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24 Luglio 2024L’incidenza cumulativa del Long Covid nel primo anno dopo aver contratto l’infezione da SARS-CoV-2 è diminuita nel corso della pandemia, ha colpito meno nella fase Omicron rispetto a quelle Delta e pre-Delta. Sull’incidenza, monto hanno pesato i vaccini

L’incidenza cumulativa del Long Covid nel primo anno dopo aver contratto l’infezione da SARS-CoV-2 è diminuita nel corso della pandemia. Tuttavia, il rischio di sequele a lungo termine è rimasto sostanziale anche tra le persone vaccinate che hanno contratto l’infezione nell’era della variante Omicron. A evidenziarlo, sul New England Journal of Medicine, è un team della Washington University di St. Louis (USA) guidato da Yan Xie.
Il Long Covid, noto anche come Post-Acute Covid-19 Syndrome (PACS), può colpire diversi organi. Il rischio di questi effetti a lungo termine sembra aumentare con la maggiore gravità dell’infezione e con la presenza di comorbilità preesistenti, mentre sembra diminuire dopo la vaccinazione contro il Covid-19. Tuttavia, il virus SARS-CoV-2 è mutato durante la pandemia e sebbene il Long Covid sia stato documentato con diverse varianti virali, si è ipotizzato che la mutazione delle caratteristiche del virus e altri fattori, inclusa l’introduzione dei vaccini, potrebbero aver contribuito a una riduzione del rischio di sequele nel corso della pandemia.
Per fare luce su questi aspetti, il team americano ha confrontato il rischio e l’impatto del Long Covid durante le principali fasi della pandemia: l’era prima che la variante Delta diventasse dominante; l’era in cui la variante Delta era dominante; e l’era in cui era dominante la variante Omicron.
Nello studio sono stati inclusi dati da 441.583 veterani con infezione da SARS-CoV-2 contratta tra il 1° marzo 2020 e il 31 gennaio 2022 e 4.748.504 di controlli non infettati dal virus. Le persone coinvolte nello studio sono state seguite per un anno. Tra i non vaccinati infettati, l’incidenza cumulativa di Long Covid durante il primo anno dopo l’infezione è stata di 10,42 eventi per 100 persone (intervallo di confidenza al 95% [IC]: 10,22 - 10,64) nell’era pre-Delta, 9,51 eventi per 100 persone (IC 95%: 9,26 - 9,75) nell’era Delta e 7,76 eventi per 100 persone (IC 95%: 7,57 - 7,98) nell’era Omicron.
Tra le persone vaccinate, invece, l’incidenza cumulativa di Long Covid a un anno è stata di 5,34 eventi per 100 persone (IC 95%: 5,10 - 5,58), nell’era Delta, e di 3,50 eventi per 100 persone (IC 95%: 3,31 - 3,71), nell’era Omicron. Le persone vaccinate, dunque, a un anno dall’infezione avevano un’incidenza cumulativa di Long Covid inferiore, rispetto alle persone non vaccinate. Inoltre, l’analisi tra le diverse fasi della pandemia ha evidenziato che durante l’era Omicron, a un anno dall’infezione, vi sono stati 5,23 (IC 95%: 4,97 - 5,47) eventi Long Covid in meno per 100 persone rispetto alle ere pre-Delta e Delta combinate. In particolare, il 28,11% della diminuzione sarebbe stato attribuibile a effetti legati ai cambiamenti virali e ad altri effetti temporali, mentre il 71,89% sarebbe stato attribuibile ai vaccini.
Xie Y. et al., Postacute sequelae of SARS-CoV-2 infection in the pre-Delta, Delta, and Omicron eras. New England Journal of Medicine (2024) – doi: 10.1056/NEJMoa2403211
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