farmacisti
05 Giugno 2025In Friuli-Venezia Giulia non ci sono tutti i farmacisti che servirebbero, ne mancano circa 50 per il fabbisogno delle farmacie. Federfarma Pordenone: Con il rinnovo del contratto si può cambiare rotta

Il territorio chiede farmacisti che non ci sono, questa volta in Friuli-Venezia Giulia, come nel resto del Paese, le farmacie lanciano un grido d’allarme: mancano farmacisti, e la situazione non accenna a migliorare. Lo dicono i titolari: nella sola provincia di Pordenone si potrebbero assumere immediatamente almeno una ventina di farmacisti a tempo indeterminato, e nel bellunese su 280 farmacisti iscritti all'Ordine, ne mancano una trentina se non di più.
In Friuli il fabbisogno di farmacisti è insoddisfatto da più di un anno e ancora oggi, “la situazione non è cambiata moltissimo. L'offerta non riesce a soddisfare la domanda” spiega Francesco Innocente, presidente provinciale di Federfarma sulla stampa locale. - È ancora difficile reperire professionisti” e nella provincia di Pordenone, una ventina di farmacisti potrebbero essere assunti a tempo indeterminato da subito, “ma il numero potrebbe essere anche più alto”.
E se da una parte la farmacia evolve in presidio sanitario territoriale sempre più strutturato dall’altro le risorse umane restano ferme, numericamente inadeguate rispetto alla domanda. “Oggi, a parità di volumi, la mole di attività è molto più ampia. Servono competenze nuove, una capacità relazionale diversa – aggiunge Innocente. - Vengono richieste competenze relazionali molto superiori rispetto al passato. Oggi in farmacia si entra con domande che toccano ogni aspetto della salute e del benessere, non solo per ritirare un farmaco. La richiesta di tempo, attenzione e formazione è cresciuta notevolmente”.
A pagare il prezzo più alto sono le aree periferiche, montane o a bassa densità di popolazione: “Chi può sceglie di lavorare in centro o in zone più servite. I comuni di montagna e quelli più piccoli restano scoperte”.
Per Innocente un punto chiave è il rinnovo del contratto nazionale di lavoro: “Spero che si arrivi presto a una soluzione. Serve mettere mano di nuovo ai contratti. È giusto che venga riconosciuto l'impegno della categoria. Il rinnovo potrebbe essere un incentivo ulteriore per avvicinare più persone alla professione”.
Ben vengano secondo Innocente, i servizi oggi offerti dalle farmacie prima di esclusiva competenza delle strutture sanitarie, “ma questo richiede impegno maggiore e professionisti preparati. Servirebbero più colleghi per poter operare nella maniera migliore, più tranquillamente”.
Anche a Belluno si registra lo stesso tipo di criticità: “Nelle nostre farmacie la situazione è tragica: mancano i farmacisti” dice il presidente dell'Ordine professionale di Belluno, Alessandro Somacal. “La carenza di queste figure in provincia e in Italia è ormai strutturale nel Bellunese sono 280 i farmacisti iscritti all'Ordine, ma ne mancano una trentina se non di più. E il problema è che non ci sono persone che si iscrivono a questa facoltà. Si pensi che nell'ateneo di Pisa, uno dei più storici, l'anno scorso si erano iscritti soltanto 11 studenti”.
Nonostante la cronica carenza di farmacisti in molte aree del Paese, il percorso di studi in Farmacia continua a garantire ottime prospettive occupazionali. Secondo i dati del Consorzio Interuniversitario Almalaurea riportati dal Corriere della Sera, il tasso di occupazione a un anno dalla laurea in Farmacia è dell’84,3%, e sale oltre il 90% a cinque anni dal titolo. Il voto medio di laurea si attesta a 102,1 su 110, mentre l’età media al momento del conseguimento del titolo è di 26,8 anni. Oltre il 91% dei laureati si dichiara soddisfatto del proprio percorso formativo e la retribuzione netta media a un anno dalla laurea è di 1.478 euro mensili.
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