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16 Luglio 2024

Assistente del farmacista, preoccupa deriva professionale. Segnalate ad Antitrust false promesse formative

La proposta della figura dell’assistente del farmacista rischia di erodere dall’interno la professionalità e l’identità del farmacista oltre a creare spazi per derive nelle offerte formative. Segnalati ad Antitrust inserzioni ingannevoli

di Francesca Giani


Assistente del farmacista, preoccupa deriva professionale. Segnalate ad Antitrust false promesse formative

La proposta della figura dell’assistente del farmacista rischia di erodere dall’interno la professionalità e l’identità del farmacista e di spalancare le porte alla disgregazione di un ruolo sanitario faticosamente costruito e di un sistema posto a tutela dei pazienti. È il timore di una deriva a spingere due Ordini – quello di Messina e quello di Roma - a schierarsi pubblicamente nel dibattito aperto da Assofarm, richiedendo una presa di posizione da parte della Fofi e delle rappresentanze della farmacia privata. Intanto, sono partite anche alcune segnalazioni al Garante da parte del MNLF in relazione ad annunci presenti in rete relativi a corsi di formazione a pagamento che promettono sbocchi lavorativi come assistenti farmacisti, che «non esistono, non sono previsti dal Contratto di lavoro e non hanno valore legale». 

Figura dell’Assistente farmacista: alcuni Ordini sollecitano presa di posizione 

A esprimere contrarietà nel dibattito rilanciato in più occasioni da Assofarm, relativo alla introduzione, in funzione di supporto, della figura di Assistente del farmacista, da formare con laurea triennale, sono anche due Ordini dei farmacisti. Nei giorni scorsi, è stato il presidente dell’Ordine di Messina, Sergio Papisca, come riportato da Rifday, ad avanzare la richiesta di «un tempestivo e autorevole intervento contro la proposta della figura di Assistente del Farmacista», in una lettera diretta al presidente della Fofi, Andrea Mandelli, e indirizzata, per conoscenza, a tutti gli Ordini. Tale proposta, ha scritto Papisca, non può rappresentare in alcuno modo «la risoluzione della problematica connessa alla carenza di farmacisti», ma, anzi, costituisce, piuttosto, «la camera della morte della nostra professione». La figura dell’Assistente del farmacista «non potrà mai surrogare quella del Farmacista» e per altro tale soluzione rischia anche di «minare l’esistenza delle piccole farmacie, fiore all’occhiello della farmacia italiana».

«La carenza di personale laureato va affrontata avendo presenti le necessità derivanti dai nuovi servizi» e soprattutto «non è più possibile prescindere dalla revisione dei contratti di lavoro, così da riconoscere ai collaboratori farmacisti una più idonea retribuzione, anche in relazione alle mansioni che vengono svolte».

Bene il segnale dato con la proposta di «incremento programmatico del numero» relativo al fabbisogno formativo di farmacisti, contenuto nel documento che ha appena ricevuto l’ok della Stato Regioni, ma da solo «non potrà bastare, se non sarà resa tangibile ai giovani l’opportunità di scegliere una professione che consentirà loro una vita dignitosa, svolgendo un lavoro adeguatamente remunerato».

Il rischio è la disgregazione del profilo professionale del farmacista

A dare man forte è Emilio Croce, presidente dell’Ordine di Roma, in una nota di oggi: «Non credo che siano necessarie troppe parole per spiegare i rischi esiziali connessi alla proposta dell’assistente del farmacista, che trova una sua comprensibilità se si ragiona di farmacia esclusivamente in termini economico-aziendali». La farmacia però «è ben altro: un presidio sanitario di prossimità, organico al sistema sanitario pubblico nazionale, che grazie ai farmacisti che vi lavorano dispensa un bene esistenziale, il farmaco, ed eroga altri servizi e prestazioni volti a tutelare e garantire la salute della popolazione. Ammettere in farmacia una figura tecnica, il cui asserito supporto al farmacista altro non sarebbe che il via libera all’esercizio vicario delle sue funzioni da parte di un soggetto inadeguato, perché professionalmente meno qualificato, inevitabilmente spalancherebbe le porte alla veloce disgregazione del profilo di professionista sanitario, alla sua identità». Verrebbe così «erosa dall’interno la figura professionale del farmacista, ovvero la figura che rende la farmacia ciò che è e ne giustifica il ruolo e le funzioni pubbliche riconosciute e regolamentate dalla Stato». 

Per questo è necessaria «la ferma opposizione del mondo ordinistico, a partire dalla Fofi, ma anche delle sigle che rappresentano la farmacia privata» e per questo «l’Ordine di Roma ribadisce il suo no deciso e totale a tale ipotesi, in assoluta continuità con le posizioni già pubblicamente espresse in passato a tutela della professione, come in occasione della battaglia contro l’abuso del tirocinio quale forma di inquadramento lavorativo in farmacia». Quello che si rende necessario «chiarire è che ogni tentativo, anche quando animato dalle migliori intenzioni, che possa comportare il rischio di attivare dinamiche di erosione dello spessore e della dignità della figura professionale del farmacista non devono passare», ma, sono le conclusioni dei due Ordini, vanno «fermate sul nascere». 

Segnalate all’Agcm inserzioni «ingannevoli» relative ad alcuni corsi di formazione

Intanto, il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti, che in diverse occasioni ha manifestato contrarietà alla proposta, ha provveduto a segnalare all’Antitrust, per le valutazioni del caso, alcune inserzioni diffuse in rete a proposito di corsi di formazione relativi all’Assistente farmacista che promettono sbocchi professionali «non possibili, sulla base dell’attuale ordinamento». I «messaggi» è la denuncia del MNLF «inducono a pensare che la partecipazione a tali corsi dia accesso a un lavoro in farmacia da “Assistente farmacista” - ruolo per altro nemmeno previsto nel CCNL - e che tale figura sia realmente esistente. In alcuni corsi, per esempio, si afferma che l’Assistente farmacista ha il compito di somministrare i farmaci – compito che non è assegnato nemmeno al farmacista in farmacia - oppure che il percorso formativo prepari alla vendita di prodotti farmaceutici on-line». E ancora: la presentazione «può indurre a ritenere che la certificazione rilasciata abbia un valore internazionale, perché validata da un notaio europeo, e in alcuni casi viene offerta una doppia certificazione» per svolgere più ruoli. «In un caso, per esempio, accanto all’Assistente farmacista compare anche un non ben identificato esperto in Lotti. In nessuno dei casi - tranne che all’interno di una brochure e in modo non chiaro - si dice in maniera esaustiva che tali corsi non sono abilitanti e che la figura professionale non esiste nel panorama delle attività lavorative in farmacia». Da qui la segnalazione al Garante, per richiedere una verifica e un intervento anche per «stoppare ogni falsa promessa venga rilevata e sanzionare le aziende che non dovessero interrompere tali pratiche». 

TAG: MOVIMENTO NAZIONALE LIBERI FARMACISTI (MNLF), ORDINE DEI FARMACISTI, ASSISTENTI FARMACISTI, FORMAZIONE, FARMACISTI

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