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Tabagismo

14 Aprile 2025

Stop al fumo, le strategie al banco e il consiglio del farmacista

Oms e Fip individuano nei farmacisti una risorsa strategica per la lotta al tabagismo, una delle maggiori minacce  per la salute pubblica a livello globale

di Paolo Levantino - Farmacista clinico


fumo giovani

Il consumo di tabacco rappresenta ancora oggi una delle principali minacce per la salute pubblica a livello globale, causando ogni anno oltre otto milioni di decessi, di cui circa 1,3 milioni dovuti all'esposizione al fumo passivo. La dipendenza dal tabacco non solo aumenta il rischio di sviluppare gravi patologie, come malattie cardiovascolari, tumori e diabete, ma ha un impatto devastante anche sulla qualità della vita delle persone e sui costi sanitari globali, che si stima superino 1.4 miliardi di dollari l’anno.

Di fronte a questa emergenza sanitaria ed economica, l'Oms e la Federazione Internazionale Farmaceutica (FIP) hanno individuato nei farmacisti una risorsa strategica per la lotta al tabagismo. La loro presenza capillare sul territorio, unita alla fiducia che i cittadini ripongono, permette di intercettare i fumatori e offrire loro un supporto mirato per smettere di fumare. Si stima che il 60% dei fumatori desideri smettere, ma solo il 35% della popolazione mondiale abbia accesso a servizi di cessazione del fumo adeguati, evidenziando la necessità di un maggiore coinvolgimento delle farmacie in questa battaglia. Numerosi studi dimostrano che l’intervento del farmacista aumenta significativamente il tasso di successo nei tentativi di cessazione del fumo, raddoppiando o triplicando le probabilità di smettere di fumare rispetto ai tentativi effettuati senza supporto professionale.

Strategie di intervento nel setting della farmacia di comunità

Tra le strategie più efficaci di cui i farmacisti dispongono per aiutare i pazienti nella cessazione del fumo, spiccano gli interventi brevi, che consentono di fornire un supporto immediato e personalizzato, calibrato in base alla predisposizione del paziente a intraprendere il percorso per smettere di fumare.

Coloro che sono già pronti a dire addio al fumo possono essere guidati attraverso il modello delle 5A, un approccio validato dall’OMS. Il farmacista inizia con il primo passo, Ask, identificando i fumatori durante ogni visita in farmacia e raccogliendo informazioni sulle loro abitudini. Successivamente, nella fase Advise, fornisce consigli chiari e personalizzati, sottolineando i benefici della cessazione. Il passaggio Assess è cruciale per determinare la disponibilità del paziente a smettere, aiutandolo a prendere coscienza delle proprie motivazioni e ostacoli. Se il paziente è pronto, il farmacista passa così alla fase Assist, creando un piano personalizzato che può includere supporto comportamentale e farmaci per la cessazione. Infine, nella fase Arrange, vengono programmati follow-up regolari per monitorare i progressi e prevenire eventuali ricadute.

Per quei pazienti che non si sentono ancora pronti a smettere, il modello delle 5R rappresenta una strategia efficace per aumentare la loro motivazione. Il farmacista guida il paziente in un percorso di consapevolezza, aiutandolo a comprendere la rilevanza della cessazione in relazione alla sua salute e al suo benessere. Analizza  i rischi concreti legati al consumo di tabacco, illustrando le possibili conseguenze a breve e lungo termine, lo incoraggia mettendo in evidenza i benefici dello smettere, dalla riduzione del rischio di patologie gravi al miglioramento della qualità della vita, e affronta gli ostacoli che potrebbero emergere durante il percorso, proponendo strategie concrete per superarli. Infine, assicura una ripetizione costante dell’intervento, per mantenere viva la consapevolezza e aumentare progressivamente la determinazione del paziente a smettere definitivamente di fumare.

Fondamentale la formazione

Affinché i farmacisti possano svolgere efficacemente questo ruolo cruciale nella cessazione del fumo, è essenziale garantire una formazione adeguata e continua. L'OMS e la FIP sottolineano l'importanza di integrare nei programmi accademici di farmacia moduli specifici dedicati alla gestione della dipendenza da tabacco, affiancandoli a corsi di aggiornamento professionale. Avere competenze approfondite in materia permette ai farmacisti di intervenire in modo efficace, personalizzando il supporto e migliorando i risultati dei percorsi di cessazione.

I dati dimostrano che laddove i farmacisti sono coinvolti attivamente nei programmi di cessazione del fumo, il tasso di successo aumenta significativamente. In particolare, il supporto farmacologico combinato con il counselling da parte del farmacista può portare a tassi di cessazione che variano dal 25% al 30%, rispetto al solo 4% dei fumatori che riescono a smettere senza alcun aiuto professionale. 

Conclusioni

Il coinvolgimento attivo dei farmacisti nella cessazione del fumo rappresenta così un'opportunità straordinaria per ridurre drasticamente il numero di fumatori e migliorare la salute pubblica. La loro accessibilità, unita a un approccio basato su interventi brevi ed efficaci, consente di intercettare un numero sempre maggiore di persone desiderose di smettere di fumare, guidandole lungo un percorso di consapevolezza e cambiamento. 

Fonti

https://www.fip.org/file/5871

https://www.fip.org/file/6106

 

TAG: FARMACIA DEI SERVIZI, ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITà - OMS, FEDERAZIONE FARMACEUTICA INTERNAZIONALE (FIP)

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