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19 Giugno 2024Silvio Garattini, Presidente e Fondatore dell’Istituto Mario Negri a pochi giorni dalla pubblicazione dei dati sui consumi di antibiotici dell’Osservatorio Nazionale sull’Impiego dei Medicinali (OsMed) dell’AIFA indica le criticità e possibili strade: medicina di prossimità e dosi unitarie dei farmaci

In rapporto alla popolazione italiana il nostro paese è il maggiore utilizzatore di antibiotici in Europa, ci sono ancora troppe prescrizioni per malattie virali, inoltre in farmacia non è possibile ricevere farmaci in dose unitaria necessaria per una terapia. Tutto questo contribuisce a incrementare il fenomeno dell’antibiotica resistenza. Sono le considerazioni espresse da Silvio Garattini, Presidente e Fondatore dell’Istituto Mario Negri, in un intervento a Radio Cusano Campus, a pochi giorni dalla pubblicazione dei dati dell’Osservatorio Nazionale sull’Impiego dei Medicinali (OsMed) dell’AIFA secondo cui c’è un incremento del 25% dei consumi di antibiotici.
Primato di antibiotico resistenza a e decessi correlati
L’antibiotico resistenza “è un problema reale - ha detto - l’impiego razionale degli antibiotici ha creato quello che ci si aspettava, cioè che determinati batteri imparano a convivere con gli antibiotici e sviluppano delle difese per cui gli antibiotici non sono attivi. L’Italia è purtroppo un paese che primeggia da questo punto di vista, un primato che non vorremmo avere. Nel 2022 abbiamo avuto qualcosa come 10mila morti determinati dal fatto che le infezioni che si sono sviluppate, soprattutto ospedaliere, non hanno trovato antibiotici che fossero efficaci. È un terzo di tutta la mortalità che si calcola in Europa dove si calcola che siano stati 30mila i morti dovuti all’antibiotico resistenza. Noi siamo, in rapporto con la popolazione, i maggiori utilizzatori di antibiotici”.
Diverse le ragioni: “I medici prescrivono spesso antibiotici per malattie virali a scopo preventivo ma questo è un errore perché l’antibiotico si prescrive quando c’è qualcosa da colpire”. Inoltre, in Italia ci sono molti allevamenti intensivi, “8 milioni di bovini, 9 milioni di suini, 500 milioni di gallinacei. Per evitare infezioni utilizzano molti antibiotici che concorrono a rinforzare la resistenza. C’è anche un uso notevole di antibiotici anche per animali domestici come cani e gatti”.
Infine, c’è un tema di confezionamento degli antibiotici che crea usi impropri o dispersione di medicinali: “In Inghilterra i medici prescrivono 12 compresse e il farmacista dà 12 compresse, quelle che sono appunto necessarie per una terapia; da noi purtroppo non si riesce a ottenere questa situazione”.
In Italia, ha concluso Garattini, “manca sostanzialmente la medicina del territorio e quindi manca la medicina di prossimità. La gente va al pronto soccorso perché non trova aiuto da parte di medici di medicina generale che di fatto andavano bene tanti anni fa. Credo molto nelle case della comunità: 20, 30 medici che si mettono insieme e che assicurino ambulatori aperti 8 ore al giorno per 7 giorni alla settimana. Questo darebbe grande respiro ai pronto soccorso”.
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