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19 Febbraio 2025

Truffa e false ricette, farmacista condannata a risarcire un milione e 200mila euro per danno erariale

Titolare di farmacista di Bergamo condannata per aver falsificato ricette mediche per farmaci ad alto costo per la Corte dei conti deve risarcire erario per oltre un milione di euro

di Simona Zazzetta


Truffa false ricette farmacista condannata risarcire

Si è conclusa con la richiesta di un risarcimento dei danni erariali e d’immagine per l’Ats, stimati oltre un milione e 200mila euro, la vicenda giuridica della farmacista titolare della provincia di Bergamo accusata di aver falsificato una serie di ricette, intestate a pazienti ignari, per ordinare farmaci ad alto costo rimborsati dal Servizio sanitario nazionale. Il risarcimento è stato definito da una sentenza emessa dalla Corte dei conti e quando sarà esecutiva lo Stato potrà muoversi per il risarcimento. 

False ricette per farmaci ad alto costo rimborsati Ssn

La vicenda, segnalata da Farmacista33 ad aprile 2021, quando la farmacista è stata accusata nell’ambito dell'inchiesta dei Nas FarmacoMAT, è già stata oggetto di un procedimento penale, come ricostruito ora dalla stampa locale, che aveva portato nel luglio 2023 al patteggiamento di una condanna a due anni con pena sospesa.

La sentenza del Tribunale di Bergamo aveva inoltre determinato la confisca di beni per un valore di circa 800mila euro. Secondo l'impianto accusatorio, la farmacista avrebbe falsificato numerose prescrizioni mediche per ottenere farmaci costosi, regolarmente pagati ai fornitori ma mai effettivamente distribuiti ai pazienti.

Alcuni di questi medicinali sarebbero rimasti in magazzino o sarebbero stati smaltiti. L'attività illecita era emersa in seguito alla segnalazione di un'azienda farmaceutica, insospettita dall'anomalo incremento degli ordini.

Le indagini hanno rivelato che, tra aprile e dicembre 2020, la farmacia in questione aveva acquistato un quantitativo di farmaci per trapiantati pari a tre volte il totale venduto nell'intera provincia.

L'inchiesta Farmacomat, condotta dai carabinieri del NAS, aveva portato a un'ispezione della farmacia con il sequestro di medicinali e ricette. Dalle intercettazioni telefoniche era emerso che la farmacista, in una conversazione con un familiare, aveva ammesso di aver falsificato le ricette per incrementare il fatturato.

La decisione della Corte dei conti

Dopo la condanna penale, la Corte dei conti ha ora stabilito il risarcimento per il danno patrimoniale e di immagine arrecato al Servizio sanitario nazionale stimato in 1.129.260,75 euro, per danno patrimoniale e 50 mila euro inclusi nel totale, d’immagine all’Ats.

Sebbene la difesa non abbia ancora deciso se impugnare la sentenza, la farmacista, nel frattempo radiata dall'Ordine, ha presentato ricorso contro il provvedimento disciplinare, che resta quindi sospeso fino alla decisione definitiva. La farmacia, nel frattempo, ha continuato la sua attività sotto una nuova gestione.

Per i giudici della Corte dei conti non c’è “nessun concorso di colpa di Ats”, sostenuto dalla difesa. Per la Corte la Ats “vittima di una frode, si è attivata non appena ne ha avuto contezza, collaborando attivamente con gli inquirenti e in tal modo evitando il verificarsi di ulteriori pregiudizi, né sono emersi profili di colpevole omissione di controllo”. I conteggi del danno hanno tenuto conto del rimborso di Ats alla farmacia e di quanto la farmacia spese per comprare quei farmaci, che però non era giustificata ad acquistare.

TAG: RICETTE FALSE, CORTE DEI CONTI, RISARCIMENTO E INDENNIZZO

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