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06 Febbraio 2025Un nuovo studio, pubblicato nel Journal of Clinical Pharmacy, evidenzia l'importanza del supporto del farmacista nella revisione dell’armadietto dei medicinali, nella prevenzione di errori terapeutici e nella promozione di una gestione più consapevole dei farmaci, anche nello smaltimento

Il 67,3% dei pazienti conserva i medicinali in ambienti inadeguati, circa uno su 4 gestisce male i farmaci con cui è in cura, una quota più alta gestisce male quelli che non usa più da tempo, e molti assumono prodotti scaduti. L’intervento del farmacista nella revisione dell’armadietto dei medicinali ha migliorato la sicurezza terapeutica, ridotto lo spreco di farmaci e smaltito correttamente il 20% dei farmaci con una prevalenza di analgesici, FANS e antibiotici. I dati sono stati raccolti con una ricerca condotta in 10 farmacie di comunità spagnole e i risultati sono stati pubblicati nel Journal of Clinical Pharmacy.
La gestione sicura ed efficace dei farmaci a domicilio è un elemento essenziale per la salute pubblica e l'armadietto dei medicinali rappresenta uno strumento fondamentale, ma spesso viene trascurato, portando a problemi di automedicazione, conservazione impropria e accumulo di farmaci scaduti o non più necessari. In questo contesto, una nuova ricerca condotta nelle farmacie di comunità ha evidenziato il ruolo cruciale del farmacista come promotore della salute e della sostenibilità ambientale.
L'iniziativa ha coinvolto 10 farmacie, prevedendo una revisione approfondita dell’armadietto dei medicinali per analizzare la corretta conservazione dei farmaci e sensibilizzare i pazienti sul loro utilizzo. I farmaci sono stati distinti in:
- farmaci per trattamento in corso (ATD), prescritti per patologie in corso come antipertensivi e antidiabetici
- farmaci non più utilizzati (MPSA) che includevano dispositivi medici, e prodotti per l'auto-cura, integratori e creme dermatologiche presenti nell’armadietto dei farmaci.
I farmacisti hanno analizzato i farmaci con i pazienti e hanno poi fornito consigli personalizzati e materiali educativi per migliorarne la gestione.
I risultati hanno rivelato che il 67,3% dei pazienti conservava i propri farmaci in ambienti inadeguati, come la cucina o il bagno, esponendoli a condizioni che possono comprometterne la stabilità e l’efficacia terapeutica.
Tra i pazienti che assumevano ATD, il 26,4% mostrava criticità, tra cui una gestione impropria della conservazione (27,9% dei casi), una conoscenza insufficiente del farmaco (26,5%) e difficoltà nell’aderenza alla terapia (20,4%).
Allo stesso modo, il 48,1% dei pazienti in terapia con MPSA evidenziava problematiche rilevanti, in particolare l’utilizzo di farmaci scaduti (48,0%), la prosecuzione di terapie non più necessarie (20,7%) e una mancata comprensione delle modalità di assunzione (12,1%).
Questi dati sottolineano la necessità di potenziare l’educazione sanitaria e il ruolo del farmacista nel supporto alla gestione terapeutica, al fine di migliorare l’aderenza, ridurre gli sprechi e garantire un uso appropriato dei farmaci.
Per ottimizzare la gestione dei farmaci a domicilio, i farmacisti hanno implementato strategie mirate, tra cui la personalizzazione delle informazioni fornite ai pazienti, la diffusione di linee guida per un uso più consapevole dell’armadietto dei medicinali e interventi volti a migliorare l'aderenza terapeutica.
Durante la revisione, è stata anche migliorata la gestione e lo smaltimento dei farmaci, con i pazienti che hanno eliminato il 20% attraverso i punti SIGRE (sistema integrado de gestión y recogida de envases y residuos de medicamentos) il sistema di raccolta e gestione dei rifiuti farmaceutici presente nelle farmacie della Spagna.
Questo processo ha permesso di smaltire principalmente analgesici, farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) e antibiotici, molti dei quali erano conservati in modo inadeguato o non più necessari, garantendo così una maggiore sicurezza terapeutica e una riduzione dell'impatto ambientale.
Gli autori evidenziano come l'integrazione della revisione dell’armadietto dei medicinali nei servizi delle farmacie comunitarie rappresenti un'importante opportunità per potenziare la sicurezza dei pazienti e promuovere un uso più consapevole e responsabile dei medicinali. Nonostante i risultati positivi, lo studio presenta alcune limitazioni, come il campione ridotto e la mancata analisi di variabili sociodemografiche più ampie. Studi futuri dovrebbero approfondire l'impatto economico dello smaltimento dei farmaci, l'efficacia delle campagne di sensibilizzazione e il ruolo delle nuove tecnologie nell'aderenza terapeutica.
Fonte:
https://www.farmaceuticoscomunitarios.org/en/node/3921/full
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