farmacisti
27 Dicembre 2024Con la ricognizione terapeutica il farmacista, raccogliendo dati e valutando le terapie, determina i problemi correlati ai farmaci e crea un piano per risolverli in un processo condiviso con il paziente

La polifarmacia rappresenta un enorme problema di salute pubblica. Nel tentativo di contrastare il fenomeno, è utile che chiunque utilizzi farmaci da prescrizione, farmaci da banco e/o integratori consulti un professionista sanitario come il farmacista, soprattutto se assume diversi farmaci o soffre di più patologie. I farmacisti, infatti, garantiscono che il farmaco sia adatto al paziente e alle sue condizioni. A evidenziarlo è Kathleen Kenny che ha spiegato il fenomeno e il ruolo del farmacista in un articolo pubblicato su PharmacyTimes.
La polifarmacia è definita come l’assunzione di cinque o più farmaci al giorno e ha un significativo impatto sul paziente e sui costi dell’assistenza sanitaria. Sebbene, infatti, siano comunemente necessari più farmaci per gestire condizioni di salute acute e croniche, la polifarmacia può causare danni all’organismo. La prevalenza stimata della polifarmacia è del 37% per la popolazione generale e fino al 65% per coloro che hanno 65 anni e più. I pazienti in polifarmacia hanno una probabilità del 50% di andare incontro a interazioni farmacologiche dannose. Inoltre, la polifarmacia è responsabile di quasi il 30% di tutti i ricoveri.
I fattori che contribuiscono alla polifarmacia possono essere diversi. Vi sono quelli correlati al paziente, che includono età, condizioni croniche o il fatto di vivere in una struttura di residenza a lungo termine, e anche l’automedicazione è un fattore che contribuisce al fenomeno, se i pazienti assumono farmaci senza consultare un professionista sanitario. Tali prodotti possono includere vitamine, integratori e prodotti da banco, con un aumento del rischio di effetti avversi. In ultimo, il mancato adeguato aggiornamento delle cartelle cliniche e le prescrizioni senza individualizzare la terapia possono essere fattori che contribuiscono alla polifarmacia.
La polifarmacia non è sempre negativa e può anche rendersi necessaria per alcuni pazienti con molteplici condizioni croniche. Tuttavia, il rischio di non assumere i farmaci come indicato aumenta con il numero di farmaci prescritti. Inoltre, la polifarmacia aumenta il rischio di interazioni farmaco-farmaco, nonché di eventi avversi, deterioramento cognitivo, cadute, ricoveri ed errori di prescrizione. Rilevare la polifarmacia inappropriata e ottimizzare i regimi farmacologici è fondamentale, dunque, per migliorare gli outcome dei pazienti.
Tra gli interventi per contrastare la polifarmacia vi sono migliorare l’appropriatezza dei farmaci, ridurre i farmaci prescritti in modo improprio e ridurre le omissioni di prescrizione. Il farmacista può mettere in atto questi interventi attraverso la ricognizione terapeutica, un processo di raccolta di dati specifici del paziente e di valutazione delle terapie farmacologiche per determinare i problemi correlati ai medicinali e creare un piano per risolverli attraverso un processo decisionale condiviso.
Fonte:
Kenny K. Understanding the risks of polypharmacy. PharmacyTimes (2024); 90(11)
https://www.pharmacytimes.com/view/understanding-the-risks-of-polypharmacy
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