occhi
08 Luglio 2026Dai fattori di rischio alla scelta dei colliri, le indicazioni per proteggere la superficie oculare, gestire i sintomi e prevenire i disturbi più frequenti durante la stagione estiva.

Irritazione, arrossamento, secchezza degli occhi, congiuntiviti e fotofobia sono tra i disturbi più frequenti, per i quali prevenzione, protezione della superficie oculare e individuazione degli interventi più appropriati rappresentano aspetti centrali nella gestione dei sintomi. Inoltre, durante la stagione estiva sole, caldo persistente, aria condizionata, vento, sabbia, salsedine e cloro possono mettere a dura prova la salute degli occhi. A questi fattori si aggiungono l’uso prolungato delle lenti a contatto, l’esposizione ai videoterminali, alla polvere e agli allergeni.
Tra i principali disturbi oculari che ci troviamo a dover gestire rientrano irritazione e bruciore.
L’arrossamento è conseguenza della dilatazione dei vasi sanguigni superficiali presenti nella sclera, cioè la parte bianca dell’occhio. Ricordiamo, come avviene per altri organi, la comunicazione che sussiste tra occhi e fegato: quando il fegato non riesce a eliminare le tossine, l’occhio ne risente mostrando rossore oppure un colorito giallognolo, ittero, nella sclera. Inoltre, il fegato è l’organo deputato a immagazzinare e rilasciare vitamina A, indispensabile per la salute dell’occhio. In presenza di danni epatici l’organismo può subirne un deficit, con conseguenze per gli occhi. Importante anche la correlazione tra occhio e sistema cardiovascolare, con possibile dilatazione dei vasi retinici e aumento pressorio.
Durante la stagione più calda è molto frequente anche il Dry Eye Evaporativo, una situazione di deficit lacrimale che, a causa dell’alterazione dell’equilibrio tra le tre componenti principali della lacrima – lipidica, acquosa e muco-mimetica – rende la superficie oculare più vulnerabile e a maggior rischio di sviluppare un’infiammazione cronica.
Tra le condizioni che possono presentarsi rientrano inoltre le congiuntiviti allergiche e/o infettive. Anche l’esposizione a forte irradiazione UV, in assenza di adeguata protezione, produce una rapida ustione del piano corneo-congiuntivale con sofferenza dell’epitelio corneale, che causa forte dolore, lacrimazione, blefarospasmo e fotofobia.
La fotofobia è un’ipersensibilità alla luce correlata a situazioni momentanee e non rappresenta una condizione patologica, a meno che non siano persistenti altri sintomi ad essa collegati.
La gestione dei disturbi oculari estivi passa innanzitutto dalla prevenzione e dalla protezione della superficie oculare, ma può richiedere interventi diversi in relazione alla natura e all’intensità dei sintomi. Alimentazione, integrazione, colliri e preparazioni specifiche rappresentano i principali ambiti di intervento.
Alla base della salute degli occhi c’è un giusto apporto di vitamine, minerali e Omega 3 che, grazie al loro potere antiossidante e protettivo, permettono alle cellule di resistere allo stress ossidativo legato all’invecchiamento e alla loro degenerazione, percorsi che portano inevitabilmente, come per qualsiasi altro organo, al deperimento e alla perdita progressiva della funzionalità ottimale.
A livello pratico possiamo quindi consigliare un’alimentazione ricca di frutta e verdura e l’integrazione di antiossidanti specifici per la funzione visiva, come luteina, astaxantina e zeaxantina, utili a proteggere la retina dalle radiazioni ultraviolette, ridurre le reazioni di fotosensibilizzazione e proteggere gli occhi dal danno ossidativo.
Tra le vitamine rientra in particolare il retinolo, vitamina A, che favorisce la visione crepuscolare e una corretta visione in situazioni di scarsa luminosità. La riboflavina, vitamina B2, la cui carenza può comportare bruciore, prurito, lacrimazione e sensibilità alla luce; la vitamina C, valido aiuto per contrastare l’effetto dei radicali liberi, prevenire le infezioni e rinforzare la parete dei vasi sanguigni; il tocoferolo, vitamina E, con un alto potere antiossidante utile nella prevenzione della cataratta e della degenerazione della macula.
Importanti anche i minerali essenziali per la vista, in primo luogo lo zinco, che protegge la retina dagli attacchi esterni e aumenta l’assorbimento della vitamina A, mentre il selenio si occupa dell'ossigenazione dei tessuti e del mantenimento della loro elasticità. Potassio e magnesio contribuiscono a mantenere idratato il gel vitreale all’interno dell’occhio.
I colliri rappresentano alleati fondamentali per la gestione dei disturbi oculari, ma quale consigliare? Esistono diversi tipi di collirio, da scegliere accuratamente a seconda dei componenti, dato che alcuni possono rivelarsi ulteriormente irritanti, come, per esempio, i conservanti.
I colliri che curano il rossore, contrastano la secchezza oculare, idratano la superficie dell’occhio e ripristinano l’equilibrio idrolipidico del film sono dedicati ai fastidi spesso legati ad abitudini scorrette o a fattori ambientali, come luci forti, vento, salsedine, cloro e stanchezza.
Può essere utile utilizzare colliri e gel oftalmici a base di acido ialuronico e trealosio, che contribuiscono a idratare e proteggere l’occhio e a migliorare la qualità del film lacrimale.
I colliri medicamentosi, spesso con obbligo di prescrizione, contengono invece una preparazione farmacologica e sono utilizzati in presenza di determinate patologie. La congiuntivite, ad esempio, può essere trattata con colliri adeguati a seconda della natura dell’infezione oppure con colliri antistaminici o cortisonici, se la congiuntivite è di natura allergica. Le lacrime artificiali saranno comunque utili per migliorare la protezione dagli agenti atmosferici e dare sollievo in caso di prurito e bruciore.
Un’altra differenza riguarda la confezione, distinguendo i colliri monodose da quelli richiudibili per un utilizzo reiterato. In quest’ultimo caso bisognerà prestare particolare attenzione alla data di scadenza, al metodo di conservazione e alla durata una volta aperta la confezione.
Le moderne tecnologie hanno portato alcune preparazioni senza conservanti a essere utilizzate, una volta aperte, per tre o sei mesi senza rischio di contaminazione.
I medicinali omeopatici possono essere presenti all’interno di colliri oppure assunti in forma sublinguale a diluizioni medio-basse.
I colliri a base di rimedi fitoterapici sono classificati spesso come dispositivi medici.
Tra gli accorgimenti utili per preservare il benessere oculare rientra una corretta idratazione, bevendo molta acqua, insieme alla protezione degli occhi con occhiali da sole con lenti fotocromatiche. È consigliabile abbinare all’uso degli occhiali anche un cappello con visiera, indicazione che vale in particolar modo per i bambini. Gli occhiali da sole dovrebbero essere indossati anche se il cielo è coperto, poiché le radiazioni ultraviolette penetrano nell’atmosfera anche attraverso le nuvole, così come in montagna e in prossimità di specchi d’acqua, dove l’effetto riverbero amplifica l’intensità dei raggi UV.
In piscina, al mare o in fiumi e laghi è consigliabile indossare appositi occhialini o maschere.
Infine, non bisogna toccare né strofinare gli occhi, ma asciugarli tamponando, per evitare di danneggiare la superficie oculare.
Siomi (Società Italiana di Omeopatia e Medicina Integrata)
TAG: COLLIRIO, OCCHI, SECCHEZZA OCULARE, MEDICINALI OMEOPATICISe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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