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24 Maggio 2024

Morbillo, casi in aumento nel 2024: il nuovo bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità

Aumentano i casi di Morbillo nel 2024, è questo lo scenario che rivela l’ultimo bollettino di sorveglianza epidemiologica pubblicato pochi giorni fa dall’Istituto superiore di sanità. Sono 399 i casi nel 2024, 145 solo ad aprile

di Giulia Vismara


Morbillo, casi in aumento nel 2024: il nuovo bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità

Ad aprile sono stati notificati 145 casi di morbillo, evidenziando un aumento rispetto ai 127 casi registrati a marzo e al singolo caso notificato ad aprile dell’anno passato. L’ultimo bollettino di sorveglianza epidemiologica che mostra l’andamento dei casi di morbillo in Italia da gennaio 2024 indica che sono stati segnalati complessivamente 399 casi, di cui 348 casi confermati in laboratorio. “Dal 2023” dichiarano gli esperti del Dipartimento Malattie Infettive dell’Iss “sono in corso aumenti significativi nel numero di casi e di epidemie di morbillo a livello globale, incluso in diversi Paesi europei. Anche in Italia, si osserva un notevole aumento dei casi di morbillo nel 2024, in particolare nei mesi di marzo e aprile, la maggior parte dei quali si è verificata in persone non vaccinate. Circa tre quarti dei casi segnalati nei primi quattro mesi dell’anno sono adolescenti e adulti: questi dati suggeriscono che sono presenti ampie quote di persone suscettibili in queste fasce di età”.

I dati
Nel primo quadrimestre dell’anno, Sedici Regioni italiane hanno riportato casi di morbillo, con una concentrazione significativa in quattro di esse: Lazio, Sicilia, Emilia-Romagna e Toscana, che insieme hanno rappresentato il 68,7% dei casi totali, pari a 274 su 399 casi. L’incidenza più elevata è stata osservata in Abruzzo, con 59,1 casi per milione di abitanti, seguito da Lazio e Sicilia con 58,9 e 46,9 casi per milione rispettivamente. A livello nazionale, l’incidenza si è attestata a 20,3 casi per milione di abitanti.

L’età mediana dei casi segnalati è stata di 31 anni, con una distribuzione che mostra oltre il 50% dei casi concentrati nella fascia 15-39 anni, mentre un quarto dei casi appartiene alla fascia di età superiore ai 40 anni. Tuttavia, l’incidenza più alta è stata osservata nei bambini di età compresa tra 0 e 4 anni, con 83,4 casi per milione. Segnalati anche 17 casi in bambini di meno di un anno. Tra i casi per cui lo stato vaccinale è noto, la stragrande maggioranza, pari all’89,0%, non era vaccinata al momento dell’infezione, mentre solo una piccola percentuale era vaccinata con una o due dosi. Non è noto lo stato vaccinale per un esiguo 1,1% dei casi. 

Una buona percentuale dei casi, il 31,8%, ha riportato almeno una complicanza, tra cui le più frequenti sono state epatite/aumento delle transaminasi e polmonite. È stato segnalato anche un caso di encefalite in un adulto giovane non vaccinato. La metà dei casi ha richiesto il ricovero ospedaliero, mentre altri hanno necessitato di cure meno intensive, come visite in Pronto Soccorso.

Quanto all’ambito di trasmissione, la maggior parte dei casi ha contratto il morbillo in ambito familiare, seguito da trasmissioni nosocomiali, sul posto di lavoro, durante viaggi internazionali e in ambito scolastico.

La fotografia della malattia
Dall’anno 2023, si è osservato un notevole aumento dei casi e delle epidemie di morbillo in tutto il mondo, anche in diversi Paesi europei. Questa tendenza era stata anticipata da una valutazione del rischio condotta dall’European Centre for Disease Control and Prevention (ECDC) all’inizio del 2024 per i Paesi dell’UE/EEA. Nel corso dell’anno, i casi di morbillo hanno continuato a salire, principalmente a causa di coperture vaccinali non ottimali, importazioni di casi da regioni con elevata circolazione del virus e la stagionalità tipica del morbillo che raggiunge il picco d’incidenza nel tardo inverno e in primavera.

In Italia, si è registrato un significativo aumento dei casi di morbillo nel 2024, soprattutto nei mesi di marzo e aprile. La maggior parte di questi casi riguardava individui non vaccinati. Nei primi quattro mesi dell’anno, circa tre quarti dei casi segnalati coinvolgevano adolescenti e adulti, suggerendo una vasta popolazione suscettibile in queste fasce d’età. Sono stati riscontrati anche casi nei bambini di età inferiore a un anno, troppo giovani per essere vaccinati e quindi dipendenti dalla copertura vaccinale della popolazione per essere protetti dal morbillo, oltre ai casi tra gli operatori sanitari. Come previsto, si sono verificate complicazioni in circa il 30% dei casi, inclusi casi di encefalite.

Le indicazioni dell’European Centre for Disease Control and Prevention
L’ECDC sollecita le autorità sanitarie pubbliche a concentrarsi su diverse attività prioritarie, tra cui il raggiungimento e il mantenimento di un’alta copertura vaccinale nella popolazione (≥95% per due dosi), l’identificazione delle popolazioni suscettibili e la fornitura di opportunità di vaccinazione, anche durante altre occasioni di contatto con il sistema sanitario. È altrettanto importante mantenere una sorveglianza di alta qualità e una capacità adeguata di sanità pubblica per individuare tempestivamente i casi sospetti, prevenire ulteriori trasmissioni e controllare le epidemie. Gli operatori sanitari devono essere sensibilizzati sull’importanza di diagnosticare tempestivamente i casi, e devono essere implementati interventi su misura per migliorare le coperture vaccinali non ottimali, comprese iniziative di comunicazione del rischio, formazione degli operatori sanitari e miglioramento dell’accesso alle vaccinazioni.

https://www.epicentro.iss.it/morbillo/bollettino/RM_News_2024_72.pdf

TAG: ISTITUTO SUPERIORE DI SANITà, MORBILLO

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