Vaccini
10 Gennaio 2025I dai del Veneto confermano il ruolo delle farmacie, sia a livello regionale che locale, come punti di riferimento per la prevenzione, grazie alla loro vicinanza alla popolazione, agli orari flessibili e all’assenza di liste d’attesa

Nella campagna vaccinale 2024/2025, le 475 farmacie del Veneto abilitate alla vaccinazione hanno registrato un significativo aumento delle vaccinazioni antinfluenzali, raggiungendo quota 52.573 nelle prime 13 settimane, con un incremento del 39,6% rispetto alle 37.650 dello stesso periodo dell’anno precedente. Per quanto riguarda le vaccinazioni contro il Covid-19, al 5 gennaio 2025 sono state somministrate 12.827 dosi in 200 farmacie della Regione. In provincia di Verona le 113 farmacie del territorio hanno effettuato 13.265 vaccinazioni antinfluenzali e 3.295 anti-Covid. L’aggiornamento dei dati arriva dalle organizzazioni territoriali della provincia, Federfarma e Farmacieunite
“Questi dati confermano l’efficacia dell’impegno continuo di sensibilizzazione da parte dei farmacisti, in sinergia con le indicazioni ministeriali, in un contesto molto ampio di prevenzione e di educazione alla salute in farmacia – dichiara Arianna Capri, consigliere di Farmacieunite e referente per la provincia di Verona -. Le farmacie si confermano per la popolazione il primo approdo sanitario di vicinanza facilitando l’accesso alle vaccinazioni con orari di apertura estesi e in assenza di liste d’attesa, senza necessità di appuntamento”.
Particolarmente significativo è risultato il contributo alle vaccinazioni da parte di farmacie ubicate in zone prive di medici di famiglia offrendo ai residenti prossimità del servizio e facilità di accesso allo stesso. Inoltre, il sistema logistico delle farmacie territoriali ha consentito autonomia di approvvigionamento dei vaccini convenzionati della Regione Veneto, permettendo di rispondere tempestivamente alle richieste della popolazione senza incorrere in carenze logistiche, talvolta in collaborazione con i medici di famiglia, laddove rimasti sprovvisti.
“Le farmacie sono state spesso l’unico riferimento territoriale per accedere anche a questa importante campagna vaccinale, utile soprattutto per i pazienti fragili e per i loro familiari- conclude la dottoressa Capri –. È indubbio che tutto questo riconosce la capacità della farmacia di fornire risposte tangibili sia al Servizio Sanitario Nazionale, sia alla popolazione, mediante strategie performanti di prevenzione, accanto alla quotidiana dispensazione dei farmaci e all’assistenza al paziente nelle terapie farmacologiche.
“L’invito alla popolazione è di continuare a mettere in atto tutti quegli atteggiamenti legati alla prevenzione che tutelano noi stessi e chi ci sta vicino perché il peggio non è ancora passato, secondo le previsioni degli infettivologi – spiega Elena Vecchioni, presidente Federfarma Verona -. Soprattutto coloro che non si sono vaccinati sono più esposti a contrarre l’influenza stagionale con febbre in media per una settimana, quindi più a lungo rispetto agli anni scorsi. La malattia infettiva si diffonde con facilità soprattutto nei luoghi chiusi e affollati, negli ambienti lavorativi e nelle scuole. Abbiamo imparato in emergenza durante la pandemia da SARS-CoV-2 che l’uso di mascherine, gel igienizzanti, distanziamento, ma anche starnutire e tossire nell’incavo del gomito sono pratiche necessarie, nonché atteggiamenti civili da mettere quotidianamente in atto per arginare il contagio del Covid e dell’influenza, che in questa stagione invernale risulta particolarmente insidiosa per tutti e in particolare per le persone fragili vista la sua virulenza".
“Questi adattamenti comportamentali dovrebbero fa parte del nostro stile di vita quotidiano, preservando non solo da questa prevista recrudescenza influenzale, ma agendo come efficaci barriere anche in caso di eventuali eventi pandemici futuri - conferma Gianmarco Padovani, vicepresidente Federfarma Verona -. Solo per fare un esempio attuale il metapneumovirus (Hmpv), che identifica virus trasmissibili per lo più da contatto o goccioline di saliva e circolano ampiamente in questo periodo in Oriente. Se non riusciamo a imparare le lezioni igieniche impartiteci dal Covid, la prossima volta la potremmo pagare ben più cara. E i virologi affermano che il pericolo è certo. La storia ci insegna che la prossima pandemia sarà una questione di quando, non di se. Potrebbe essere causata da un virus influenzale, da un coronavirus modificatosi, da una malattia ancora sconosciuta. A quel punto, e giocare d’anticipo è sempre meglio, le abitudini comportamentali e la condivisione delle informazioni saranno strumenti indispensabili per contingentarla”.
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