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19 Maggio 2025Spotify ha rimosso oltre 200 contenuti podcast che promuovevano la vendita illegale di farmaci con obbligo di ricetta, in particolare oppiacei come tramadolo, ossicodone, ma anche benzodiazepine e farmaci per l’Adhd. Violate leggi federali e linee guida di Spotify

La vendita illegale di farmaci con obbligo di ricetta ha varcato un’altra frontiera quella dei podcast: oltre 200 quelli che la piattaforma Spotify ha dovuto rimuovere dopo le segnalazioni emerse da un’inchiesta di Business Insider e della Cnn. I podcast violavano chiaramente le leggi federali statunitensi e le regole di Spotify, che vietano espressamente la promozione di farmaci regolamentati o illegali.
Alcuni episodi duravano meno di un minuto, erano privi di contenuti informativi e servivano esclusivamente a pubblicizzare link verso siti che vendevano medicinali oppiacei come tramadolo, ossicodone, ma anche benzodiazepine e farmaci per l’Adhd e altri. Altri podcast, invece, non contenevano alcun audio, ma sfruttavano copertine e descrizioni per inserire link a farmacie online potenzialmente pericolose molti dei quali classificati come oppioidi o stimolanti controllati, alcuni con elevato rischio di abuso..
Le ricerche su Spotify, con termini come "Adderall", "Xanax" o "Percocet" potevano quindi restituire risultati in cui finti podcast si mescolavano a contenuti legittimi sulla salute o sulla dipendenza da farmaci e sostanze e la difficoltà per gli utenti stava nel distinguere contenuti validi da quelli pericolosi, creando un rischio concreto di esposizione involontaria a messaggi illegali.
Le regole della piattaforma Spotify vietano contenuti che promuovono la vendita di farmaci con obbligo di prescrizione o illegali. "Lavoriamo costantemente per individuare e rimuovere i contenuti che violano le norme in tutto il nostro servizio", ha dichiarato un portavoce di Spotify.
La Cnn segnala che Lauren Balik, che gestisce un blog sui titoli azionari delle aziende tecnologiche, ha chiesto al CEO di Spotify Daniel Ek di affrontare la questione dei podcast falsi.
Diverse agenzie governative statunitensi hanno avvertito che ordinare farmaci dalle farmacie online potrebbe essere illegale e potrebbe avere conseguenze dannose, e potenzialmente mortali.
Le piattaforme tecnologiche, spiega Katie Paul, direttrice del Tech Transparency Project, che ospitano contenuti che indirizzano gli utenti a tali siti sono in gran parte soggette a "mancanza di ripercussioni, di responsabilità" perché la legge federale generalmente protegge le piattaforme tecnologiche dalla responsabilità per ciò che gli utenti pubblicano sui loro siti: "Non ci sono regolamenti", sottoline Paul.
Spotify, ricorda la Cnn in un approfondimento, offre strumenti gratuiti che consentono a chiunque di creare, distribuire e, potenzialmente, monetizzare i podcast e nelle sue linee guida per i creatori, specifica che la sua missione di "democratizzare l'audio" non significa "tutto è permesso sulla nostra piattaforma". È infatti vietato, “pubblicare in massa contenuti identici o indistinguibili che indirizzano gli ascoltatori a siti o servizi potenzialmente dannosi o che violano le nostre politiche di monetizzazione", afferma Spotify nelle linee guida. Separatamente, le regole della piattaforma Spotify proibiscono anche "contenuti che promuovono illecitamente la vendita di beni regolamentati o illegali", comprese le droghe illegali.
Fonte
https://edition.cnn.com/2025/05/16/tech/spotify-removing-drug-sales-podcasts
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