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13 Marzo 2025Recupero e riuso delle eccedenze di farmaci aziendali e domiciliari: un nuovo modello operativo di rete contro lo spreco farmaceutico è un'iniziativa avviata il 1° settembre 2023, conclusa il 28 febbraio 2025, in Lombardia. Ecco i risultati

Sono oltre 3,7 milioni di euro in medicinali donati a 38 realtà socio-assistenziali lombarde grazie al progetto "Recupero e riuso delle eccedenze di farmaci aziendali e domiciliari: un nuovo modello operativo di rete contro lo spreco farmaceutico", promosso da Banco Farmaceutico con il sostegno di Regione Lombardia. In totale, sono state raccolte e donate 207.269 confezioni di farmaci, per un valore complessivo di 3.738.060 euro.
Il progetto, avviato il 1° settembre 2023 e conclusosi il 28 febbraio 2025, è stato reso possibile grazie a un contributo di 100.000 euro stanziato da Regione Lombardia nell'ambito del bando Terzo Settore Triennio 2023-2025. Questo finanziamento ha consentito di potenziare il programma Recupero Farmaci Validi, uno dei principali canali di raccolta di Banco Farmaceutico, migliorando in particolare la corrispondenza tra i farmaci richiesti e quelli donati. Questo ha permesso di rispondere in modo più preciso e mirato ai bisogni espressi dalle realtà assistenziali coinvolte.
L'iniziativa ha visto la partecipazione attiva di diversi partner, tra cui la Fondazione Banco Farmaceutico ETS in qualità di capofila, l'Associazione Banco Farmaceutico Milano ODV, la Fondazione Bartolomeo Spada di Schilpario (BG), il Volontariato Caritas Salesiani di Sesto San Giovanni (MI) e l'Associazione Pane di Sant'Antonio Onlus di Varese.
Sergio Daniotti, presidente della Fondazione Banco Farmaceutico ETS, ha sottolineato l'importanza del progetto, evidenziando come esso abbia contribuito a rafforzare un sistema virtuoso di recupero e redistribuzione dei farmaci.
"Siamo grati alla Regione perché, grazie a questo progetto, si è dato slancio ulteriore a un sistema virtuoso di recupero e redistribuzione dei farmaci di cui beneficeranno migliaia di persone bisognose, ma anche l'intera comunità in termini di sostenibilità ambientale e lotta allo spreco. Si tratta, inoltre, di un'iniziativa che testimonia come le istituzioni e il non profit, lavorando insieme nell'ottica della co-programmazione e della co-progettazione, possano contribuire concretamente al bene comune", ha dichiarato.
Il progetto rappresenta un modello concreto di collaborazione tra pubblico e privato sociale, capace di generare benefici tangibili sia per le fasce più fragili della popolazione sia per l'ambiente, riducendo lo spreco farmaceutico e promuovendo una gestione più responsabile delle risorse sanitarie.
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