Politica sanitaria
25 Giugno 2025La Relazione annuale al Parlamento 2025 registra una leggera flessione nell’uso di sostanze illegali tra gli adolescenti. Tuttavia, l’emergere delle Nuove Sostanze Psicoattive e l’abuso di psicofarmaci in assenza di una prescrizione delineano nuove sfide sanitarie e sociali

Nel 2024 il consumo di sostanze illegali tra i giovani italiani ha mostrato una leggera flessione, che potrebbe indicare un primo effetto delle politiche di prevenzione e sensibilizzazione. Se da un lato il 2024 segna un calo nel consumo di sostanze come cannabis (dal 22% al 21%), NPS (dal 6,4% al 5,8%), cocaina (dal 2,2% all’1,8%) e allucinogeni (dal 2% all’1,2%) tra i giovani, dall’altro emerge una trasformazione del mercato illegale, sempre più orientato verso prodotti ad alta potenza e nuove combinazioni. Tra le nuove complessità emergenti anche l’aumento significativo dell’uso improprio di psicofarmaci tra i minorenni. Il quadro emerge dai dati contenuti nella Relazione annuale al Parlamento 2025 sul fenomeno delle tossicodipendenze, pubblicata nei giorni scorsi.
Secondo i dati dello Studio ESPAD Italia 2024, condotto su un campione rappresentativo di oltre 20 mila studenti tra i 15 e i 19 anni, si stima che 910 mila giovani abbiano provato almeno una sostanza illegale nel corso della vita, e circa 620 mila (25%) ne abbiano fatto uso nell’ultimo anno. Il consumo resta più frequente tra i ragazzi (28%) rispetto alle ragazze (22%).
Tra le sostanze illegali, la cannabis continua a dominare la scena: nonostante una leggera flessione nel 2024 (dal 22% al 21%), è ancora la droga più usata tra gli adolescenti e la più rilevata nelle analisi delle acque reflue urbane, con una media di 52 dosi giornaliere ogni 1.000 abitanti. È anche protagonista del 77% delle segnalazioni delle forze dell’ordine per uso personale e del 37% delle denunce per spaccio. Particolarmente preoccupante è l’aumento della potenza dei derivati della cannabis, soprattutto l’hashish, che ha visto quadruplicare la concentrazione di THC dal 2016 a oggi, passando dal 7% al 29%.
Meno diffusi, ma ancora rilevanti, i dati relativi ad altre sostanze: il consumo di cocaina tra i giovani cala dal 2,2% all’1,8%, quello degli allucinogeni dal 2% all’1,2% e quello degli stimolanti dal 2,9% al 2,4%. Gli oppiacei restano stabili all’1,2%. Anche le NPS, pur in lieve calo (dal 6,4% al 5,8%), rappresentano una minaccia costante, soprattutto per la loro variabilità e per il difficile monitoraggio. Nel 2024 sono state segnalate 79 nuove sostanze psicoattive in circolazione in Italia, tra cui combinazioni pericolose come la “cocaina rosa”, un mix di ketamina, MDMA e altre molecole sintetiche.
La cocaina continua a rappresentare una delle sostanze con il più alto impatto sulla salute pubblica. Nel 2024 è stata direttamente responsabile del 35% dei decessi per overdose acuta, raggiungendo per la prima volta quasi lo stesso numero di morti causati dall’eroina e dagli oppiacei (80 contro 81 casi). È inoltre responsabile del 30% dei ricoveri ospedalieri legati alla droga. Anche nelle analisi delle acque reflue la cocaina risulta la seconda sostanza più consumata, con una media di 11 dosi giornaliere ogni 1.000 abitanti. Preoccupante anche la crescente diffusione del crack ad alta purezza (principio attivo intorno al 90%) sul mercato al dettaglio.
Accanto al quadro delle droghe illegali, la Relazione sottolinea una tendenza emergente e allarmante: l’uso di psicofarmaci senza prescrizione medica tra gli adolescenti, in particolare tra le ragazze.
Secondo i dati dello studio ESPAD Italia 2024, sono circa 510 mila gli studenti tra i 15 e i 19 anni ad aver assunto psicofarmaci senza prescrizione almeno una volta nella vita. Di questi, 290 mila lo hanno fatto nel corso dell’ultimo anno, mentre 54 mila riferiscono un uso frequente, pari ad almeno dieci episodi al mese. Il fenomeno riguarda in particolare i minorenni (15-18 anni non ancora compiuti): 180 mila ragazzi, pari al 12% del totale di quella fascia di età, hanno fatto uso di psicofarmaci non prescritti nel 2024, con un’incidenza più che doppia tra le studentesse.
Le tipologie di psicofarmaci più utilizzate senza controllo medico sono quelli per dormire o rilassarsi (8,4%), seguiti da quelli per l’umore (2,4%), per l’attenzione e l’iperattività (2,1%) e per il controllo del peso (1,5%). La differenza di genere è particolarmente evidente in quest’ultima categoria: l’uso di psicofarmaci per la dieta è più che triplo tra le ragazze rispetto ai ragazzi.
Nel 2024 si sono registrati 424 decessi droga-correlati. In 138 di questi casi si trattava di danni d’organo dovuti a sostanze psicoattive, non sempre presenti in quantità letali. La sostanza più rilevata in questi contesti è stata l’alcol (29%), seguita da cocaina (26%), benzodiazepine (19%) e psicofarmaci (15%). In quasi la metà dei decessi si è verificata coassunzione di più sostanze, con combinazioni particolarmente letali come cocaina-eroina, alcol-metadone e psicofarmaci-benzodiazepine.
Fonte
https://www.politicheantidroga.gov.it/media/v5dlr0fu/relazione-al-parlamento-2025.pdf
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