oncologia
19 Dicembre 2024Un nuovo studio, pubblicato su JAMA Oncology, rivela che negli ultimi 45 anni la prevenzione e lo screening hanno salvato 4,75 milioni di vite, riducendo i decessi per cancro al seno, cervice, colon-retto, polmone e prostata

Negli ultimi decenni, la mortalità per cancro è diminuita grazie a interventi sempre più efficaci, ma fino ad oggi non era mai stato valutato sistematicamente quanto ciascun intervento – prevenzione, screening o trattamento – abbia contribuito a questo risultato per i tumori più comuni. Un nuovo studio, condotto dai ricercatori del National Cancer Institute (NCI), ha analizzato, dal 1975 al 2020, quante vite sono state salvate grazie ai diversi interventi.
Utilizzando dati sulla mortalità per cancro, incidenza, fattori di rischio e sopravvivenza, combinati con modelli avanzati, è stato possibile stimare il numero di decessi evitati per ciascun tumore.
I risultati dello studio hanno rivelato che, dei 5,94 milioni di decessi evitati, ben 4,75 milioni sono stati attribuiti alla prevenzione e allo screening, sottolineando il ruolo fondamentale di questi interventi.
Smettere di fumare si è rivelato decisivo nel ridurre la mortalità per tumore ai polmoni, contribuendo a prevenire il 98% dei 3,45 milioni di decessi evitati, sottolineando l’importanza delle campagne di sensibilizzazione contro il fumo e delle politiche di controllo del tabacco. Per il tumore della cervice uterina, lo screening con Pap test e test HPV è stato altrettanto efficace, prevenendo il 100% dei 160.000 decessi stimati grazie alla diagnosi precoce e alla rimozione tempestiva delle lesioni precancerose. Anche nel caso del tumore del colon-retto, lo screening ha avuto un impatto cruciale: la rimozione dei polipi precancerosi ha evitato il 79% dei 940.000 decessi stimati.
Per il tumore al seno, la combinazione tra trattamenti innovativi e diagnosi precoce tramite mammografia ha permesso di evitare un milione di decessi. Di questi, il 75% è stato attribuito ai progressi terapeutici e il 25% allo screening. Infine, per il tumore alla prostata, il test PSA ha contribuito al 56% dei 360.000 decessi evitati, con il restante 44% attribuito ai miglioramenti nei trattamenti. Questi risultati evidenziano come la prevenzione, lo screening e i trattamenti debbano lavorare in sinergia per ridurre la mortalità e migliorare le prospettive di salute dei pazienti
In questo scenario, il ruolo dei farmacisti emerge come fondamentale nel sensibilizzare la popolazione sull'importanza della prevenzione e nell’incoraggiare l’adesione ai programmi di screening oncologico. Grazie alla loro presenza capillare e al rapporto di fiducia che instaurano con i pazienti, i farmacisti rappresentano un punto di riferimento centrale per informare sui principali fattori di rischio, come il fumo, una dieta poco equilibrata o uno stile di vita sedentario, e sui principali test di screening. La farmacia, in molti casi, non è solo un luogo di informazione ma diventa anche un punto operativo dove questi esami possono essere distribuiti e prenotati, garantendo un accesso più semplice e rapido allo screening precoce. La sinergia tra sensibilizzazione, prevenzione e trattamento è quindi essenziale per un approccio integrato e multidisciplinare che possa continuare a salvare vite e migliorare le prospettive di salute pubblica.
Fonte:
https://jamanetwork.com/journals/jamaoncology/article-abstract/2827241
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