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11 Febbraio 2025Secondo il virologo Roberto Burioni in Italia il 50% dei genitori sceglie di non vaccinare i propri figli contro il Papillomavirus (Hpv) a causa della disinformazione

Le persone sono molto spaventate dalla possibilità di sviluppare il cancro ma di fronte alla possibilità di vaccinare i propri figli contro il Papillomavirus (Hpv) che può causare diverse forme tumorali, “solo il 50% dei genitori sceglie di vaccinare i propri figli, l'altro 50% rifiuta l'immunizzazione a causa della disinformazione”. Lo afferma il virologo Roberto Burioni, intervenuto da remoto al 22esimo Congresso nazionale della Sitox - Società italiana di tossicologia, in corso a Bologna.
“La disinformazione è un problema gravissimo, che porta a dare più peso all'istinto che alla scienza – ha commentato. - Le persone hanno paura, giustamente, del cancro. Eppure, esiste un vaccino in grado di prevenire il tumore del collo dell'utero. Ogni anno, in Italia, 4.000 donne ricevono questa diagnosi e circa 1.000 ne muoiono. Non è accettabile che, nonostante la disponibilità di un vaccino gratuito, così tanti genitori decidano di non proteggere i propri figli”.
Burioni ha ricordato la solidità dei dati scientifici: "Negli ultimi 18 anni sono state somministrate 900 milioni di dosi di vaccino anti-Hpv. È un vaccino estremamente sicuro ed efficace, con effetti collaterali praticamente nulli. Nei Paesi in cui è stato utilizzato in modo esteso, come Australia e Scozia, il cancro del collo dell'utero è praticamente scomparso. Eppure, in Italia il 50% dei genitori continua a rifiutare la vaccinazione per i propri figli, che viene offerta gratuitamente a 12 anni. Questo dimostra che il problema non è la mancanza di prove scientifiche”.
“Il processo di conoscenza scientifica è profondamente innaturale e richiede educazione. Il nostro modo di ragionare, invece, è istintivo: tendiamo a collegare eventi vicini tra loro con un falso rapporto di causa-effetto. Lo vediamo, ad esempio, con i malori attribuiti al vaccino anti-Covid: se una persona muore improvvisamente, si pensa subito che sia stato il vaccino. Allo stesso tempo, se qualcuno muore perché non vaccinato, si diffonde l'idea che sia stato vittima di Big Pharma. È questa distorsione della realtà che ostacola la fiducia nella scienza”.
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