. Inoltre, gli autori sottolineano che, nonostante l’aumento del volume di lavoro, la percezione dello sforzo è rimasta invariata. In altre parole, gli atleti hanno prodotto di più senza avvertire maggiore fatica, un dato coerente con un possibile miglioramento della tolleranza allo sforzo mediato da meccanismi centrali.

Sicurezza del trattamento

La Rhodiola rosea è risultata ben tollerata, senza variazioni significative di pressione arteriosa o frequenza cardiaca nelle diverse fasi dello studio e senza la comparsa di eventi avversi rilevanti.

Lo studio presenta alcune limitazioni, tra cui la durata di soli sette giorni, che non consente di stabilire se gli effetti si mantengano nel tempo o se compaiano fenomeni di assuefazione, e un campione numericamente ridotto composto esclusivamente da giovani atleti di forza, elemento che ne limita la generalizzabilità ad altre popolazioni e discipline. Saranno quindi necessari studi più lunghi e con campioni più ampi, valutando anche l’interazione con altri ergogenici comunemente impiegati. 

Fonte:

Nutrients 2025, 17, 3736. https://doi.org/10.3390/nu17233736

TAG: INTEGRATORI ALIMENTARI, RHODIOLA, SPORT

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