farmacista
12 Novembre 2025Secondo i cardiologi i farmacisti sono essenziali per l’educazione, il monitoraggio e la riduzione del rischio cardiovascolare nei pazienti con narcolessia trattati con oxibato a basso sodio

I pazienti affetti da narcolessia presentano un rischio cardiovascolare due o tre volte superiore rispetto alla popolazione generale, un dato che impone particolare attenzione alla gestione dei fattori di rischio modificabili, come l’eccessivo apporto di sodio. Alcune formulazioni tradizionali di oxibato, farmaco impiegato nel trattamento della malattia, contengono quantità significative di sodio che possono contribuire ad aumentare la pressione arteriosa e incidere sulla salute cardiovascolare. Nel passaggio a nuove formulazioni “a basso contenuto di sodio” è necessario un attento monitoraggio clinico, in cui il farmacista assume un ruolo centrale. Lo sottolinea Richard Kovacs, cardiologo della Indiana University School of Medicine in un’intervista rilasciata a Pharmacy Times.
Kovacs evidenzia come i farmacisti, grazie alla loro posizione privilegiata nel sistema sanitario, possano identificare tempestivamente i pazienti a rischio, fornire consulenza sull’importanza della riduzione dell’apporto di sodio e contribuire al monitoraggio della pressione arteriosa. Questo è particolarmente rilevante durante la transizione all’oxibato a basso sodio, momento in cui i pazienti devono essere seguiti con attenzione per eventuali episodi di ipotensione sintomatica. Kovacs invita i farmacisti a prestare attenzione ai segnali di abbassamento della pressione, un parametro che può essere monitorato anche grazie alla collaborazione diretta con i pazienti.
L’esperto ha inoltre collegato questo approccio personalizzato alla necessità più ampia di intervenire sui determinanti di salute pubblica – in questo caso negli Stati Uniti - come l’ipertensione non riconosciuta o non controllata, che continua a contribuire all’aumento della morbilità e mortalità cardiovascolare. Ridurre l’esposizione al sodio attraverso interventi mirati — tra cui la scelta di terapie a basso contenuto salino — è uno degli strumenti più concreti e accessibili per migliorare gli esiti clinici.
Kovacs conclude sul valore dell’educazione continua del paziente e su ruolo attivo del farmacista come parte integrante del team di cura: una figura chiave non solo per garantire la sicurezza della terapia, ma anche per promuovere scelte consapevoli che incidano positivamente sul rischio cardiovascolare.
Fonte:
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
07/08/2026
Uno screening realizzato in farmacie dei Paesi Baschi ha identificato possibili alterazioni della funzionalità renale nell'8% dei partecipanti, indirizzati al medico per ulteriori accertamenti.
A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
07/08/2026
La nuova circolare entra nel dettaglio delle modalità di registrazione dei medicinali nell'Archivio nazionale, il database che raccoglie gli identificativi univoci dei farmaci immessi sul mercato...
A cura di Redazione Farmacista33
07/08/2026
Nel 2025 la spesa farmaceutica totale ha raggiunto 39,3 miliardi di euro, trainata dalla crescita a doppia cifra degli acquisti privati. Tirzepatide è il farmaco di classe A più acquistato...
A cura di Redazione Farmacista33
05/08/2026
In quanto professionista di facile accesso e affidabile, il farmacista può aiutare a contrastare l’influenza dei determinanti sociali di salute che hanno un impatto negativo sulla malattia...
A cura di Sabina Mastrangelo

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)