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02 Febbraio 2026Un’allerta internazionale del Ministero della Salute segnala il richiamo di formule per lattanti potenzialmente contaminate dalla tossina cereulide, con prodotti distribuiti anche in Italia. La circolare ricostruisce l’origine della contaminazione, indica le misure di sorveglianza clinica e richiama all’attenzione sanitaria per la particolare vulnerabilità dei lattanti

Nei giorni scorsi è stata diramata un’allerta internazionale sui prodotti per lattanti potenzialmente contaminati dalla tossina cereulide. A livello internazionale sono già stati segnalati alcuni ritiri di lotti indicati dalle aziende coinvolte, ma il 22 gennaio il canale EWRS della Commissione Europea ha inviato un’allerta internazionale diffusa anche dal Ministero della Salute.
Alcuni dei ritiri di lotto segnalati dalle aziende coinvolte erano già stati riportati nei giorni scorsi anche da Farmacista33, nell’ambito della copertura delle allerte su latte artificiale e alimenti per l’infanzia.
Latte in polvere, nuovi richiami in Francia e Paesi per rischio contaminazione
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Secondo quanto riferito dal Ministero, “sulla base delle informazioni attualmente disponibili, l’evento sembrerebbe riconducibile all’impiego di olio di acido arachidonico contaminato importato dalla Cina, utilizzato nella produzione di acidi grassi polinsaturi presso uno stabilimento situato in Svizzera”. Ingredienti che, precisa la nota, “sarebbero stati successivamente impiegati nella produzione di formule per lattanti da parte di Nestlé in diversi stabilimenti europei (Germania, Paesi Bassi, Spagna, Francia e Svizzera)”. La circolare avverte inoltre che “la materia prima in questione potrebbe essere stata utilizzata anche da altri marchi per formulazioni destinate ai lattanti”.
Il Ministero chiarisce che “ad oggi non risultano produttori italiani coinvolti nella produzione; tuttavia, la distribuzione dei prodotti interessati è avvenuta anche sul territorio nazionale”, e ricorda che “il Ministero della Salute ha già provveduto al richiamo dei lotti coinvolti, come riportato sul sito istituzionale”. Sul fronte clinico, viene segnalato che “in Francia, allo stato attuale, non risultano casi confermati attribuibili al consumo dei prodotti in oggetto; sono tuttavia in corso approfondimenti relativi ad alcuni eventi segnalati”.
Pur in assenza di casi accertati di intossicazione da cereulide, la circolare sottolinea che “si ritiene opportuno fornire indicazioni operative generali al fine di mantenere elevata l’attenzione sanitaria, in considerazione della particolare vulnerabilità della popolazione infantile e della mancanza di una dose sicura definita”.
Il Ministero consiglia “una consultazione medica immediata in caso di comparsa di sintomi compatibili, quali diarrea con crampi addominali e/o nausea e vomito, in lattanti che potrebbero aver consumato prodotti potenzialmente interessati nelle 1–6 ore precedenti l’insorgenza dei sintomi”, precisando che, “in caso di anamnesi positiva”, è necessario “sospendere immediatamente l’utilizzo del prodotto individuato e avviare le opportune indagini alimentari”.
La nota richiama inoltre l’attenzione degli operatori sanitari sulla necessità di una sorveglianza attiva e sulla segnalazione dei casi sospetti, specificando che “l’infezione/tossinfezione alimentare da Bacillus cereus non è inclusa tra le patologie soggette a generazione automatica di allerta”.
Dal punto di vista diagnostico, il Ministero evidenzia che “nei prodotti alimentari a rischio, è stata rilevata esclusivamente la tossina cereulide in assenza di isolamento del microrganismo”, un quadro “maggiormente compatibile con una intossicazione di tipo emetico, sostenuta da tossina preformata e termostabile”. In questo contesto, viene chiarito che “la ricerca della cereulide rappresenta l’elemento diagnostico di maggiore rilevanza e deve essere effettuata prioritariamente sui campioni alimentari sospetti, qualora disponibili”.
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