salute
02 Aprile 2025Uno studio pubblicato su eBioMedicine dall'Università di Oxford ha scoperto che il Long Covid si suddivide in quattro sottotipi distinti, ognuno caratterizzato da sintomi specifici e fattori di rischio unici: ecco quali sono

In uno studio pubblicato sulla rivista eBioMedicine, un team di ricercatori guidato da Yunhe Wang, dell’Università di Oxford, nel Regno Unito, ha identificato quattro sottotipi distinti di Long Covid - la sindrome che persiste a seguito dell’infezione da virus SARS-CoV-2 -, ciascuno collegato a sintomi, fattori di rischio e impatti sulla salute unici. In accordo con altri studi, inoltre, i ricercatori hanno osservato che la vaccinazione riduce in modo significativo il rischio di Long Covid, mentre infezioni gravi e stili di vita non sani aumentano la vulnerabilità. Secondo gli autori, dunque, è necessario adottare strategie diagnostiche e di gestione specifiche per sottotipo, per affrontare in modo mirato gli effetti del Long Covid sulla salute fisica e mentale.
Il Long Covid include sintomi persistenti o emergenti a seguito di un’infezione da SARS-CoV-2. Questa condizione ha avuto un impatto significativo su milioni di persone nel mondo, influenzando le loro attività quotidiane e la loro qualità di vita, con un notevole impatto sui sistemi sanitari.
La ricerca condotta dal team inglese ha rivelato incongruenze nelle stime di prevalenza, nei profili dei sintomi e nelle definizioni, dovute a variazioni nelle metodologie di studio e nelle fonti di dati. La maggior parte degli studi, infatti, si basa su cartelle cliniche elettroniche, che spesso non riportano i sintomi in modo dettagliato. Inoltre, sempre più evidenze suggeriscono che il Long Covid comprende più sottotipi associati a meccanismi biologici distinti e che i fattori di rischio come età, sesso, comorbilità e gravità dell’infezione influenzano in modo diverso i vari sottotipi.
La ricerca ha utilizzato dati raccolti dalla Biobank UK, con informazioni provenienti da oltre 170.000 partecipanti, tra cui individui con Covid-19 confermato e controlli non infetti. I dati sono stati raccolti tramite un sondaggio online sulla salute e il benessere, che includeva 45 sintomi e il loro impatto sulla vita quotidiana.
I ricercatori hanno osservato che i quattro principali sottotipi di Long Covid - orecchio, naso, gola, con alterazioni a livello di olfatto, gusto e udito; cardiopolmonare, con difficoltà respiratorie e fastidio al torace; neurologico, con deficit cognitivi; e affaticamento generale - erano associati a specifici modelli di sintomi. Tuttavia, alcuni fattori di rischio erano comuni in tutti i gruppi.
L’infezione da COVID-19 grave, infezioni multiple e scelte di vita non sane erano associati a un aumento del rischio di Long Covid, mentre la vaccinazione, in particolare con dosi di richiamo, ha ridotto significativamente il rischio della sequela di sintomi. Infine, uno status socioeconomico inferiore, un indice di massa corporea più elevato e condizioni croniche preesistenti hanno ulteriormente aumentato la suscettibilità al Long Covid.
Il team ha riscontrato anche che le persone più giovani erano più inclini a compromissioni neurologiche e sottotipi di affaticamento generale, mentre i sintomi a livello di orecchie, naso e gola aumentavano in prevalenza con l’età. Anche le donne mostravano un rischio complessivo maggiore di Long Covid, sebbene i sintomi correlati ad orecchie, naso e gola fossero osservati più frequentemente negli uomini.
Fonte:
Wang, Y. er al., Refinement of post-COVID condition core symptoms, subtypes, determinants, and health impacts: a cohort study integrating real-world data and patient-reported outcomes. EBioMedicine (2025); doi: 10.1016/j.ebiom.2024.105493
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