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15 Luglio 2025

Vaccinazioni, cresce la fiducia degli italiani. La sfida è l’accesso: migliorare servizi Asl, Mmg e farmacie

Cresce la fiducia degli italiani nei vaccini, ma restano criticità legate all’accesso e all’informazione. Farmacie, medici di medicina generale e ASL sono i punti di riferimento preferiti per la somministrazione, ma servono strategie mirate per potenziare la logistica e il ruolo dei professionisti sanitari nella consulenza vaccinale

di Redazione Farmacista33


Vaccinazioni, cresce la fiducia degli italiani. La sfida è l’accesso: migliorare servizi Asl, Mmg e farmacie

È cresciuto nell’ultimo decennio la fiducia degli italiani nei vaccini dichiarata da circa l’80% con una significativa crescita della "totale" o "molta" fiducia, che è quasi raddoppiata dal 2014, passando dal 22,4% al 43%. Ma crescono anche le sfide per migliorare logistica e accessibilità dei servizi vaccinali: Asl, medico di famiglia e farmacie sono i primi 3 luoghi in cui i cittadini preferirebbero effettuare le vaccinazioni.

Sono alcuni dei dati emersi dall’indagine Censis “I nuovi tratti della vaccinazione in Italia” realizzata grazie alla sponsorizzazione non condizionante di Pfizer Srl, su un campione di 1.462 italiani dai 18 anni in su e presentata a Roma all’inizio di luglio.

Fiducia e informazioni: professionisti sanitari sono il riferimento

Secondo il Censis, la percentuale di persone che ricorrono alla vaccinazione è passata dal 16,9% del 2014 al 36,9%, segno dell’impatto positivo dell’esperienza del Covid. Cresce anche la fiducia nella vaccinazione in generale (dal 22% al 43%) e in particolare in quelle offerte dal Servizio sanitario nazionale (dal 30,7% al 50,6% dei genitori). Inoltre, il 54,6% si dichiara disposto a fare una dose in più per aumentare la copertura, mentre i contrari restano una minoranza (22,3%).

La conoscenza delle vaccinazioni è legata all’esperienza diretta e all’adesione: il 71,5% si dichiara molto o abbastanza informato, con un picco sulla vaccinazione anti-Covid (conosciuta dal 98,7%). Tuttavia, escluse le vaccinazioni anti-Covid (84,8%) e antinfluenzale (50%), il ricorso ad altri vaccini negli ultimi tre anni resta limitato, anche tra le persone con patologie croniche.

L’informazione sulle vaccinazioni è spesso percepita come eccessiva e confusa: solo il 26,3% la giudica chiara, mentre il 42% la considera contraddittoria, dato in aumento rispetto al 2014. Internet è ampiamente utilizzato (63%), ma le fonti professionali restano le più autorevoli: il medico di base è il principale punto di riferimento (71,7%), ma anche il pediatra e il ginecologo sono citati per specifiche fasce di età e condizioni, mentre i servizi vaccinali delle Asl sono i meno citati, soprattutto per le vaccinazioni di adulti e bambini.

Le strategie per migliorare l’adesione

Tra le azioni proposte dagli italiani per migliorare l’adesione alle vaccinazioni siano indicate due strategie principali: si tratta prima di tutto di potenziare la funzione di informazione e consulenza dei professionisti sanitari (56,3%), anche migliorando la loro formazione in materia di vaccinazioni (27,0%). Ma c’è anche un tema di logistica dell’accesso alla vaccinazione e qui entrano in gioco le farmacie sia come luogo già utilizzato sia per un ulteriore ampliamento del loro coinvolgimento nelle campagne vaccinali.

La maggioranza degli intervistati indica il servizio vaccinale della ASL (67,3%), gli anziani sono la fascia di età che preferisce lo studio del medico di famiglia (65,7%). La farmacia viene citata dalla terza opzione indicata in ordine di rilevanza dal 22,1% degli intervistati come luogo in cui si preferirebbe fare le vaccinazioni. La riflessione del Censis è che, considerando i luoghi in cui si fanno già le vaccinazioni, le preferenze vanno a quelli in cui è più comune l’esperienza della vaccinazione, ma circa un intervistato su 5 è favorevole alla effettuazione della vaccinazione in farmacia, mentre per esempio i genitori danno maggiore preferenza al pediatra, per vaccinare i propri figli.

Gli spunti organizzativi e strategici: informazione e logistica

La dimensione della informazione, “confusa e talvolta contradditoria e non dirimente rispetto alle incertezze informative” e della consulenza da medici e operatori sanitari emergono come elementi strategici per migliorare la propensione alle vaccinazioni.

Il “secondo passo” è il miglioramento della parte organizzativa e logistica da parte del SSN, per facilitare con più interventi l’accesso alla vaccinazione, e oltre a portarla a domicilio di anziani più fragili e per le persone con cronicità, ampliare “funzionalità e l’accessibilità dei servizi vaccinali della ASL e ampliando i luoghi della somministrazione, a partire dallo studio del medico di medicina generale” ci sono “spunti di apertura ad altri punti di somministrazione, la farmacia, ad esempio, già sperimentata durante la pandemia e, seppure in misura minore, ad altri luoghi della quotidianità come la scuola, pur mantenendo la preferenza per le istituzioni sanitarie”.

Fonte

https://www.censis.it/sites/default/files/downloads/Sintesi%20Pfizer%20Censis.pdf 

TAG: VACCINAZIONE IN FARMACIA, CENSIS, MEDICO, VACCINI, FARMACIE

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