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26 Novembre 2024L'aderenza alla terapia è uno dei fattori determinanti per migliorare gli esiti di sopravvivenza nei pazienti oncologici. La gestione della complessità dei trattamenti e degli effetti collaterali richiede un approccio multidisciplinare che coinvolga non solo oncologi, ma anche figure chiave come i farmacisti

In un panorama dove i trattamenti innovativi portano nuove speranze per i pazienti, emerge una sfida altrettanto importante: assicurare l’aderenza alla terapia che si rivela un elemento cruciale per migliorare i risultati clinici, riducendo significativamente il rischio di recidiva e migliorando la sopravvivenza globale. I dati presentati al congresso ESMO di quest'anno confermano non solo l'efficacia delle terapie, ma anche l'urgente necessità di superare le barriere che ostacolano un'adesione ottimale al trattamento.
Nel primo studio, i ricercatori hanno analizzato un campione di 6.930 pazienti con carcinoma mammario primario non metastatico, diagnostico tra il 2010 e il 2015. L'obiettivo dello studio era valutare l'aderenza alla terapia endocrina adiuvante e il suo impatto sulla sopravvivenza complessiva e libera da recidiva. L'analisi ha messo in luce come l'aderenza alla terapia sia strettamente correlata a un miglioramento significativo della sopravvivenza. Infatti, nei pazienti che hanno seguito il trattamento, si è osservato un Hazard Ratio di 0,73 per la sopravvivenza libera da recidiva e di 0,59 per la complessiva, valori nettamente superiori rispetto al gruppo non aderente, dove tali rapporti erano rispettivamente di 0,49 e 0,40.
In un altro studio presentato al congresso, sono stati esaminato quali fattori ostacolino un’adesione ottimale alla terapia con farmaci antitumorali orali, coinvolgendo 500 pazienti con carcinoma mammario, suddivisi in due gruppi: metastatico e non metastatico. L’aderenza è stata misurata utilizzando la Morisky Medication Adherence Scale (MMAS-8) e il Medication Possession Ratio (MPR). I risultati hanno mostrato un tasso di aderenza del 46,4% secondo la MMAS-8 e del 71% secondo il MPR, con un'aderenza generalmente inferiore nel gruppo non metastatico. Lo studio ha rivelato una correlazione significativa tra la ridotta aderenza e la gravità degli effetti collaterali, tra cui dolore muscoloscheletrico, affaticamento e vampate di calore, che hanno maggiormente compromesso la continuità del trattamento nei pazienti non metastatici. Inoltre, è emerso che la durata della terapia influenzava i livelli di aderenza: i trattamenti più brevi favorivano un’adesione maggiore, mentre le terapie prolungate rappresentavano una barriera per la continuità del trattamento.
I risultati presentati all'ESMO 2024 evidenziano chiaramente la necessità di potenziare le strategie educative e di supporto per le pazienti in terapia oncologica. La gestione della complessità dei trattamenti e degli effetti collaterali richiede un approccio multidisciplinare che coinvolga non solo oncologi, ma anche figure chiave come i farmacisti. Garantire un sostegno continuo può aiutare le pazienti a superare le sfide e migliorare l'aderenza a lungo termine.
Fonti:
European Society for Medical Oncology Congress; September 13-17, 2024; Barcelona, Spain. Abstract 286P
European Society for Medical Oncology Congress; September 13-17, 2024; Barcelona, Spain. Abstract 376P
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